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Gli avvocati chiedono efficienza
Di di Gabriele Ventura
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Riforma dell'ordinamento professionale forense ripartendo dal testo Calvi e riorganizzazione degli uffici giudiziari. Ma anche rapidi interventi sui codici, riduzione dei riti e istituzione dell'ufficio del giudice. Queste solo alcune delle priorità delle sigle di rappresentanza di avvocati e magistrati. Il Consiglio nazionale forense, l'Organismo unitario dell'avvocatura, l'Associazione italiana dei giovani avvocati e l'Associazione nazionale magistrati hanno infatti partecipato ieri a un'audizione della commissione giustizia della Camera per affrontare, tra l'altro, il problema dell'efficienza del sistema giustizia. Un confronto, quello tra parlamento e professione forense, che è stato solo il primo di una lunga serie: il presidente della seconda commissione, Giulia Bongiorno, ha infatti annunciato che a breve verrà organizzata un'audizione orientata alla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Appuntamento che dovrebbe preludere a una serie di altri appuntamenti su questioni specifiche del sistema giustizia. Per il Consiglio nazionale forense, guidato da Guido Alpa, la riforma dell'ordinamento professionale e la riorganizzazione degli uffici sono le due priorità che deve portare avanti il ministero della giustizia, guidato da Angelino Alfano. "Gli uffici devono essere dotati di mezzi sufficienti per dare una buona risposta giudiziaria", ha spiegato il segretario Pierluigi Tirale, "sugli accorpamenti dei piccoli e medi uffici riteniamo invece che si debbano valutare bene le diverse realtà territoriali. Per quanto riguarda la riforma dell'ordinamento professionale, invece, vogliamo che il dibattito si basi sul documento che avevamo redatto e consegnato a Camera e Senato e su altri disegni di legge precedenti, su tutti il testo Calvi". L'Oua, invece, ha consegnato un nutrito documento alla commissione giustizia, con analisi e proposte, tra le quali: riforma dell'ordinamento professionale, modifica e proroga dell'entrata in vigore della class action. L'Oua ha anche rilanciato la necessità di convocare una costituente sulla giustizia. "È ora che la giustizia non sia più paralizzata dallo scontro politico tra fazioni", ha detto il presidente Michelina Grillo, "ci sono tutte le possibilità perché ciò accada e il dibattito sulle intercettazioni sarà la cartina di tornasole. Chiediamo che prevalga il confronto tra i partiti e si possa finalmente chiudere l'infinita stagione della giustizia-spettacolo, con misure che, garantendo l'efficacia delle indagini, ristabiliscano un rapporto corretto tra giustizia e informazione. In un sistema democratico i processi si fanno nei tribunali, con le garanzie previste dalla Costituzione, e non in piazza o sui media". "Sulle Class action", ha continuato la Grillo, "l'Oua chiede che si proroghi l'entrata in vigore della legge e si rimetta mano alla normativa, correggendo i troppi aspetti problematici dell'attuale testo. I cittadini devono essere tutelati adeguatamente e i pasticci non servono a questo scopo". Anche i giovani avvocati dell'Aiga hanno presentato un documento, che contiene 12 proposte per rendere efficiente il sistema giustizia. Tra queste: separare l'esercizio della giurisdizione dalla organizzazione degli uffici e dalla gestione delle risorse, da affidare a un manager pubblico, di specifica formazione, dotato di autonomia decisionale; limitare all'eccezionalità i casi di collocamento fuori ruolo dei magistrati impegnati a esercitare funzioni diverse da quelle giurisdizionali; prevedere in ogni caso che il collocamento fuori ruolo non possa eccedere la durata di cinque anni, non rinnovabili se non trascorso un periodo di tempo analogo; richiamare il personale di cancelleria distaccato in altre amministrazioni e rivedere le piante organiche in base alle reali e documentate esigenze dei singoli uffici; istituire l'ufficio del giudice; attuare il processo telematico. "Abbiamo anche illustrato una nostra rielaborazione", ha detto il presidente dell'Aiga, Valter Militi, "che riguarda l'analisi dei costi del bollo e delle iscrizioni a ruolo dal 1980 a oggi: sono aumentati del 4 mila per cento e le spese del 2.080 per cento. Ciò significa che i soldi ci sono, ma vanno utilizzati
meglio".
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