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Mercoledì 24 Giugno 2009, 19:13

Borse, torna un po’ di fiducia

Di Valerio Baselli

Morningstar.it

Wall Street apre bene e a metà seduta incrementa i guadagni. Il Dow Jones sale dell'1,2%, mentre il Nasdaq (NASDAQ: notizie) guadagna il 2,3%. A sostenere il listino newyorchese è il rialzo degli ordini di beni durevoli, saliti dell'1,8% a maggio, attestandosi a 163,92 miliardi di dollari. Lo ha reso noto il Dipartimento del Commercio. Il dato è nettamente superiore alle attese: gli analisti stimavano un calo dello 0,8-0,9%. La soglia d'attenzione resta comunque concentrata sulla conclusione del Fomc (Federal Open Market Committee, organismo incaricato di sorvegliare le operazioni di mercato aperto), al termine del quale la Federal Reserve dovrebbe far capire qualcosa di più circa il sentiero che i tassi d'interesse seguiranno nei mesi a venire. Inoltre, continuano a influire positivamente i risultati trimestrali pubblicati ieri dal produttore di software Oracle (NASDAQ:

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ORCL - notizie) , interpretati come un segno di una fase di stabilizzazione dell'economia. La società tecnologica sale del 7%, trascinandosi dietro gli altri titoli del settore.

Gionata di rialzi anche per il Vecchio continente. Le Borse europee hanno infatti chiuso in terreno positivo (Londra +1,2%, Parigi +2,2%, Francoforte +2,6%) sostenute dal buon andamento delle materie prime e dell'auto. La bilancia commerciale di Eurolandia segna un miglioramento: le partite correnti dell'Eurozona hanno infatti registrato in aprile un disavanzo destagionalizzato di 5,9 miliardi (9,2 miliardi non destagionalizzato) dopo i 6,5 miliardi di marzo. Positive anche le stime dell'Ocse sulla recessione mondiale: il Pil dell'area dovrebbe calare del 4,1% nel 2009 e non del 4,5% come in precedenza indicato. L'Italia, dove la fiducia dei consumatori è salita ai massimi dal 2007, è però messa peggio degli altri Paesi: il prodotto interno lordo è previsto in calo del 5,5%.

Piazza Affari, dal canto suo, ha registrato la migliore performance continentale, provando così a riscattarsi dopo alcune sedute opache. L'indice Ftse All Share e Mib sono saliti del 3%. Tra le blue chips, scatto in avanti di Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) che ha segnato quasi otto punti percentuali di aumento. Denaro anche sul settore petrolifero, con Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) e Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) in rally del 7% e del 6%, seguiti da Eni (Milano: ENI.MI - notizie) che è balzato del 2,9%. Bene (Vienna: BENE.VI - notizie) anche i bancari (Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) +5,5%, Intesa (Milano: ISP.MI - notizie) -Sanpaolo +3,1%, Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) +3,4%).

Chiusura in leggero rialzo per la Borsa giapponese. Il Nikkei ha archiviato la seduta con un +0,43%, recuperando parte delle perdite della seduta di ieri. Gli investitori nipponici hanno preso profitto su alcuni titoli finanziari, chimico-farmaceutici e dell'energia, mentre sono tornati ad acquistare i big dell'high-tech come Fujikyra (+10,6%) o Softbank (Xetra: 891624 - notizie) (+6,4%), grazie anche ad alcuni giudizi positivi dei broker. Intanto, il Giappone ha segnato a maggio un surplus commerciale in contrazione del 12,1% su base annua, a 299,84 miliardi di yen (2,27 miliardi di euro). Le esportazioni sono calate del 40,9%, le importazioni del 42,4% a causa del rallentamento dei consumi. Il dato è comunque migliore delle attese.

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