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Impregilo: soci a un passo dall’accordo, incertezze sull’opa
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Il titolo Impregilo (Milano: IPG.MI - notizie) ieri ha fatto un bel balzo del 4,78% attirando l'attenzione del mercato. Certo in parte avrà contribuito il giudizio positivo di Exane sulla società (da neutral ad outperform con prezzo obiettivo a 2,9 euro dai 2,41 della chiusura di ieri) ma probabilmente anche la complessa dialettica tra i soci principali riuniti nella holding Igli ha avuto la sua
influenza.
Igli controlla una soglia del 29,86% del capitale e quindi si trova a un passo dall'opa obbligatoria che scatta sulla soglia del 30 per cento. Ovviamente non si tratta di un caso e sicuramente la società in queste condizioni può dirsi saldamente controllata dalla Igli che può in ogni momento far scattare l'opa con pochi acquisti e quindi ripararsi da eventuali scalate ostili.Ma chi c'è in Igli? La società riunisce le quote dei Benetton (Milano: BEN.MI - notizie) , dei Gavio e dei Ligresti e permette loro di controllare il più grande gruppo di costruzioni italiano. Impregilo si occupa, infatti, di grande infrastrutture come autostrade, ponti, impianti di smaltimento dei rifiuti e altro ancora. Proprio nel settore delle Autostrade (Milano: AUTME.MI - notizie) il gruppo è cresciuto molto negli ultimi anni con importanti progetti in Brasile, Argentina e, fra non molto, anche in Libia dove la società costruirà un'importante arteria stradale che dovrebbe parzialmente ripagare il Paese africano dei danni subiti durante il colonialismo italiano.Fra l'altro la Libia è un produttore di petrolio e, come gran parte del Medioriente, rientra dunque fra gli obiettivi dichiarati da Impregilo che sta puntando sulle nazioni arricchitesi con il greggio negli ultimi anni e oggi pronte a grandi piani infrastrutturali.Come si può subito notare sia i Benetton che i Gavio sono due grandi operatori del business della autostrade, i primi controllano infatti Atlantia (Milano: ATL.MI - notizie) e la sua subholding Autostrade per l'Italia e i secondi controllano Autostrade Torino-Milano e con essa buona parte delle tratte piemontesi. Il costruttore e assicuratore Salvatore Ligresti ha invece una presenza più "finanziaria" in Igli e sembra assai più restio a piani espansionistici: questi potrebbero infatti portare a forti investimenti in un'offerta pubblica di acquisto e al consolidamento di minusvalenze sul titolo che implicherebbero un esborso assai più complesso per Ligresti che per gli altri due soci.La legge attuale dice che un'eventuale offerta di acquisto deve avere un prezzo pari al più caro acquisto di titoli fatto dall'offerente nell'ultimo anno o alla media ponderata degli ultimi 12 mesi. Ai prezzi di ieri (2,43 euro) un'opa non costerebbe meno di 684 milioni complessivi, se invece ci si avvicinasse alla media la cifra supererebbe abbondantemente il miliardo di euro. A quanto risulta da indiscrezioni di stampa il prossimo 12 giugno, giorno della scadenza del patto di sindacato tra i soci di Igli, il patto sarà rinnovato di un anno e già i soci Benetton e Gavio avrebbero presentato una bozza dell'accordo.Nei prossimi mesi è prevista inoltre la definitiva cessione degli impianti di termovalorizzazione di Acerra ad A2A (Milano: A2A.MI - notizie) e questo potrebbe portare a un incasso da 400 milioni di euro (stime di MF). Se davvero le infrastrutture partiranno il gruppo potrà crescere ancora. Nel frattempo un certo appeal speculativo il titolo lo mantiene, almeno fino a dopo domani. Il lancio di un'opa non è infatti da escludere anche perché gli attuali prezzi sembrano convenienti e le prospettive nel medio periodo abbastanza incoraggianti. Probabilmente però Ligresti, che in passato ha dovuto cedere grossi gruppi di costruzione come Itinera e Grassetto Lavori alla stessa Argofin di Gavio, sta cercando guadagnare tempo e mantenere la propria posizione nel gruppo.
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