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Giovedì 9 Luglio 2009, 12:45

IPO in miglioramento, ma le prospettive restano incerte

Di Pierpaolo Molinengo

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Le attività relative alle offerte di collocazione iniziale sul mercato azionario (IPO) sono cresciute nel secondo trimestre, con un totale di 76 IPO rispetto alle 52 del primo trimestre, lo rileva il report trimestrale Global IPO Update realizzato da Ernst & Young. Il valore delle operazioni è aumentato di sette volte da appena 1,4 miliardi di dollari a 9,9 miliardi di dollari. Risultati tuttavia, nettamente inferiori a quelli del 2008 che nel secondo trimestre avevano segnato una raccolta di 38,2 miliardi di dollari in capitale con 269 IPO.

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I dati di questo trimestre sono stati rafforzati dall'operazione VisaNet del Brasile (3,7 miliardi di dollari), finora la più grande IPO del mondo e la più grande in assoluto del Brasile, dalla compagnia di metalli Cinese Zhongwang Holdings Ltd (1,3 miliardi di dollari) e da Vodafone Qatar (0,95 miliardi di dollari). L'insieme di queste operazioni rappresenta il 60% del capitale mondiale raccolto. Riflettendo su queste IPO, Brasile e Cina genera i due terzi del capitale mondiale raccolto in questo trimestre.

Come nel primo trimestre, la Corea del Sud si conferma il paese più attivo con 17 IPO (8 IPO nel primo trimestre). Seguono Cina e Canada rispettivamente con 13 e 9 IPO. In Cina, i nove mesi di divieto di collocazione delle IPO, deciso dalla Borsa di Shenzhen, sono terminati in questo trimestre con l'offerta di Guilin Sanjin Pharmaceutical. Gli Stati Uniti hanno registrato un lieve aumento delle attività passando da 1 IPO nel primo trimestre a 8 nel secondo, 6 delle quali presenti nella top20 mondiale1. I mercati emergenti hanno registrato 53 delle 76 IPO totali.
I valori soglia richiesti per entrare nella classifica delle prime venti IPO sono drasticamente migliorati in questo trimestre passando da 12 milioni di dollari a 171,3 milioni di dollari, ma ancora radicalmente in discesa di anno in anno (848,6 milioni di dollari).

Gil Forer, Global Director of IPO initiatives di Ernst & Young, ha dichiarato: “Abbiamo assistito ad un aumento delle attività del secondo trimestre ma il capitale raccolto è una frazione di quello dell'anno precedente. I primi segnali parlano di un'economia sofferente a fondo, anche se il recupero è probabile, richiederà del tempo e varierà da regione a regione. Il mercato delle IPO generalmente segna con un lieve ritardo le dinamiche e le tendenze macroeconomiche. Storicamente i mercati hanno bisogno dai 4 ai 6 trimestri per recuperare i risultati negativi generati da una crisi economica”.

Forer aggiunge: “Le IPO più di successo tendono ad emergere proprio da questi periodi post recessione. Queste società, che hanno superato l'ultimo test di stress, sono spesso più snelle e testimoniano la resistenza del loro modello di business. Questo è un buon momento per le imprese dinamiche o a matrice imprenditoriale. E, nel secondo trimestre, le alte performance delle borse del mondo si sono tradotte in un nuovo interesse delle aziende di tutto il mondo verso la quotazione.
I principali settori per numero di accordi conclusi sono: Industria2, Materiali3, Finanza e Alta Tecnologia con rispettivamente 16, 14, 10 e 10. A causa del basso livello dei fondi raccolti, i primi tre settori per capitale investito rispecchiano le prime tre IPO. Finanza (3,8 miliardi di dollari), Materiali (1,8 miliardi di dollari), e Telecomunicazioni (1,2 miliardi di dollari) costituiscono il 70% del totale.

Al 30 giugno 2009, le prime tre borse per numero di IPO sono: KOSDAQ (24) della Korea del Sud, Hong Kong Stock Exchange (14) e New York Stock Exchange (7). In termini di capitale raccolto, le prime tre borse del secondo trimestre sono la BOVESPA (notizie) in Brasile con una sola IPO (VisaNet a 3,7 miliardi di dollari), la Hong Kong Stock Exchange (2,5 miliardi di dollari) e la New York Stock Exchange (1,7 miliardi di dollari).




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