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Martedì 6 Maggio 2008, 13:42

L'Europa cerca di non pensare alla congiuntura

Di Marco Caprotti

Morningstar.it

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L'Europa viaggia a due velocit�. Da una parte ci sono i risultati aziendali che, a parte alcune banche ancora alle prese con i mutui americani subprime (quelli di scarsa qualit�), stanno spingendo in alto i listini. L'indice Msci del Vecchio continente nell'ultimo mese (fino al 6 maggio e calcolato in euro) ha guadagnato quasi il 3%. Dall'altra, bisogna fare i conti con le prospettive macroeconomiche che non promettono niente di buono.

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Colossi del calibro di Bayer (Xetra: 575200 - notizie) , Basf (Xetra: 515100 - notizie) , Abb (Stoccolma: ABB-U.ST - notizie) e Citroen Peugeot stanno comunicando risultati trimestrali al di sopra delle attese degli analisti. Segno, spiegano gli operatori, che le societ� industriali sono ancora forti e potrebbero guidare il mercato verso l'uscita dal tunnel della crisi. Certo, bisogna anche fare i conti con alcuni giganti del credito come Credit Suisse e Barclays (Londra: BARC.L - notizie) che, a causa delle svalutazioni operate per far fronte ai subprime, hanno avuto e avranno risultati trimestrali negativi. Ma si deve soprattutto tenere presente lo scenario congiunturale che, alla lunga, potrebbe pesare anche sui bilanci delle societ� pi� solide.

La Commissione europea ha gi� avvertito che, per quest'anno, si aspetta una crescita dell'inflazione del 3,2%. Se il dato fosse confermato, la Banca centrale europea avrebbe un altro argomento per non tagliare i tassi di interesse e, eventualmente per aumentarli. La strategia � sicuramente utile per contenere i prezzi. Secondo le previsioni della Commissione, il prezzo crescente delle materie prime (con in testa il petrolio ormai a 120 dollari al barile) aumenter� i costi di produzione facendo schizzate l'inflazione ben al di sopra del 2,1% segnato nel 2007 e, comunque, sopra al tetto del 2% posto dalla Bce.

Ma, dicono gli economisti, l'atteggiamento rigido dell'istituto centrale rischia di frenare eccessivamente la crescita di societ� che gi� devono fare i conti con una moneta unica che, nell'ultimo anno ha guadagnato pi� del 15% contro dollaro rendendo difficile esportare. Il risultato � una stima di crescita dell'economia che, per il 2008, dovrebbe essere compresa fra l'1,5 e l'1,7% contro il +2,6% segnato nel 2007.

Secondo il responsabile della Commissione economica e monetaria europea, Joaquin Almunia, tuttavia, l'Europa a differenza degli Stati Uniti non corre il rischio di entrare in recessione. Con la frenata Usa e con i suoi effetti sull'andamento globale, ha aggiunto comunque, bisogner� fare i conti.

Dal punto di vista operativo, gli investitori stanno tornando a fare acquisti. Soprattutto sui titoli delle commodity e delle grandi aziende che, almeno per il momento, sembrano quelle meglio attrezzate per far fronte a una situazione di debolezza e sono in pole position per scattare nel momento di ripresa della congiuntura.

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