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Draghi: Aumento Rischi Credito Per Sud e Pmi
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(ASCA) - Roma, 8 lug - ''Il credito al settore privato
rallenta ancora ed e' particolarmente intensa la
decelerazione dei prestiti erogati dai gruppi bancari
maggiori. L'aumento di rischio di credito si e' tradotto in
un ampliamento del divario del costo del credito tra le
piccole e le grandi imprese con effetti negativi per chi oggi
ha maggirmente bisogno di accedere al finanziamento
bancario''.
Il governatore dela Banca D'Italia, Mario Draghi, nel
corso dell'assemblea annuale dell'Abi, spiega che e'
cresciuto il rischio di credito per il Mezzogiorno e per le
Pmi. Da aprile la variazione sui tre mesi - osserva - e'
diventata negativa: a maggio era pari allo 0,9% su base
annua. Nell'ultimo decennio il tasso di crescita medio annuo
del credito al settore privato e' stato pari al 9,6%. La
contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle
famiglie continuano a espadersi banche a ritmi strettamente
inferiori rispetto a quelli degli ultimi anni. La recessione
si fa sentire anche sulla qualita' del credito, nei primi 3
mesi del 2009 il rapporto tra le nuove sofferenze e il totale
dei finanzimenti bancari ha raggiunto 1,6% il valore piu'
elevato di questo decennio: aveva superato il 3% a seguito
della recessione dei primi anni '90. L'aumento di incagli e
rate non pagate prefigura un'ulteriore peggioramento. Al sud
la rischiosita' dei creditori e' in media piu' alta che al
centro-nord, ma il tasso di crescita dei prestiti era a marzo
superiore a quello delle altre aree del Paese, sia pure con
un costo che in media e' piu' alto di quello del centro-nord
di 1,7 punti
percentuali.
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