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Mercoledì 9 Aprile 2008, 19:08
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Il ritrovato entusiasmo delle Borse quindi non deve indurre a facili entusiasmi perché di fatto i problemi che solo fino a due o tre settimane fa avevano provocato forti vendite, non sono certo risolti e superati. Indicazioni a dir poco allarmanti sono arrivate infatti nelle ultime ore dal Fondo Monetario Internazionale che non più tardi di ieri ha quantificato in quasi 1.000 miliardi di dollari le perdite registrate dalle istituzioni finanziarie globali per via delle svalutazioni legate al riprezzamento del debito. Per evitare di andare incontro ad un allargamento della crisi del credito, sarà necessario intervenire tempestivamente, pronti ad utilizzare le risorse pubbliche per salvare le istituzioni finanziarie, specie in caso di peggioramento delle attuali condizioni. Nel World Economic Outlook pubblicato oggi, l'FMI ha fatto sapere che la congiuntura economica mondiale sta rallentando per via della crisi dei mutui subprime. Sono state così riviste al ribasso le stime sulla crescita per l'anno in corso e per il prossimo e ora gli analisti di Washington si aspettano per il 2008 un PIL al 3,7%, rispetto al 4,2% indicato a gennaio, mentre per il 2009 si passa dal 4,4% al 4,2%. C'è il 25% delle possibilità che la crescita mondiale scenda al 3% o anche più in basso sia quest'anno che il prossimo, e questo significherebbe andare incontro ad una recessione globale, ricordando che le minacce principali arrivano dai mercati dove stanno venendo ancora alla luce perdite. Con particolare riferimento agli Stati Uniti, le previsioni sul PIL sono state ridotte dell'1%, scendendo allo 0,5% per quest'anno e allo 0,6% per il 2009. L'economia a stelle e strisce finirà in una recessione leggera nel 2008, con la possibilità di assistere a due o più trimestri in contrazione. Solo a partire dal prossimo anno ci sarà una leggera ripresa, mentre per ora la correzione del mercato immobiliare continua a rappresentare un motivo di incertezza per i mercati finanziari. Le sfide però dovranno essere affrontate da tutte le economia avanzate, specie nel caso in cui le perdite delle banche e un ulteriore calo della fiducia trasformassero la stretta del credito in credit crunch. I problemi del resto non sono solo in America ma anche in Europa, dove le previsioni di crescita sono fissate all'1,4% quest'anno, in calo dello 0,2% rispetto alla stima precedente, e all'1,2% per il 2009, con una flessione più ampia dello 0,7% in confronto all'indicazione di gennaio. L'attività nel Vecchio Continente è destinata a calare sotto il potenziale e un rallentamento si avrà anche per i Paesi emergenti e in via di sviluppo, che manterranno comunque una certa robustezza. In questa direzione gli esperti dell'FMI ritengono che ci sia spazio per un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea. Questo nonostante l'inflazione quest'anno sarà ampiamente al di sopra del 2%, con un ritorno al di sotto di tale soglia nel 2009. Un rientro che potrà consentire alla BCE di ammorbidire la sua politica monetaria che continua intanto a mantenere fermo il costo del denaro al 4%, con un divario di quasi due punti rispetto agli Stati Uniti. Ancora più negative le prospettive per il nostro Paese che si conferma fanalino di coda nell'area Euro, visto che avrà la minore crescita sia quest'anno che nel 2009, con un PIL atteso in salita dello 0,3%. Il Belpaese non cadrà in recessione ma le prospettive a lungo termine non sono buone come quelle delineate per gli altri Paesi europei. L'Italia soffre per i limiti strutturali che presenta e se da una parte quest'anno si è avuta una debole performance dell'export, dall'altra si continua a registrare una mancanza di competitività. Con uno scenario di questo tipo sullo sfondo, in vista anche di quotazioni del petrolio che potranno rimanere elevate, i mercati finanziari dovrebbero continuare a incontrare non poche difficoltà. Questo almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sull'ammontare delle perdite e le istituzioni finanziarie non avranno messo in ordine i bilanci. Le condizioni dei mercati si stabilizzeranno in maniera graduale nel corso di quest'anno e del prossimo, quando si potrà avere un progressivo rientro della volatilità che favorirà quindi un andamento più composto dei listini. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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