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Giovedì 8 Maggio 2008, 17:23

La BCE non apre a taglio tassi: pugno duro contro l'inflazione. Nessun aiuto per i mercati

Di Alberto Susic

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Anche la riunione odierna si è conclusa con un nulla di fatto per la Banca Centrale europea che ha deciso di mantenere invariati i tassi di interessi, fermi al 4% dallo scorso giugno, quando era stato deliberato l'ultimo rialzo di un quarto di punto. Da allora è stata portata avanti una politica monetaria attendista, nonostante la crisi finanziaria abbia indotto altre istituzioni, quale la Fed e la Bank of England a ridurre in diverse occasioni il costo del denaro. Nessuna sorpresa per il mercato che era ormai preparato ad nulla di fatto anche per il meeting odierno, e così l'attenzione si è spostata sulla conferenza stampa presiedute da Jean Claude Trichet.

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Nel corso del consueto incontro con i giornalisti, il presidente della BCE ha spiegato che quest'ultima si trova di fronte ad una situazione “multdimensionale”. La decisione di mantenere fermi i tassi di interesse è stata presa all'unanimità dopo aver valutato attentamente la situazione da ogni prospettiva. Nel meeting che oggi si è svolto ad Atene, non è stata presa in considerazione la possibilità di un taglio, né si è discusso di eventuali rialzi per il costo del denaro. Trichet ha inoltre aggiunto che l'attuale politica monetaria è adatta agli obiettivi prefissi dal Board, rappresentati essenzialmente dal mantenimento della stabilità dei prezzi.
Parlando della crescita economica, il numero uno della BCE ha dichiarato che prevalgono ancora i rischi al ribasso, anche se nei primi tre mesi di quest'anno si è avuta una sostanziale tenuta. Sulla base delle ultime informazioni disponibili, si prevede nel primo semestre del 2008 una moderazione della crescita che tuttavia proseguirà anche se ad un ritmo più lento. I fondamentali si confermano solidi e gli investimenti continueranno ad offrire un contribuito all'espansione economica, che sarà aiutata anche dalla domanda interna. Permangono in ogni caso le incertezze e i rischi al ribasso sono legati prevalentemente alle conseguenze delle turbolenze finanziarie e ad ulteriori rialzi dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari.
Elementi che potranno pesare anche sull'andamento dell'inflazione che è salita in maniera significativa dallo scorso anno e le previsioni non sono molto incoraggianti. I tassi resteranno ancora alti prima di un allentamento, visto che l'andamento relativo alla dinamica dei prezzi al consumo presenta rischi chiaramente al rialzo.
I membri del Board hanno così confermato la stessa posizione già emersa in occasione del meeting di aprile, quando ancora una volta era stato puntato il dito contro l'inflazione. Nel corso dei prossimi mesi il tasso si manterrà al di sopra della soglia del 2%, per poi scendere in maniera graduale nella restante parte dell'anno. Nel medio termine c'è una prevalenza dei rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi, indotti non solo da ulteriori rincari dei prezzi del greggio e dei prodotti alimentari, ma anche dall'effetto secondario degli accordi salariali.
Trichet ha ribadito quindi per l'ennesima volta che la priorità della BCE rimane quella di ancorare le attese sull'inflazione nel medio e nel lungo termine. Il Board rimane in allerta permanente e continuerà a seguire tutti gli sviluppi nelle prossime settimane, aggiungendo altresì che il termine “vigilanza” non è stato ancora messo da parte.
Indicazioni che di fatto non lasciano prevedere, almeno per ora, nessuna apertura verso un taglio dei tassi di interesse a breve, come atteso invece da alcuni analisti. Non pochi avevano scommesso infatti di ricevere oggi un messaggio un po' diverso da quelli consegnati nei mesi scorsi. Gli esperti ritengono che la frenata della crescita economica in Eurolandia costringerà la BCE a cambiare politica monetaria, aprendo le porte ad una prima riduzione del costo del denaro.
La costante minaccia dell'inflazione però costringe la Banca Centrale Europea a rimanere fedele ai dettami dello Statuto, portando ad escludere almeno per il momento un intervento al ribasso sul costo del denaro.


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