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Martedì 11 Marzo 2008, 22:00

Wall Street: miglior rally degli ultimi cinque anni grazie alla Fed

Di Alberto Susic

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A Wall Street le sorprese sembrano non finire mai e una chiara dimostrazione di ciò è stata proprio la seduta odierna, che ha visto gli indici protagonisti di un rally cui non si assisteva da ben cinque anni, con riferimento alla portata dello stesso. Ancor prima dell'avvio delle contrattazioni si è diffuso un clima di grande euforia, grazie anche alle buone notizie arrivate dal fronte macro. Nel mese di gennaio la bilancia commerciale ha registrato un allargamento del deficit dello 0,6%, a 58,8 miliardi di dollari, meno però dei 60 miliardi previsti dal mercato. Quest'ultimo però è stato mandato su di giri dall'annuncio a sorpresa arrivato prima dell'avvio delle contrattazioni. La Federal Reserve ha infatti reso noto una mega iniezione di liquidità fino ad un massimo di 200 miliardi di dollari, il doppio dell'importo già fissato la scorsa settimana. Si tratta di un intervento coordinato con altre banche centrali, e in particolare con quella europea, della Svizzera e del Canada, con una novità rispetto al passato. Questa volta infatti i finanziamenti ottenuti potranno essere coperti con titoli legati al settore immobiliare e proprio ciò dovrebbe consentire di allentare le tensioni sui mercati.

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Inutile dire che l'annuncio ha fatto scattare in avanti i titoli del settore finanziario, che hanno festeggiato con rialzi da capogiro, allontanando così le incertezze e i timori aumentati nelle ultime sedute. La mossa odierna della Fed ha degnamente sostituito l'atteso taglio dei tassi a sorpresa, prima del meeting del 18 marzo. Sembra rientrare intanto la scommessa del mercato per una riduzione del costo del denaro dello 0,75%, in occasione della prossima riunione, tanto che i Fed Funds prezzano ora questa probabilità al 68% rispetto all'86% fatto registrare ieri.
Non ha avuto minimamente alcun impatto sul mercato il nuovo record dei prezzi del petrolio che sono arrivati a sfiorare la soglia dei 110 dollari al barile.
Al suono della campanella i listini si sono presentati sui massimi di giornata, con un rally del 3,55% per il Dow Jones (notizie) e del 3,71% per l'S&P500. Ancor più corposa la salita del Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) , fotografato a 2.255,76 punti, con un progresso del 3,98%, dopo un minimo a 2.192 punti.

Tra i titoli del Dow Jones, spettacolare rialzo per i finanziari, con American Express (NYSE: AXP - notizie) e Citigroup (ASFZ.PK - notizie) in rally di oltre nove punti percentuali. Molto bene anche JP Morgan che ha portato a casa un progresso del 6,47%, seguito da AIG che ha guadagnato il 4,89%, tutti galvanizzati come scritto sopra dalla mossa annunciata dalla Fed.
Denaro anche sui titoli legati al ciclo economico, come Caterpillar (NYSE: CAT - notizie) , salita del 5,66%, ma un rialzo superiore ai 5 punti viene segnato anche da General Electric (NYSE: GE - notizie) e da Du Pont. In ascesa del 5,12% Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) dopo l'ennesimo record messo a segno dal petrolio, mentre resta più indietro degli altri McDonald's che si accontenta dello 0,84%, prolungando comunque la salita della vigilia dopo i positivi dati sulle vendite di febbraio.
L'unico titolo del paniere a chiudere in negativo è stato Boeing (NYSE: BA - notizie) che ha ceduto l'1,32% per via delle incertezze legate alla maxi commessa del Pentagono del valore di 40 miliardi di dollari.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, tra le migliori performance troviamo quelle di Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) e Google (NASDAQ: GOOG - notizie) , che salgono a braccetto di oltre sei punti percentuali. In corsa Amazon.com (NASDAQ: AMZN - notizie) che ha portato a casa un rialzo del 5,8%, ma una gran quantità di acquisti si riversa anche su Intel (NASDAQ: INTC - notizie) e Cisco Systems (NASDAQ: CSCO - notizie) , in ascesa rispettivamente del 5,37% e del 4,84%.
In ascesa di oltre 4 punti Microsoft (NASDAQ: MSFT - notizie) , che riesce a fare decisamente meglio di Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) , accontentatosi dell'1,72%. Meno corposo il vantaggio di Oracle che ha guadagnato l'1,19%, mentre tra i pochi segni meno troviamo quello di Amgen (NASDAQ: AMGN - notizie) che non ha partecipato alla festa del mercato, chiudendo gli scambi in frazionale calo dello 0,13%.


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