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Risanamento in spolvero dopo indiscrezioni su ex area Falck
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Risanamento, una delle società immobiliare più importanti di Milano e fra le più importanti d'Italia, ha chiuso il bilancio 2008 con una perdita netta da 213,7 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto di 2,78 miliardi di euro. Il patrimonio netto del gruppo alla stessa data è di 458,1 milioni quindi poco circa un settimo del
debito.
La situazione patrimoniale della società indica insomma un notevole squilibrio finanziario che ha spinto anche il management (oltreché il revisore della società Pricewaterhousecoopers) a evidenziare una tensione finanziaria e di mercato tale da mettere a rischio la continuità aziendale.Le banche creditrici hanno già fornito una linea di credito da 150 milioni di euro che ha permesso degli interventi nell'area di Santa Giulia e hanno anche concesso un periodo di moratoria di 12-18 mesi sul pagamento dei rimborsi dovuti per una copertura pari al 73,2% del debito complessivo.La cessione dell'area ex Falck di Sesto San Giovanni (Milano), da molti considerata come l'unica chance di sopravvivenza della società, doveva concretizzarsi in un accordo con il fondo Limitless che però ha infine abbandonato le trattative. Oggi il quotidiano Repubblica rivela invece la costituzione di un fondo di investimento da 500 milioni di euro che dovrebbe essere costituito da Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) , Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) e il Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) con l'assorbimento delle aree ex Falk e consentire il deconsolidamento da Risanamento di 300 milioni di euro di debito e liquidità per altri 200 milioni circa alla società di Zunino. La notizia non è stata né confermata né smentita dalle società interessate. Di certo il titolo ne ha risentito tanto da essere sospeso in apertura (alle 11 del mattino perché appartiene al segmento standard classe 1) e segnare in queste ore un rialzo teorico del 14,81% a quota 31 centesimi.
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