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Giovedì 10 Aprile 2008, 0:00
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Il nostro comparto era in passato nella top ten dei maggiori investitori, adesso sarà sceso di una novantina di posti. La nostra immagine si perde così tra innumerevoli pubblicità». Per il rilancio del settore c'è anche una richiesta da indirizzare al futuro governo: «La sfida globale si vince con la ricerca e sviluppo. Ci vogliono incentivi e maggiori risorse per le università, con cui le imprese vogliono collaborare». Sull'innovazione Candy ha puntato nel 2007 42 milioni di euro (+14%), arrivando a produrre 7,7 milioni di prodotti in crescita del 15%, ma con un corrispondente aumento di un più contenuto 6% sul fronte del fatturato (pari a 1,115 miliardi di euro). L'ebitda è stabile, «per far crescere la redditività spingeremo ancora gradualmente sulla delocalizzazione produttiva e sulla crescita del settore incasso», ha sottolineato Fumagalli. «Siamo nati lavandai, adesso ci concentriamo sugli elettrodomestici da incasso con l'obiettivo di raddoppiare nel 2010 la produzione, fino a 2,2 milioni di pezzi. Passando da un business attuale di 200 milioni fino ai 400 milioni. La crescita globale del gruppo, sempre fino al 2010, dovrebbe essere costante a +7/8%». Il gruppo è quindi capace di autofinanziarsi e, a giudizio del suo presidente, non ha bisogno di sbarcare in borsa per reperire nuove risorse.A oggi, in particolare, gli elettrodomestici da accosto rappresentano il 70% del business Candy, contro il restante 30% coperto dall'incasso; in futuro i ruoli dovrebbero invertirsi. «L'appeal del settore da incasso è una crescita più rapida di quello dei prodotti d'accosto», ha precisato il presidente Fumagalli. «Nei 22 principali mercati dell'Unione europea, il totale dei piani cottura e forni si è consolidato del 5,6%».A livello complessivo, comunque, è sempre la produzione di macchine per il lavaggio (con un peso del 57% a valore) a rappresentare la quota più consistente per il gruppo familiare tricolore. Segue il freddo (cooling, 18%), la parte cucina (cooking, 15%) e quella della pulizia del pavimento (floor-care, 10%). Hoover coprirà la parte alta dell'offerta; Candy quella centrale.«Per promuoverci nei 38 nostri mercati di riferimento, in Italia come all'estero, investiremo circa 42 milioni di euro, tra attività promozionali di guerilla e co-branding», è intervenuto il responsabile marketing, Guglielmo Pasquali, «con marche lontane dal nostro vissuto, come Adidas (Xetra: 500340 - notizie) , i produttori di detersivi o di cosmesi. Il minimo comun denominatore resta, però, coinvolgere sempre il target femminile». Sul fronte media, invece, Candy group si sposta dalla pianificazione sulla tv generalista a una quota più consistente (e mirata) sui new media. Se tra maggio e giugno sarà il momento di festeggiare i cent'anni di Hoover, il gruppo italiano si prepara a lanciare nuove linee di prodotto, tutte in chiave ecologica, riducendo il consumo d'acqua e quello energetico. Il traguardo da rispettare è il biennio 2009-2010, in tempo per il varo della nuova etichettatura europea sugli elettrodomestici di generazione più ecologica. «L'attenzione verso l'ambiente non è una moda passeggera», ha proseguito Fumagalli, «ma una strategia per creare una barriera verde nel Vecchio continente contro la concorrenza straniera. Vogliamo offrire al cliente finale un'intera collezione di prodotti Candy, dalla lavatrice al forno, tutti ecologici». Verde, ma non solo: il nuovo catalogo rispecchierà in contemporanea sia le linee moderne del design grazie al nuovo centro stile di Brugherio sia i gusti dei singoli mercati regionali.Candy vuole caratterizzare infine il suo posizionamento con una presenza significativa nel canale della gdo specializzata, di cui Mediaworld o Unieuro sono solo due esempi, e dialogando maggiormente con i main-contractor che all'estero consegnano ai privati appartamenti già arredati, completi pure di cucina. Sul Vecchio continente, poi, il gruppo si è legato a Nobia (Stoccolma: NOBI.ST - notizie) , decimo gruppo costruttore di cucine in tutta Europa.Oltreconfine, la parola d'ordine per consolidarsi è sempre partnership, ma seguita a ruota da acquisizioni. «Abbiamo stretto accordi con produttori locali in Argentina così come in Egitto e Algeria», conclude Fumagalli, «mentre abbiamo concluso acquisizioni in Russia, Cina e Turchia». Le prossime aree nel mirino del manager sono Dubai e tutto il Nord Africa. Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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