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Giovedì 10 Aprile 2008, 17:14
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Nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito all'annuncio ufficiale, il presidente Jean Claude Trichet ha spiegato che la decisione è stata presa all'unanimità. Il numero uno della BCE ha aggiunto che sarebbe stato sbagliato pensare ad un cambio di atteggiamento rispetto alla linea esposta nell'incontro di marzo, spiegando che la Fed e la BCE si trovano ad affrontare sfide diverse, e ricordando al contempo che l'organismo da lui presieduto pone dei distinguo ben precisi tra liquidità e politica monetaria. Non a caso le economie delle due opposte sponde dell'Atlantico sono differenti e presentano strutture diverse, così come tali sono anche i livelli di flessibilità economica e gli squilibri, in tema di risparmio e di investimenti. La decisione odierna sui tassi di interesse è stata presa dopo un attento esame della situazione attuale, e la BCE ha fatto sapere che continua a guardare da vicino agli sviluppi del mercato monetario. In questa direzione, se necessario, sarà pronta ad intervenire facendo ricorso agli strumenti a sua disposizione, coni l'obiettivo di alleviare le tensioni. Queste ultime si presentano infatti molto più forti di quanto si potesse prevedere in precedenza, così come sono insolitamente elevate le incertezze legate alle turbolenze dei mercati finanziari. Nonostante ciò i fondamentali dell'economia europea sono ancora solidi, tanto che gli ultimi aggiornamenti macroeconomici hanno confermato una prosecuzione della crescita, anche se in rallentamento. Rimango alte però le incertezze sull'outlook e i rischi al ribasso prevalgono, legati soprattutto alle turbolenze dei mercati che potrebbero durare più del previsto e avere un impatto sull'economia reale maggiore di quello stimato in precedenza. La vera preoccupazione della BCE resta in ogni caso quella dell'inflazione, per la quale ci sono ancora forti pressioni al rialzo, sulla scia di quanto evidenziato dagli ultimi dati, basti pensare a quello di marzo che ha segnato una crescita del 3,5%. Trichet ha spiegato che nel corso di quest'anno ci sarà sì un rallentamento della dinamica dei prezzi al consumo, anche se moderato e il tasso si manterrà significativamente al di sopra della soglia del 2% nei mesi a venire. La stabilità dei prezzi nel medio termine resta l'obiettivo primario della BCE, secondo quanto previsto dal suo mandato. E' opinione diffusa tra i membri del Board che l'attuale politica monetaria contribuirà a raffreddare le tensioni sui prezzi e in questa direzione si continueranno a monitorare molto da vicino tutti gli sviluppi delle prossime settimane. Il Consiglio direttivo è infatti deciso ad evitare effetti secondari, unitamente al materializzarsi di rischi al rialzo sul fronte della dinamica inflazionistica. Indicazioni che di fatto non hanno portato alcun sollievo ai mercati europei che hanno continuato a muoversi in territorio negativa, incapaci di difendersi dalle vendite che si sono fatte strada nel corso della mattinata. Il recupero del pomeriggio è infatti da ascrivere esclusivamente agli spunti positivi che arrivano dai listini americani, più che all'attesa di un taglio dei tassi da parte della BCE nei prossimi mesi. Del resto, secondo quanto indicato da Stefan Isaacs, gestore dell'M&G European Corporate Bond Fund, i mercati obbligazionari europei non guardano più ad una riduzione del costo del denaro a breve, che pure era stata prezzata fino a pochi mesi fa. Per ora i tassi di interesse vengono prezzati al 3,75% entro la primavera del 2009 e questo sta indicare che con ogni probabilità prima di quella data non avremo sorprese in materie di politica monetaria da parte della BCE. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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