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Giovedì 10 Aprile 2008, 13:20

Dal vivo gli umori del mercato

Di redazione

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Giuseppe Di Vittorio e Gianluca Defendi, analisti e giornalisti di MF, a ITF per sentire dal vivo gli umori del mercato…

Cosa rappresenta ITF per voi, che siete conosciuti sia come analisti sia come giornalisti? Un doppio banco di prova, o una doppia opportunità?

Di Vittorio: ITF è una manifestazione irrinunciabile… scherzosamente ho fatto una similitudine: Itf sta al trading, come la festa del santo patrono sta al piccolo Borgo di Provincia. Un parere un po' blasfemo, ma che rende l'idea. Tornando al senso della sua domanda distinguerei i piani. In quel di Rimini ci vado infatti sotto più vesti. Quando mi capita di parlare come relatore è un'occasione per raccontare una parte delle cose più interessanti che ho potuto vedere come cronista finanziario nell'ultimo anno in ambito operativo. Quando mi trasformo in giornalista del settore è un'opportunità: vedere le ultime novità in pista nel settore del trading sia sotto il profilo operativo con tecniche e tattiche, che su quello dell'industria con piattaforme e servizi. C'è infine un aspetto sociale. La kermesse di Rimini mi permette di condividere due giorni con tanti visitatori e espositori che condividono le mie stesse

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passioni.

Defendi: Sicuramente è un'ottima opportunità per incontrare tutti gli addetti ai lavori e avere un quadro d'insieme del settore del trading on-line (le nuove piattaforme, le proposte tariffarie, la formazione proposta dai broker ecc..). Per noi redattori del report "Cup&Handle" è poi un punto di incontro ricorrente con i nostri abbonati con i quali facciamo il resoconto della nostra attività di consulenza.

Voi non avete bisogno di particolari presentazioni, scrivendo da tempo su Milano Finanza. E quindi passo subito a domandarvi il vostro punto di vista su questo momento così turbolento e in particolare sulle commodity che molti indicano come la prossima bolla…

Di Vittorio: questo è un momento esaltante per chi si occupa del settore. Molti strumenti finanziari, con in testa le materie prime hanno toccato livelli psicologici inimmaginabili fino a qualche tempo fa. I 1000 dollari del frumento, i 100 dollari del barie, i 1000 euro dell'oro. Non è possibile che salgono le materie prime e cosi anche i titoli di stato, uno dei due asset sta mentendo. Se salgono le materie prime, sale l'inflazione, quindi i bond governativi dovrebbero calare. Mi aspetto quindi un consecutio di questa serie di eventi in ordine temporale. Ritracciamento delle materie prime, recessione economica, ulteriore calo dei tassi di interesse, calo degli indici, calo del dollaro e ripresa del ciclo rialzista delle commodity

Defendi: Direi che il livello di rischiosità presente su molte commodity è paragonabile a quello di molti titoli internet nel 2000. Per questo motivo ritengono che l'approccio a questi mercati vada affrontato con estrema cautela e con rigide regole di money management. Il pericolo infatti è quello di rimanere con il classico cerino in mano.

Più che la discesa delle quotazioni, quello che più impressiona è la difficoltà di molte grandi case di investimento, che sembravano invulnerabili… Cosa significa questo, secondo voi? Che forse si è esagerato e che il meccanismo della finanza globale è fuori controllo?

Di Vittorio: Nel settore immobiliare esiste, permane una bolla speculativa, negli Usa come in Europa. I prezzi delle case sono disallineati al resto dell'economica. Se l'Euribor a sei mesi va sopra il 5,00% e il Libor continua a salire ci saranno altre difficoltà per i pagatori di mutui. Francamente se qualcuno mi avesse chiesto di scommettere sulle difficoltà di una banca come Bears Stearns fra le prime al mondo, avrei perso la partita. Un'altra distorsione meno evidente è il rapporto fra impieghi e raccolta delle banche soprattutto Usa. Se il mercato cerca di correggerla le borse andranno in affanno.

Defendi: Direi che negli ultimi anni la ricerca di profitti sempre maggiori ha provocato una corsa frenetica, da parte di quasi tutte le istituzioni bancarie, verso forme di finanza innovativa che si sono poi rivelate impossibili da controllare. Ritengo quindi che sia necessario imporre maggiori controlli da parte di organismi terzi che devono in qualche modo garantire la trasparenza dei prodotti che vengono poi collocati presso la clientela retail.

