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Venerdì 11 Aprile 2008, 8:20

Mercati emergenti in ripresa?

Di Saverio Berlinzani

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Dopo aver visto nuovi minimi, il dollaro ieri si è ripreso creando così tecnicamente un supporto realmente importante in area 1.5910. Si tratta sostanzialmente di un triplo minimo che per chi è amante dell'analisi potrebbe significare qualcosa di veramente cruciale.
Ieri la Bank of England ha portato i tassi al 5% mentre la Bce li ha lasciati invariati al

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4%.
Trichet ha parlato di eccessiva volatilità sul mercato valutario ma si tratta della solita retorica visto che i Banchieri Centrali tendono a non parlare di cambi, ma se non altro per la prima volta ha detto che nel medio termine l'inflazione scenderà.
Ciò che è successo dopo la conferenza stampa è frutto più di chiusure di posizioni da parte di coloro che avevano speculato contro il dollaro che di un cambiamento di trend e il motivo forse è da ricercare nel fatto che l'avversione al rischio sembra calare nuovamente e gli investitori sembrano pronti nuovamente a cavalcare l'onda degli investimenti ad alto rendimento ma anche alto rischio.
I carry trades hanno ripreso a correre dopo il tonfo del giorno precedente, con il UsdJpy e il UsdChf hanno ripreso quota, e GbpJpy da 198.50 e risalita sopra 201.00.
Questi movimenti di grande incertezza, bilaterali, sono tipicamente price action di fine movimento di medio o lungo periodo, e fanno seguito a lunghi e consistenti trend.
La Fed ieri pomeriggio ha immesso 5 miliardi di dollari di liquidità, aiutando il dollaro a riprendersi.
Non ci si deve però illudere, almeno nel breve termine, perché se il G7 non si muoverà in modo uniforme con dichiarazioni forti, lunedì mattina rischiamo di trovarci ancora con il dollaro in caduta libera.
Per quel che riguarda i mercati emergenti, segnaliamo i rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Sudafricana e Islandese rispettivamente all'11.50% dall'11% e al 15.50% dal 15%.
Le ragioni sono legate alle recenti crisi valutarie e per ora i benefici sono stati ovviamente limitati.


EurZar Monthly
L'eurZar ha dato un primo segnale di correzione dopo l'overshooting dell'ultimo periodo e sembrebbe poter correggere verso livelli compresi tra 12.00, primo supporto e 10.90, secondo supporto rilevante.
Molto dipenderà dall'Euro, ricordiamolo, in quanto la moneta unica non accenna a dare, per ora segni di cedimento.


EurIsk Weekly

Per quel che riguarda la corona Islandese, segnaliamo la possibilità di una fase ad alta volatilità con movimenti compresi tra 110.00 e 125.00 che saranno probabilmente il preludio per una correzione più rilevante nel prossimo futuro se il mercato tenderà, come pensiamo ,a stabilizzarsi.
Ma solo quando arriveremo intorno ai 100.00, si dovranno inizialmente ridurre le posizioni assunte a favore di corona in quest'area.
Per il momento però la tensione sui mercati emergenti resta alta, conviene forse aspettare tempi migliori prima di avventurarsi in acquisti che potrebbero rivelarsi incauti.


Per altri suggerimenti non esitate a contattarci allo 0331 455471 o via email all'indirizzo
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