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Mercoledì 4 Novembre 2009, 11:27
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La performance mensile non particolarmente brillante è riscontrabile anche a livello di sottopanieri regionali: Europa +0,53%, Nord America +1,4%, Asia -1,30%, Giappone -1,02%. “Gli indici dei maggiori mercati mondiali danno segni di debolezza, nonostante i dati macro indichino che stiamo uscendo dalla recessione e i risultati delle ultime trimestrali siano migliori delle attese”, spiega una nota di Morningstar (NASDAQ: MORN - notizie) . Solo negli Stati Uniti, 344 società hanno comunicato i risultati del terzo trimestre. Di queste, l'81% ha annunciato numeri al di sopra delle attese degli analisti, il 6,4% le ha centrate, mentre il 12,5% è andato al di sotto. Secondo una proiezione di Bloomberg, più del 68% dei risultati a livello globale sarà migliore delle attese degli operatori. Nuove indicazioni sullo stato di salute dell'economia mondiale sono attese dopo il meeting dei ministri finanziari dei Paesi del G-20 in calendario il 6 e 7 novembre in Scozia. Secondo il direttore generale del fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, da quella riunione dovranno uscire i piani e la tempistica per assicurare una crescita economica mondiale più equilibrata. Come ha sottolineato in una lettera ai colleghi il cancelliere dello scacchiere Alistair Darling “mentre il processo di recupero prosegue è vitale che si cooperi in maniera più efficiente nella gestione della congiuntura mondiale, riconoscendo che le nostre economie sono altamente interdipendenti”. Proprio l'azione congiunta dei diversi governi ha permesso di pompare mille miliardi di dollari nel sistema economico e finanziario globale per trovare una via di uscita alla crisi. E ulteriori sforzi, ha aggiunto Strauss-Kahn, saranno necessari. Dal punto di vista operativo, per gli analisti una serie di frenate dopo i rally sono inevitabili. Guardando l'indice S&P500 da fine maggio si sono registrati cinque momenti di debolezza compresi in una forchetta fra -3% e -5%. “Queste frenate sono salutari”, continua la nota di Morningstar. “Evitano che i prezzi delle azioni si scaldino troppo e aiutano a preparare il terreno per il prossimo rialzo. I listini erano tutti in quella zona che, in analisi tecnica, si definisce di ipercomprato e avevano disperato bisogno di una fase di consolidamento. Questi periodi possono essere considerati come una pausa di riflessione che permette di prendere profitto e sistemare i portafogli. C'è poi da considerare che le valutazioni dei titoli incorporavano già le buone notizie sull'andamento dell'economia mondiale. Altre novità potranno arrivare dalla riunione del G-20”. Per ulteriori informazioni visita il sito di Morningstar |
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