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Mercati asiatici : Il petrolio sopra i 123 dollari condiziona le borse
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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 : Topix (Tokyo) -1.12% Nikkei 225 (notizie) -0.94% Hang Seng (notizie) -0.65% Shanghai +0.95% Shenzhen +1.86% Taiwan Taiex -1.17% Kospi -0.10% A New York il prezzo del petrolio ha superato ieri i 123 dollari al barile toccando un nuovo record a 123.93 dollari, senza che le azioni delle compagnie petrolifere trovassero il modo di festeggiare. Petrolio che rimane sopra i 123 dollari il barile anche sul mercato asiatico di Singapore. Ormai è evidente per tutti che il greggio costoso accelera l'inflazione, che a sua volta grava sul potere d'acquisto dei consumatori, restringendolo. Per completare il quadretto mettiamoci anche l'oneroso accordo che le principali compagnie statunitensi hanno dovuto raggiungere con 14 distributori di acqua in 17 stati che le avevano citate in giudizio per la contaminazione di condutture di acqua con additivi della benzina. Accordo che prevede che le compagnie paghino 423 milioni di dollari, a cui aggiungere i costi di pulitura delle conduttore. Aggiungiamoci anche quanto richiesto dalla Sec (l'autorità di controllo) ossia che le banche d'investimento di Wall Street dovranno rendere noti i propri livelli di capitale e di liquidità in modo chiaro, così che il mercato possa facilmente capirli e digerirli. E il ribasso è servito. Preso atto della situazione la Bank of Korea ha deciso oggi di lasciare i tassi invariati al 5% ossia al livello massimo degli ultimi sette anni. Nella notte lo scenario in Birmania si è fatto ancora più drammatico. Secondo fonti diplomatiche Usa, il ciclone Nargis potrebbe aver causato oltre 100 mila morti e lasciato più di un milione di persone senza un tetto. Oggi a Giakarta il segretario generale dell'Associazione dei paesi dell'Asia del sudest ha nuovamente richiesto ala giunta militare al potere in Birmania di consentire l'accesso agli aiuti umanitari internazionali "prima che sia troppo tardi". C'è distruzione ovunque, scarseggiano il cibo e l'acqua potabile, manca l'energia elettrica, le comunicazioni telefoniche sono interrotte, il rischio di epidemie è molto concreto.E' già troppo tardi. Roberto
Malnati
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