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Venerdì 8 Maggio 2009, 20:17

Sembrava impossibile, invece siamo di nuovo a quota 20.000

Di Massimo Intropido

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Cari Lettori, arriva Maggio che, dal quel che si dice, pare non essere troppo favorevole alle Borse, ma intanto il mercato continua ad andare. Alle 10 e 54 di Mercoledì il nostro indice S&P/MIB40, segnando 20.005 punti, ha di nuovo recuperato il livello di quota 20.000 che non si vedeva più da Gennaio. Inoltre si porta a casa la nona settimana consecutiva di rialzo, circostanza che non si vedeva sull'S&P/MIB40 da fine 2005. Sul Mibtel, addirittura, ciò non si verificava dal 1998. Possiamo dunque dire che, almeno per la durata, abbiamo assistito ad un recupero record. Il tutto nonostante si sprecassero i pareri di chi, già dopo due settimane, prevedeva un ritorno alla negatività. Questo ci spinge ad effettuare alcune serie

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riflessioni:
1) se osserviamo un rimbalzo di durata record è logico pensare che pochi lo abbiano sfruttato per intero, ma molti ne stiano beneficiando. Una durata ed una ampiezza così pronunciate fanno sì che questa ripresa sia significativa per tutti, indipendentemente dal risultato di portafoglio. In altre parole, si è trattato di una ripresa importante anche per coloro che stavano subendo delle perdite pesanti.

2) Dovrebbe essere ormai evidente che, maggiore è l'ampiezza del movimento del mercato, maggiore è lo spazio che bisogna lasciargli per assorbire i suoi fisiologici ritracciamenti senza uscire prematuramente dalle posizioni profittevoli. Ed è anche diventato chiarissimo che, in un mercato particolarmente forte, l'uscita anzitempo, pur producendo profitti, può essere spiacevole come una perdita. Ecco perché, la cosa più importante, è comprendere qual'è il ritmo giusto del mercato, ovvero la sua volatilità. In questo modo si possono porre degli obiettivi di ritracciamento (un 5%, un 10%, a seconda del capitale investito e della propria diversificazione) entro i quali si mantengono aperte le posizioni ed oltre i quali, invece, si chiude senza rammarico. Da alcuni titoli si dovrà uscire, ma in altri si resterà investiti ed il risultato finale sarà quasi sempre soddisfacente. Questi, naturalmente, sono argomenti ampiamente e dettagliatamente illustrati in tempo reale nei mieicorsi di trading.

3) Il recupero si sta facendo beffa dei fondamentali, ovvero dell'andamento dell'economia. Nonostante il doveroso ottimismo di facciata dei politici, i segnali che arrivano sono semplicemente di minor gravità della recessione, ma non ancora di inversione di tendenza della congiuntura. Pertanto, come scrivo da tempo e come il mercato sta dimostrando, questo è un recupero che dal punto di vista fondamentale, rappresenta l'aggiustamento da una situazione di prezzi da catastrofe finanziaria (quelli di un paio di mesi fa) a prezzi di emergenza gestibile e, in alcuni casi, risolvibile entro 12-18 mesi.

Ora, cari Lettori, potete toccare con mano la correttezza della strategia che vado suggerendo da mesi, cioè non dare retta ai maghi, quindi non cercare certezze ed adattarsi al mercato, lasciandogli un minimo di sfogo, cioè accettando senza allarmarsi qualche piccolo ritracciamento di tanto in tanto. Mi rendo conto che all'inizio il mio punto di vista può avervi lasciati un po' perplessi, poiché è del tutto naturale cercare delle certezze, ma in momenti come questi è difficilissimo trovarne, specialmente quando si tratta di scommettere su un movimento rialzista in una fase di recessione. In questi casi l'investitore deve sgombrare il più possibile la propria mente da pregiudizi, insicurezze ed emozioni ed imparare a osservare nella maniera più obiettiva (se necessario anche con cinismo) l'andamento nudo e crudo dei mercati. Ricordatevi sempre che ciò che dice il mercato non è necessariamente la verità, ma è l'unica cosa che conta. Questo è il motivo per cui ormai da diverse settimane preferisco parlare di strategie, più che fare dell'opinione. Anche perché, da quest'ultimo punto di vista, ci sarebbe sempre più da mettersi le mani nei capelli.
Da tempo infatti dico che dei politici c'è poco da fidarsi. Così come, da tempo, vado ripetendo che il comportamento di quelli americani spesso sfiora il ridicolo. L'ultimo esempio è proprio quello della faccenda (ormai diventata grana) degli stress test. Qualche settimana fa il ministro del Tesoro americano Geithner aveva preannunciato (senza che nessuno glielo avesse chiesto) che 17 delle 19 banche sottoposte al test avevano fondi sufficienti per far fronte alla situazione attuale e ad un suo eventuale peggioramento. Letta così sembrerebbe una dichiarazione rassicurante, perché di solito la mente umana è portata a dare la stessa importanza a ciascun caso. Quindi dire che 17 casi su 19 sono ok è come dire che quasi il 90% delle principali banche americane non avrà problemi. Il che è anche corretto formalmente, peccato che le due bocciature riguardino proprio le due banche più grandi. Ma questo si è saputo solo nei giorni successivi e dunque la pubblicistica riguardante una faccenda puramente tecnica, ovvero lo stress test, ha finito per generare inutile tensione sui mercati. Vi ricordate qualche mese fa, quando Bernanke il pomeriggio dichiarava al parlamento americano che ormai il peggio era passato e qualche ora dopo Obama diceva che invece il peggio deve ancora venire? Questi sono i “maestri” americani. Per non parlare poi delle trimestrali statunitensi che riescono a battere le stime anche in periodi di recessione. Il problema riguarda sempre il modo in cui quelle stime vengono elaborate, spesso in maniera volutamente pessimistica per poi essere "stupiti" anche in simili momenti. Ecco perché non mi stancherò mai di ripetere che l'unica cosa che conta è l'andamento del mercato. Ritengo anche utile analizzare quei segnali che vi incidono, capirne la loro reale portata e per questi approfondimenti, vi consiglio la lettura della newsletter gratuita RF NEWS che Ricerca Finanza invia ogni settimana (iscriviti per riceverla su www.rfnews.info).

Buon trading a tutti!

Massimo Intropido
www.ricercafinanza.com



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