Voi non pensate che ci sia uno sbaglio di fondo nella rappresentazione che i media danno dei periodi di ribasso? Il ribasso viene dipinto come una situazione patologica, mentre io credo sia una fase fisiologica. Non pensate che ci sia anche questo alla base di una informazione spesso carente e inefficace?

Di Vittorio: Più che sui media, mi concentrerei sull'industria finanziaria. Molti hanno una visione unidirezionale, verso l'alto. Il trading on-line per fortuna è al riparo da questo bias. Molti operatori riescono a guadagnare con derivati, certificati e cfd anche sui ribassi. Gli investitori esposti in fondi e gpm purtroppo no. Il settore dovrà correggere questa anomalia, o con diversificazioni più attente al timing o con prodotti capaci di cavalcare le flessioni delle piazze finanziarie adatti agli investitori. La ciclicità delle fasi espansive e recessive è ineluttabile.

Defendi: Ritengo sia un vizio di fondo del mondo d'oggi che tende a enfatizzare gli avvenimenti negativi e a dare poco rilievo a quelli positivi. Per quanto riguarda l'informazione finanziaria in Italia posso comunque confermare che nel corso degli ultimi anni c'è stato un notevole miglioramento della stampa specializzata che ha fornito un grosso aiuto nello smascherare alcune pratiche poco trasparenti (si pensi a tutta la vicenda dei cosiddetti "furbetti del quartierino").

Voi pensate che la cosiddetta MiFID sia una risposta sufficiente a tutelare i risparmiatori, oppure la vera tutela starebbe nella formazione e in una era e propria "educazione finanziaria"? perché si parla tanto di 'fai da te', ma nella pratica non è così facile…

Di Vittorio: La Mifid è partita da un obiettivo politico sbagliato. eliminare per legge le perdite. E'un target legittimo e auspicabile ma impossibile. Il rischio di perdita è implicito nell'investimento. Poi ci sono grandi opportunità come la spinta allo sviluppo della consulenza, il vero anello mancante della finanza italiana. Le scelte di investimento nel nostro paese finiscono per essere condizionate troppo dai budget dei manager delle banche o dall'intuito degli investitori. La consulenza basata sull'analisi tecnica, quantitativa e fondamentale dovrebbe avere uno spazio molto più ampio, quasi totale.

Defendi: La Mifid introduce una figura fondamentale per la tutela dei risparmiatori che è il consulente finanziario indipendente. Se riuscirà a prendere piede sarà un elemento decisivo per troncare in maniera netta il rapporto incestuoso che esiste tra i promotori finanziari e le banche.

Sul mercato ogni giorno viene lanciato un nuovo prodotto, sempre più sofisticato… mentre in un periodo così confuso verrebbe voglia di tornare alle semplici asset class… liquidità, bond, azioni, niente effetto leva, investire quello che si ha… voi come la pensate su questo, come vedete il rapporto tra il risparmiatore e tutte queste novità?

Di Vittorio: Positivo. Ho grande rispetto per lo sforzo e il lavoro che stanno compiendo gli emittenti di certificati e etf. Finalmente anche l'investitore potrà accedere a prodotti che gli consentono di guadagnare con qualsiasi direzione dell'andamento dei mercati. Si può inoltre impiegare il proprio denaro anche in valute e commodity. E' un'occasione storica, spero che gli emittenti non cadano nella trappola del guadagno immediato con strumenti di basso profilo, finirebbero per portare a casa 1 quando in palio se i prodotti sono seri c'è 100. Effettivamente sarebbe auspicabile la creazione di un corpo intermedio fra investitori e emittenti in grado di meglio spiegare il funzionamento dei nuovi prodotti. L'editoria finanziaria sta facendo la sua parte, ma servirebbe il ruolo attivo della rete di promotori finanziari, private banker e consulenti.
Defendi: Sono favorevole all'introduzione di tutti quegli strumenti che, con le dovute garanzie di trasparenza e liquidità, possano consentire di diversificare il rischio di portafoglio del singolo investitore. Basti pensare al segmento degli Etf che permette di operare su singolo settori, su mercati specifici e su materie prime (strumenti che solo alcuni mesi fa potevano essere raggiunti soltanto da trader professionisti).

Giuseppe Di Vittorio e Gianluca Defendi saranno presenti in qualita' di relatori a ITF - Rimini, 15 e 16 maggio 2008.

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