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Biglietti Aerei On-Line: Giro Di Vite Ue, Problema Grave
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(AGI) - Bruxelles, 8 mag. - Prezzi ingannevoli, irregolarita'
contrattuali, offerte pubblicizzate ma non disponibili e
mancanza di trasparenza. Contro la giungla delle vendite online
dei biglietti aerei la Commissione europea ha lanciato una
crociata che ha portato all'adozione di misure coercitive per
la meta' dei siti internet sul mercato. Lo ha riferito il
commissario Ue per i Consumatori Maglena Kuneva presentando una
relazione intermedia su un'indagine che ha coinvolto 15
autorita' nazionali europee, piu' la Norvegia, sulla
pubblicita' fuorviante e le pratiche sleali riscontrate nei
siti web che vendono biglietti aerei. 'Non si puo' accettare
che un consumatore su tre che prenota un biglietto aereo online
venga imbrogliato o indotto in errore e confuso', ha dichiarato
la Kuneva, 'la relazione dimostra che vi sono problemi gravi e
persistenti per quanto riguarda la vendita di biglietti aerei
con tutte le compagnie'. Il commissario europeo ha assicurato
che l'indagine sara' conclusa entro il primo maggio dell'anno
prossimo, ma intanto ha sottolineato che 'questi risultati
costituiscono un messaggio politico che non possiamo ignorare.
Mi auguro che gli operatori abbiano capito che la Commissione
si e' impegnata a difendere i consumatori ovunque ce ne sia
bisogno. Il mio messaggio agli operatori del settore e' chiaro:
intervenite subito o interverremo noi. Dobbiamo avere prove
tangibili di un miglioramento della situazione relativa alle
vendite di biglietti e alle pratiche di marketing nel settore
dei trasporti aerei entro il primo maggio dell'anno prossimo o
non avremo altra alternativa che intervenire direttamente'. La
relazione intermedia si basa sui dati disponibili di 13 stati
membri fino al 22 febbraio 2008. Per un sito su tre, cioe' per
137 siti internet su 386 controllati, sono stati necessari
interventi coercitivi per violazione delle norme comunitarie.
Il prezzo ingannevole e' per il 58 per cento dei siti
controllati il problema principale, seguito da irregolarita'
dei termini contrattuali, nel 49 per cento dei casi, e dalla
mancata disponibilita' di un'offerta pubblicizzata, nel 15 per
cento dei casi.
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