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Mercoledì 8 Aprile 2009, 22:44
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Le novità del Piano casa. L’intesa raggiunta tra Stato e Regioni prevede: aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni. Quindi chi vorrà ampliare la propria abitazione lo potrà fare, a patto, però, di alcuni limiti. Infatti, il proprietario dell’abitazione intenzionato a questo tipo di progetto, dovrà prima fare i conti con le nuove norme che ciascuna Regione emanerà e con quelle contenute nel Codice Civile note da decenni. Questo significa che ogni intervento deciso dai privati dovrà muoversi entro certi limiti: del Codice Civile e delle Regioni (che avranno ampia libertà di manovra). Va aggiunto che l’ampliamento fino al 20% e non oltre i 1000 metri cubi (in media 330metri quadrati, 3-4 appartamenti al massimo) è possibile per le abitazioni residenziali unifamiliari e meno facile per i condomini. Infatti, va chiarito che, se in un edificio (la classica villetta) c’è più di una unità familiare con proprietari diversi ed esistono spazi in comune, allora si parla già di condominio. Quindi, anche una villetta bifamiliare con due proprietari diversi è un condominio e questo si traduce in un limite per l’ampliamento dello stabile perché bisogna tener conto del decoro architettonico dell’edificio e della sua sicurezza statica. Aumenti volumetrici del 35% in caso di interventi di bioedilizia. La soglia si alza al 35% della volumetria esistente nel caso di interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici. Le operazioni devono però avere «finalità di miglioramento della qualità architettonica esistente, di riduzione sensibile dei consumi energetici e di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili». I limiti. Come già detto, prima di procedere ai lavori di ampliamento, bisogna tenere presente anche quali sono i limiti imposti dal Codice Civile e dalle Regioni. Il Codice Civile. Ampliamento: ci sono regole da rispettare sulle distanze. Tra le più importanti quella che fissa in 3 metri la misura del distacco tra le costruzioni non unite o aderenti tra loro. Inoltre, bisogna rispettare anche i requisiti e le distanze per le luci (le aperture destinate a garantire solo aria e luce) e le vedute (che permettono di affacciarsi e guardare nella proprietà altrui). Quindi si possono aprire vedute dirette verso la proprietà del vicino o sopra il suo tetto ad una distanza inferiore di 1,5 metri. Condominio: quando si decide di ampliare la propria proprietà, bisogna fare i conti con le regole condominiali. Bisogna tenere presente i limiti che si applicano a favore dell’estetica dell’edificio e il principio per cui nessuno può eseguire opere che danneggiano le parti comini dell’edificio. Convivere: solo negli edifici unifamiliari la decisione è libera. In quelli bifamiliari, l’ampliamento di una delle due unità può essere eseguito a patto che tutti siano d’accordo, altrimenti si deve ricorrere al giudice. La violazione dei rapporti di vicinato, distanze, servitù e regolamento di condominio consente sempre ai vicini di far valere in giudizio i propri diritti. Le leggi Regionali. Zone storiche: nelle zone con vincolo storico o paesaggistico gli interventi volumetrici sono possibili salvo limitazioni ed esclusioni da parte delle Regioni ed in ogni caso qualsiasi intervento sarà possibile dopo le autorizzazioni paesaggistiche regionali, comunali e provinciali a seconda di ciò che stabiliscono le leggi locali. Incentivi: alcune Regioni possono prevedere degli incentivi a favore della riqualificazione di aree urbane degradate. Inedificabilità: l’intesa Stato-Regioni esclude la possibilità di effettuare interventi nelle aree di inedificabilità assoluta ma sono, tuttavia, ammessi ampliamenti volumetrici delle abitazioni e delle pertinenze agricole dei coltivatori. Standard energetici: rispetto alla possibilità di demolire e ricostruire gli edifici con un premio di cubatura del 35% bisogna vedere quali sono i requisiti edilizi e impiantistici previsti. Molte Regioni hanno già varato delle leggi che circoscrivono il concetto di edilizia sostenibile. Queste norme prevedono requisiti molto stringenti per ottenere benefici e contributi. Incentivi alla demolizione: l’intesa Stato-Regioni punta a incentivare la demolizione di vecchi condomini e la sostituzione con edifici di Per ulteriori informazioni visita Soldiblog.it |
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