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Mercoledì 9 Luglio 2008, 9:09
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I mercati azionari hanno continuato a perdere terreno nelle ultime due settimane, e la discesa non ha risparmiato neanche l'America. Si può ancora sperare in un recupero o la flessione è destinata a proseguire nel Nelle ultime due settimane hanno continuato a perdere posizioni non solo gli indici europei, ma anche quelli americani che adesso hanno violato importanti soglie di supporto. Alla luce di questa situazione dobbiamo cominciare a temere il peggio e solo lo stato di forte ipervenduto potrà in qualche modo aiutare i listini azionari. Si spera così che si attivi almeno un rimbalzo tecnico utile per, se non andare oltre gli ex supporti, quantomeno andare a testarli per effettuare quello che potrebbe essere un pull-back. Nelle ultime giornate da più parti si è fatto riferimento all'ingresso degli indici americani nella cosiddetta zona-orso. Cosa può comportare a suo avviso questa discesa dei listini del 20% dai massimi di ottobre scorso? A mio avviso si tratta di una segnalazione anche tardiva, perché dire dopo una flessione del 20% di essere entrati in un mercato orso, mi sembra una cosa piuttosto ovvia. Già con una correzione del 10% dai massimi, si doveva ipotizzare che si era interrotto il trend ascendente dominante dal 2003 in poi. Questo, unitamente alle indicazioni che arrivavano nel frattempo circa il rallentamento della congiuntura economica e dell'impennata dei prezzi del petrolio, oltre a tutti quei fattori che hanno giocato a sfavore dei mercati azionari. Del resto non dimentichiamo che proprio in virtù di questo scenario la Federal Reserve ha messo in atto una mossa così rapida di allentamento delle pressioni sui tassi di interesse, prevedendo proprio quanto stiamo vivendo ora sui mercati. Ci sono a suo avviso le condizioni perché si prepari a breve un movimento di recupero delle Borse? Cosa potrebbe aiutare i mercati azionari in questa fase? A questo punto i mercati azionari hanno bisogno di una discesa in pianta stabile dei prezzi del petrolio che intanto hanno ritracciato di circa 10 dollari dai massimi storici della scorsa settimana. Vista la strada percorsa, era abbastanza chiaro che una volta raggiunti determinati livelli di target, quali potevano essere i 150 dollari al barile, sarebbero state inevitabili delle prese di beneficio. Fino ai 136 dollari il movimento è inquadrabile come una semplice correzione, mentre al di sotto di tale soglia si potrebbe ipotizzare qualcosa di più, ampliando lo storno fino alla soglia chiave dei 132/131 dollari. In caso di discese anche oltre quest'area, si andrà ad intaccare il trend di breve periodo, lasciando con ogni probabilità il posto di una fase riflessiva-correttiva di più ampio respiro. Del resto, se la congiuntura economica rallenta soprattutto in occidente, per quanto le economie emergenti potranno sopperire al calo della domanda, non è facile ancora stabilire in quale misura ciò potrà avvenire. Guardando in particolare all'America, segnalo ancora una volta l'indice S&P500 per il quale è stato molto negativo il cedimento dei 1.325 che ha rappresentato un primo segnale d'allerta, portando le quotazioni a testare i minimi di marzo a 1.270. L'indice ha proseguito la discesa anche al di sotto di questi livelli, tornando su valori che non si vedevano dal mese di luglio del 2006. L'S&P500 si è appoggiato in area 1.238/1.240 e da lì è riuscito a rimbalzare nella seduta di lunedì, allungando con decisione ieri, anche in vista dell'avvio della stagione delle trimestrali americane, partita ieri sera con i numeri di Alcoa (NYSE: AA - notizie) . L'indice S&P/Mib è sceso ben oltre il supporto dei 29.000 punti da lei segnalato nell'ultimo intervento, spingendosi 1.000 punti più in basso. I minimi di ieri riusciranno a frenare ulteriori discese del mercato? Quando si instaura una dinamica discendente è sempre molto difficile poter stabilire il momento in cui la stessa terminerà Tra il 27 giugno e la seduta di lunedì scorso, l'S&P/Mib, seppur caratterizzato da una tendenza ribassista e da alta volatilità, era sempre riuscito a rimanere confinato tra i 29.370 e i 28.500. Entro questo range di 800 punti circa sembrava di poter tentare un consolidamento che è stato negato con l'apertura di ieri. L'avvio in gap-down ha portato l'indice sotto i 28.500, spingendolo fino ad un minimo a 28.104 e graficamente sarebbe importantissimo un recupero dei 28.500. In primis perché sarebbe riconquistato un rilevante livello di supporto e in secondo luogo si creerebbe un “hammer” che potrebbe rappresentare un segnale di allerta per un momentaneo esaurimento della spinta ribassista, favorendo così un attivazione di un probabile rimbalzo tecnico. Una volta riconquistati i 28.500, seguiti da una seduta con una candela positiva, si avrebbe un interessante segnale utile per pensare ad un ritorno verso i 29.200/29.300 e in caso di superamento in direzione dei 30.000 