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Venerdì 5 Giugno 2009, 19:27
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A New York gli appuntamenti clou della settimana sono stati le pubblicazioni dei dati macro e occupazionali. A maggio l'indice Ism manifatturiero, che misura l'andamento del settore industriale in Usa, è salito dai 40,1 punti di aprile a 42,8 punti. Gli analisti prevedevano si fermasse a quota 42,2. La spesa edilizia, intanto, ad aprile ha segnato un aumento dello 0,8% dopo il +0,4% del mese prima. L'andamento del settore si è rivelato migliore rispetto alle previsioni degli economisti che avevano stimato un ribasso dell'1,5%. Sul fronte lavorativo, le notizie non sono altrettanto rosee. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito in maggio al 9,4% dall'8,9% di aprile. Si tratta del livello più alto dall'agosto del 1983. Gli analisti si aspettavano un rialzo più contenuto al 9,2%. Il rapporto del governo contiene tuttavia anche un dato positivo: nel mese sono stati persi 345.000 impieghi, meno dei 520 mila attesi dagli analisti. Sul mercato delle materie prime, intanto, il prezzo dell'oro nero ha ormai ripreso la sua corsa. Dopo il picco di 147 dollari registrato l'11 luglio 2008 al Nymex di New York, le quotazioni del petrolio hanno perso quasi l'80% fino al minimo di 32,70 dollari lo scorso gennaio. Poi il prezzo è tornato a salire, in particolare nelle ultime settimane. Oggi, durante i primi scambi elettronici negli Stati Uniti, il petrolio ha superato la soglia dei 70 dollari, raggiungendo quota 70,32. In Europa si è sentita l'autorevole voce della Bce. Il presidente, Jean-Claude Trichet, ha infatti annunciato un nuovo taglio alle stime sul Pil 2009 (a -5,1/-4,1% da -3,2/-2,2% indicati in marzo). Riviste al ribasso anche le stime sul Pil del 2010 a -1/+0,4% dalla fascia precedente -0,7/+0,7. Eurolandia vedrà comunque una ripresa graduale nel 2010 secondo la Bce. Inoltre, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di confermare il livello dei tassi di interesse (all'1%), che il mese scorso erano stati nuovamente ridotti per 0,25 punti, raggiungendo un nuovo minimo nei 10 anni di storia della valuta unica. Piazza Affari, da parte sua, è risultata pesante in primis a causa delle performance negative delle proprie blue chips. Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) , per esempio, ha registrato una perdita settimanale di oltre 18 punti, alle prese con il maxi aumento di capitale da 8 miliardi di euro. Anche Fiat è scesa di quasi 2 punti, in un clima di incertezza in cui non si da per conclusa la trattativa con Opel. Male anche il comparto finanziario (Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) -8%, Intesa (Milano: ISP.MI - notizie) -1,5%), ad eccezione di Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) (+7%). In Asia, le Borse sono state spinte dai dati sulla produzione manifatturiera in Cina, che hanno dato nuove speranze di ripresa, dai segnali di rinascita delle esportazioni e dai comparti high-tech. Per ulteriori informazioni visita il sito di Morningstar |
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