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A mercato chiuso - 9/5/2008
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Finale d'ottava debole per Milano, si salva Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) . Piazza Affari bissa la negatività della vigilia archiviando l'ultima seduta della settimana con un marcato ribasso complici i negativi riscontri arrivati da alcuni colossi assicurativi e i nuovi record toccati nel corso della giornata dal petrolio, che si è portato addirittura sopra quota 126 dollari al barile. In chiusura di giornata l'S&P/Mib si è fermato a quota 33.722 punti, in discesa dell'1,06%. Tra i pochi titoli in rialzo spicca Telecom Italia (+1,83%) nel giorno della diffusione dei conti trimestrali che hanno evidenziato un calo degli utili meno marcato del previsto. Il risultato netto è stato positivo per 501 milioni di euro, con una flessione del 35,4% rispetto al primo trimestre 2007. Per quanto concerne la redditività, l'ebitda è risultato pari a 2.966 milioni di euro, in calo del 6,7% e con l'incidenza sui ricavi scesa al 40,6% dal 42,5% nel primo trimestre 2007. Effetto conti anche su Atlantia, che, chiudendo praticamente invariata, non ha accusato le perdite decise di molte altre "colleghe" blue chip. La trimestrale ha evidenziato ricavi a 793,6 milioni di euro in rialzo del 10,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'utile è salito a quota 164,2 milioni rispetto ai precedenti 134,5 milioni del trimestre 2007. All'interno del settore bancario spicca il ribasso di Banca Mps (-4,87%), mentre lunedì scadrà la possibilità di negoziare i diritti sulle azioni ordinarie relativi all'aumento di capitale in corso. Ancora una seduta difficile per Unicredit (-1,24%). L'istituto di Piazza Cordusio ha incassato diverse bocciature dalle case d'affari all'indomani dei conti trimestrali. Gli analisti di Deutsche Bank hanno ridotto il prezzo obiettivo su Unicredit da 6,90 euro a 6 euro, confermando la raccomandazione buy. Cheuvreux ha abbassato il rating ad underperform da outperform con target price a 4,8 euro da 5,3 euro in virtù della debole posizione patrimoniale dell'istituto. Taglio di valutazione anche da parte di Merrill Lynch (NYSE:
MER - notizie) (da 6,4 a 5,9 euro) ed Exane (da 6,8 a 6,4 euro), mentre l'unica ad alzare il prezzo obiettivo è stata SocGen (Parigi: FR0000130809 - notizie) (a 5,7 da 5,5 euro). Infine tra le mid cap si è mossa bene Saras (Milano: SRS.MI - notizie) (+3,12%) che ha archiviato il primo trimestre con un utile netto rettificato di 75,4 milioni di euro, in crescita del 14% sull'anno precedente, e con ricavi in miglioramento del 36% a 2,05 miliardi di euro. L'ebitda si è attestato a 148,1 milioni in linea all'anno scorso mentre il margine di raffinazione è risultato pari a 7,6 miliardi di dollari (+13%).
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