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Giovedì 10 Luglio 2008, 8:22
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Prosegue la fase ribassista dei mercati azionari che ha portato Piazza Affari su nuovi minimi da inizio anno, con l'indice S&P/Mib arrivato a testare la soglia dei 28.000 punti. Dove potrà condurre il movimento in atto? Le vendite continueranno ad avere la meglio o si può sperare in un rimbalzo dai livelli Nella mia ultima intervista, realizzata alla fine di maggio, quando l'indice si trovava in area 32.500 punti, si era detto che una tenuta di quel livello avrebbe favorito un recupero. In alternativa si erano messe in conto flessioni anche in direzione dei 30.000 punti, ossia sui precedenti minimi segnati a marzo. in quell'occasione avevo comunque invitato a rimanere alla finestra, in attesa che si venisse a delineare una precisa direzionalità del mercato. Da quella data, non solo non si è avuta l'attesa fase laterale, ma abbiamo assistito ad una prosecuzione del ribasso e il precedente minimo in area 30.000 è stato travolto con una flessione circa 2mila punti più in basso. L'indice infatti si è velocemente portato sui supporti successivi, che si individuano a 28.500/28.700, tenuti ieri in chiusura. Quest'area ha implicitamente alcune possibilità di reggere, perché tra il 2003 e il 2004 l'indice S&P/Mib ha congestionato tra i 26.150 punti e i 28.800. Da novembre 2003, per un anno intero le quotazioni si sono mosse all'interno di questo range, prima di lascia il posto alla lunga fase di rialzo che ci ha accompagnati fino a maggio dello scorso anno. I livelli attuali dunque rappresentano una zona molto interessante perché in corrispondenza di essi l'indice ha stazionato parecchio prima di scattare in avanti. Si tratta pertanto di un supporto consistente, mentre il successivo si trova a 26.150, circa il 10% più in basso, ma a mio avviso tra questi due livelli si trova un'area in cui l'indice potrebbe trovare una base per dare vita ad una reazione. Nell'ambito dell'attuale scenario, notiamo che se non ci sono notizie negative, il listino di suo non tende più a scendere ma cerca di recuperare. Si tratta però di tentativi molto deboli che spesso vengono negati dall'arrivo di cattive notizie che riportano prontamente le vendite sugli indici. E' probabile che nel breve si riproponga uno scenario molto simile a quelle delle ultime sedute, con un'alternanza di giornate positive e negative. Siamo in una fase di grande fermento e di notevole volatilità che solitamente prelude ad un andamento meno erratico del mercato. Al momento dobbiamo aspettare che ci sia un forte segnale di reazione, che per ora non abbiamo ancora visto e un primo livello che potrebbe essere raggiunto dall'S&P/Mib in caso di rimbalzo è quello dei 30.000/30.500 punti. Abbiamo visto fino ad ora una sorta di panico che si è alimentato nel tempo, ma non abbiamo assistito ancora ad una vera e propria esplosione del panico stesso. Dai livelli attuali, l'indice potrebbe sfondare nuovamente al ribasso e in tal caso avremo un panic-selling che probabilmente porterà le quotazioni in area 26.150. In alternativa, può accadere che l'S&P/Mib trovi una base ora, con gli spunti giusti per reagire, visto che siamo in corrispondenza anche di livelli di supporto piuttosto interessanti. Per ora la situazione è al massimo dell'incertezza e ci si può attendere qualsiasi sviluppo, in una direzione o nell'altra. In presenza di un simile scenario di mercato, ci sono dei titoli che stanno già fornendo degli spunti interessanti? Su quali consiglierebbe di concentrare l'attenzione ora? Nella seduta di ieri Unicredito (Milano: UCG.MI - notizie) ha inviato un buon segnale di reazione, ma si tratta di un titolo che rientra nel settore bancario, per il quale i rischi sono ancora decisamente elevati. Al momento consiglierei ancora grande prudenza nell'approccio di questi titoli. Questi ultimi potrebbero produrre il maggior effetto performance in caso di rimbalzo, presentando al contempo un elevato livello di rischio, adatti pertanto a chi ha un profilo maggiormente speculativo. Cosa pensa invece di Fiat (Milano: F.MI - notizie) che a fatica sta cercando di mantenersi intorno all'area dei 10 euro? E' possibile attendersi una reazione da questi livelli o c'è il rischio di flessioni anche oltre tali valori? Nella seduta di martedì scorso Fiat è sceso a segnare un minimo poco sopra i 9,6 euro e a mio avviso intorno ai 9,3 euro troviamo un'area “strong “buy” su debolezza. Penso che il titolo potrebbe anche offrire spunti interessanti ora, a patto ovviamente che il mercato risalga la china. Non indico volutamente alcun target, perché se l'indice avrà una reazione, sui livelli attuali ci potrebbero essere degli acquisti speculativi, ma anche degli acquisti che si andrebbero ad inserire potenzialmente in un'ottica di medio periodo. La mia idea infatti è che l'indice, o sui livelli attuali o sui 26.150 punti indicati prima, potrebbe offrire buone opportunità di acquisto che potrebbe avere per un investitore più prudente anche un'ottica temporale più lunga. Senza dubbio siamo in presenza di prezzi interessanti, considerando che le attuali quotazioni scontano uno scenario decisamente pesante. Ci sono altre storie che presentano configurazioni grafiche interessanti? Tra i titoli che offrono spunti non trascurabili sotto l'aspetto grafico troviamo Atlantia (Milano: ATL.MI - notizie) , insieme a Buzzi Unicem (Milano: BZU.MI - notizie) che ha reagito bene su un supporto che quest'anno ha già retto tre volte, favorendo successivamente degli apprezzamenti anche di una certa consistenza. Segnalerei anche Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) che ha dato vita ad una bella reazione, motivo per cui si potrebbero valutare degli acquisti anche sui prezzi correnti, a condizione che il mercato però torni a salire. Consiglierebbe in questa fase di scommettere sul comparto delle utilities? Questi titoli potrebbero offrire una maggiore difesa rispetto ad altri in caso di nuove flessioni del mercato? Le utilities hanno perso meno degli altri fino a questo momento e se anche il mercato dovesse rimbalzare, non sarà certo questo settore che ne beneficierà più di altri. Sarei quindi più prudente sulle utilities e interverrei con maggiore convinzione su altri temi che potrebbero essere più interessanti in occasione di un eventuale rimbalzo. Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) sta cercando di mantenersi a galla, mostrando ancora una certa distanza dai precedenti minimi a 1,18 euro. E' un buon motivo questo per acquistare? Telecom Italia non è un titolo su cui il mercato sta concentrando la sua attenzione e sta vivendo una fase molto simile a quella degli assicurativi. Il titolo non rientra per tale motivo tra quelli che andrei a preferire, guardando piuttosto ai bancari che seppur in ottica speculativa, vantano sicuramente un appeal maggiore. STM si è mantenuta al di sopra dei minimi dell'anno e proprio ieri ha realizzato un buon recupero. Suggerirebbe di intervenire in acquisto sul titolo? STM ha inviato un buon segnale grafico perchè come da lei ricordato ha tenuto i minimi precedenti e questo è sicuramente un aspetto positivo. Se li titolo non si spingerà al di sotto di tale livello, ci potrebbero anche essere le condizioni per un recupero che avrebbe campo libero fino alla soglia degli 8 euro, primo importante livello di resistenza. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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