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Italcementi: mala tempora per il cemento
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Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) attraversa, come tutte le società del comparto un periodo davvero difficile. I dati del primo trimestre con un calo degli utili del 12,4% a 81,3 milioni e una flessione dei ricavi del 4,5% a 1,3 miliardi sono condizionati da almeno tre fattori
rilevanti.
Il primo fattore è quello del caro petrolio che influisce indirettamente sui prezzi di produzione in quanto trascina al rialzo i costi del coke utilizzato negli altiforni. Un altro fattore negativo è stato quello dei negativi effetti di cambio (soprattutto per quanto riguarda il dollaro e la lira egiziana): i cambi sfavorevoli hanno sottratto ben 33 milioni di euro sui ricavi. Solo parzialmente i ricavi del gruppo hanno beneficiato di un incremento dei prezzi dei prodotti perché la flessione di importanti mercati (è questo il terzo fattore che riguarda soprattutto gli Stati Uniti, ma anche l'Italia e la Spagna) ha comunque portato a una generale flessione dei volumi di vendita. L'Egitto dà delle soddisfazioni e registra una crescita del 26% a livello di revenues e del 29% a livello di ebitda e anche in Francia la richiesta di cemento continua a crescere, tuttavia in questo mercato (anche per via di alcuni scioperi a febbraio) i volumi di vendita non sono cresciuti e solo l'aumento dei prezzi ha permesso di conseguire risultati positivi in termini di giro d'affari. Neanche il tempo è stato clemente e il clima quest'anno (a differenza che nel 2007 e nella positiva sua prima parte) ha penalizzato l'edilizia già in crisi negli Stati Uniti e ora anche in Europa. Il management ha però deciso di reagire a questo difficile periodo di tutto il comparto del cemento con una attenta opera di efficientamento che coinvolge tre impianti in Italia (Ravenna, Montalto di Castro e Novi Ligure). Degli ammodernamenti che richiedono notevoli investimenti e tempo, ma che in futuro dovrebbero garantire margini maggiori. Nel frattempo osserviamo che il perimetro a cui fanno riferimento questi dati include le nuove acquisizioni negli Stati Uniti, nel Medio Oriente e in Cina. Manca invece un asset importante come Calcestruzzi la controllata è, infatti, sotto inchiesta e in attesa di prossimi interventi della magistratura dopo la scoperta di infiltrazioni mafiose. Questa società apportava qualcosa come 450-500 milioni di euro al fatturato, ma meno a livello di ebitda (circa 25 milioni di euro). La sua assenza dal bilancio comunque si nota. Italcementi nell'introduzione ai dati trimestrali ha affermato di attendersi nel 2008 dei risultati operativi in linea con quelli del 2007. Il management ha comunque anche dichiarato ieri che il resto dell'esercizio probabilmente rispecchierà in parte il primo trimestre. Un'ulteriore conferma. Mala tempora currunt.
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