punti. Se al contrario le quotazioni ritorneranno sui minimi di ieri, difficilmente l'area dei 28.000, che è più che altro una soglia psicologica, difficilmente riuscirà a contenere le spinte ribassiste. Si aprirebbero così le porte per un'ulteriore flessione verso i 27.600/27.700 che rappresenta la vera soglia da monitorare ora. Alla luce dell'attuale situazione di mercato, ci sono dei titoli che presentano delle configurazioni grafiche interessanti e su cui consiglierebbe di puntare l'attenzione ora? Vorrei segnalare in primis Lottomatica (Milano: LTO.MI - notizie) che non solo ha mostrato una buona tenuta nell'ultimo mese, alla luce della pesante flessione che ha interessato l'indice di riferimento, ma è riuscito a mantenersi al di sopra dell'importante supporti dei 18 euro. Progressivamente si è spinto oltre i 19 euro e nelle ultime due sedute ha inviato un segnale di forza inusuale. Una risposta simile non si è avuta neanche da parte dei titoli energetici che solitamente avevano retto meglio nelle fasi discendenti proprio sfruttando la forza dell'oro nero. Già da qualche settimana però si era notato che alla risalita del greggio non corrispondeva un aumento di valore delle azioni collegate a tale comparto. Questo poteva essere già un primo campanello d'allarme e al momento preferirei mantenere le distante dagli energetici. Bisogna capire se la correzione del petrolio sarà inserita nel trend rialzista di lungo periodo o se piuttosto si andrà incontro al test dei 132 dollari al barile di cui parlavo prima. In attesa di una risposta in tal senso, consiglio di essere prudente in questa fase sui titoli del settore. Tra i titoli da seguire, consiglierei di guardare anche ad STM che dai minimi di marzo aveva reagito veramente bene, riuscendo a realizzare una forte pressione sulla resistenza a 8,5/,6 euro. Per ora il titolo sta tenendo bene la soglia dei 6,4/6,5 e in caso di rimbalzo del mercato, STM è sicuramente da monitorare perché la reattività dimostra proprio nella precedente fase di recupero, potrebbe riproporre una ripresa altrettanto interessante. Tra le utilities c'è qualche storia che vale la pena riscoprire, anche alla luce della flessione che ha interessato diversi titoli? Su quali consiglierebbe di puntare ora? Già nei precedenti interventi avevo segnalato Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) che si è mosso in laterale da maggio in poi, dopo aver patito parecchio nel periodo marzo-aprile. Il titolo si è riportato però in area 4,3 euro, restringendo sempre più il campo di oscillazione a poca distanza da questo livello. Sta aumentando la pressione sulla resistenza dei 4,33/4,34 e una conferma significativa al di sopra di quest'area sposterà l'attenzione inizialmente verso i 4,42 euro e nella migliore delle ipotesi in direzione dei 4,5/4,52 euro, se non proprio sui massimi a 4,6/4,7. Per A2A invece si è avuto un discreto segnale dalla tenuta dei 2,2 euro, supporto testato già tre volte tra fine marzo e seconda metà di giugno. E' necessaria però una conferma oltre quota 2,4/2,45 euro, perché in caso contrario c'è sempre il rischio che il supporto eserciti una forte attrattiva e il suo cedimento potrebbe costringere il titolo ad un ulteriore deprezzamento. In tal caso bisognerà fare attenzione all'area dei 2/2,1 euro, considerando quindi che ci sarebbe ancora spazio di discesa nel breve. Per i bancari non si è minimamente fermata la furia ribassista che ha costretto diversi titoli a scendere oltre i supporti da lei segnalati nell'ultimo intervento.Come è cambiata la situazione e quali consigli operativi ci può fornire ora? Su questi prezzi, con un orizzonte temporale di ampio respiro, si possono sicuramente valutare nuovi acquisti, su titoli come ad esempio Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) . Da un punto di vista grafico Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) e Ubi Banca (Milano: BPU.MI - notizie) hanno fatto qualcosa di più rispetto agli altri, nel senso che il primo ad esempio quota oltre i minimi di marzo. Non è detto che già oggi la soglia degli 11 euro possa essere nuovamente recuperata, dando vita così ad un falso segnale che solitamente è molto importante e spesso foriero di reazioni nel senso opposto al primo movimento. La stessa Ubi Banca mantiene bene la soglia dei 15 euro e ricordiamo che il titolo aveva inviato un ottimo segnale tra il 2 e il 3 luglio con forti volumi di scambio, Venerdì scorso Ubi Banca ha pesantemente ritracciato, limitandosi in seguito a consolidare in area 15 euro. In generale possiamo dire che tra i bancari ci sono tante belle occasioni, ma per ora manca l'innesco giusto per attivare gli ordini in acquisto per dare vita a dei riequilibri anche corposi verso l'alto. All'interno del settore farei attenzione solo su Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) che mostra un andamento di gran lunga peggiore rispetto agli altri. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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