|
|
|
|
|
Venerdì 9 Maggio 2008, 22:04
|
I listini internazionali hanno archiviato l'ottava tutti in territorio negativo, anche se con variazioni percentuali diverse. Diversi i fattori che hanno contribuito a risvegliare i ribassisti, a partire da una motivazione di carattere puramente tecnico. Alcuni indici, tra cui in particolare l'S&P500 e il Dow Jones (notizie) , sono arrivati a lambire nei giorni scorsi la media mobile a 200 giorni che di fatto ha fermato ulteriori tentativi al rialzo, portando ad un rientro verso il basso delle quotazioni. Non hanno aiutato alcune indicazioni contrastanti arrivate dal mondo societario, soprattutto con riferimento al settore finanziario. Basti pensare all'ultima in ordine di arrivo, rappresentata dalla trimestrale di AIG che ha palesato la necessità di reperire liquidità per 12,5 miliardi di dollari, al fine di far fronte alle perdite subite per la crisi del credito. Si sono riaccesi così i timori degli investitori che se da una parte erano già alla ricerca della fine del tunnel, dall'altra sono stati frenati dalle minacce di nuove svalutazioni. A remare contro i mercati è stata anche la folle corsa dei prezzi del petrolio che sono arrivati a segnare nuovi record storici, infrangendo per la prima volta anche la soglia dei 126 dollari. La crescita delle quotazioni non sembra aver avuto fino ad ora un impatto diretto sui listini, sui quali però iniziano a pesare le preoccupazioni legate ad un aumento delle pressioni inflazionistiche. Un aspetto che peserà e non poco sulle prossime decisioni in materia di politica monetaria, come ribadito del resto dalla BCE che non è in alcun modo intenzionata a mettere in conto un taglio dei tassi di interesse, almeno per il momento. Sono passati così in secondo piano alcuni positivi aggiornamenti dal fronte macro americano, con il calo maggiore del previsto delle richieste di sussidi di disoccupazione, accompagnato da una produttività più robusta di quella attesa e da un costo unitario del lavoro in flessione. Le vendite sono tornate a fare capolino sui mercati azionari, a partire dal Giappone dove il Nikkei 225 (notizie) ha chiuso la settimana in rosso del 2,8%, riportandosi ben al di sotto dei 14.000 punti. Segno meno anche in Europa, con il Ftse100 che si è difeso egregiamente limitando i danni ad un frazionale 0,17%, seguito dal Dax30 che è tornato indietro dello 0,57%, mentre ben più ampia è stata la flessione del Cac40 (Parigi: notizie) che ha ceduto il 2,15%, da ascrivere in gran parte alla performance negativa dell'ultima seduta. Ad avere la peggio sull'opposta sponda dell'Atlantico è stato il Dow Jones che ha archiviato l'ottava con una perdita del 2,5%, mentre l'S&P500 e il Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) sono arretrati dell'1,9% e dell'1,35%. Tra le peggiori performance si registra quella di Piazza Affari che proprio nelle ultime due sedute ha perso terreno, con l'S&P/Mib che ha stornato del 2,33%. In apertura di settimana l'indice delle blue chips si è spinto fino all'area dei 34.600, da cui è stato inizialmente respinto il giorno dopo per tornare a testare i 34.100. Da questo livello si è avuto un nuovo tentativo verso l'alto, bloccato però ancora una volta dai 34.600, da cui ha preso il via una discesa verticale che ha portato nelle ultime due sessioni quasi 1.000 punti più in basso. Proprio quest'oggi infatti l'S&P/Mib ha fatto segnare un minimo nell'intraday a 33.472 punti, con un rimbalzo nel finale a 33.722 punti. Nell'intervento della scorsa settimana avevamo già invitato ad un atteggiamento di cautela, e pur non escludendo nuovi apprezzamenti per il mercato, avevamo segnalato che gli spazi per nuove salite apparivano ormai limitati. L'indice di fatto non è riuscito neanche a raggiungere la soglia dei 35.000, individuato da diversi analisti come target del recupero partito dalla seconda metà di marzo, dando vita ad una prima correzione di quasi 1.000 punti. L'S&P/Mib si è fermato esattamente in area 33.700 punti, segnalata da Gabriele Bellelli come primo livello significativo di supporto. Il trend aveva già indicato nei giorni scorsi la possibilità di una flessione anche alla luce della forza ribassista mostrata dall'area dei 35.000. Facile comprendere quindi come solo la tenuta dei 33.700 potrà favorire un primo tentativo di ritorno verso l'alto, mentre una discesa al di sotto di tale livello aprirebbe con ogni probabilità le porte a nuove flessioni. Simile le indicazioni che giungono da Davide Biocchi, che dopo aver ribadito in diverse occasioni l'importanza dell'ostacolo rappresentato dai 34.500/35.000, ha individuato un primo supporto a 33.600. Per l'esperto però la vera area supportiva è quella dei minimi dell'anno a 30.000 punti, con area intermedia a 32.000, dove potrebbe condurre un'eventuale prosecuzione della discesa nelle prossime giornate. Un invito alla cautela giunge anche da Nicolas Listorti che pur non escludendo la possibilità di nuovi allunghi per l'S&P/Mib, con massima estensione verso i 35.700, ha confermato l'attesa per un rientro verso i 33.000 prima e i 32.500 in seconda battuta. L'analista ritiene che nelle prossime settimane il mercato possa muoversi all'interno di questo canale, compreso tra i 32.500 e i 35.700 punti. E la discesa di queste ultime due giornate non dovrebbe essere esaustiva del ritracciamento atteso, almeno secondo Dario Daolio, per il quale la correzione potrebbe proseguire nel breve, almeno con altri due o tre punti percentuali verso il basso. La sua idea è che le resistenze testate di recente dai vari indici siano destinate a rimanere inviolate per un po' di tempo, sebbene non sia da escludere a priori un nuovo test delle stesse nelle prossime settimane. Daolio però ritiene più probabile una ripresa della tendenza ribassista primaria, magari dopo un movimento che si andrà a sviluppare in laterale. Quel che è certo è che la struttura rialzista costruita nell'ultimo mese e mezzo ha iniziato a mostrare qualche falla, che si è tradotta nell'incapacità da parte dei listini di spingersi oltre i livelli raggiunti nelle prime sedute della settimana. L'idea condivisa dagli esperti è che la correzione possa proseguire ancora nel breve, sebbene non ci sia da attendersi, almeno per il momento, un vero e proprio crollo dei listini. E' più probabile che gli indici realizzino un fisiologico ritracciamento prima di riprendere la via del recupero, offrendo così la possibilità di rientrare a quanti erano rimasti fuori dal mercato in queste ultime settimane. Se di fatto l'S&P/Mib continuerà ad arretrare nelle prossime giornate, consigliamo di alleggerire le posizioni in portafoglio, prendendo profitto dei guadagni fin qui realizzati per poi tornare ad acquistare su livelli più bassi. Ovviamente è bene non affrettarsi a rientrare, intervenendo solo nel momento in cui l'indice avrà raggiunto dei livelli di supporto che da una parte potranno arginare ulteriori flessioni e dall'altra offriranno i primi segnali validi per pensare ad una ripresa dei corsi. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
|
Scegli azione
Altri articoli in > Economia
Yahoo! Finanza > Primo Piano Homepage Yahoo! Finanza > Ultim'ora | Ultime Notizie | Borsa | Piazza Affari
Yahoo! Finanza > Ultime notizie, finanza, economia, borsa
Yahoo! Finanza > Trend Online
|
|
|
|
Copyright © 2008 TrendOnline.com - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2008 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |