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Giovedì 11 Giugno 2009, 8:53
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I mercati azionari si avviano a chiudere il secondo trimestre con un'ottima impostazione, sulla scia del rally avviato a marzo. Come vede la situazione delle Borse e quali sono le sue previsioni per il breve periodo anche alla luce dell'attuale
Personalmente suggerirei di tenere in debita considerazione la differenza che c'è ancora tra lo scenario e quello micro. Con riferimento al primo continuiamo a vedere aggiornamenti ancora piuttosto negativi in diverse aree geografiche ad eccezione dei Paesi emergenti che hanno ancora una crescita positiva del Prodotto Interno Lordo. Sotto il profilo macro dunque abbiamo ancora dati negativi sia sul fronte della crescita del PIL e dei salari, segnalando che l'unico fattore positivo al momento è solo l'inflazione che è ancora sotto controllo. Nelle ultime due settimane le principali materie prime, a partire dal petrolio, hanno ricominciato a salire, anche se i prossimi dati sull'inflazione saranno comunque al di sotto delle attese della Fed e della BCE, ma non sarà comunque un dato deflattivo. Il famoso teorema secondo cui nel 2009 avremmo visto un'inflazione negativa sarà sicuramente scongiurato. Alcuni indicatori che sono più di fiducia come l'indice ISM manifatturiero o la fiducia dei consumatori, mostrano dei miglioramento ma non sono pienamente positivi, nel senso che non sono ancora a dei livelli che segnalino una ripresa del ciclo. C'è stato indubbiamente un miglioramento rispetto al trimestre precedente, ma in ogni caso sul fronte macro mi aspetterei almeno uno o due trimestri ancora di forti difficoltà. Tutto ciò si è riflesso sui mercati azionari in maniera differente, perché dopo tutto il crollo che si è avuto nel 2008 e nei primi mesi del 2009, finalmente le forti mosse della BCE e della Fed di forti iniezioni di liquidità e di garanzia sui prestiti bancari, oltre che di un forte utilizzo del ricorso al debito per mantenere alto il livello di liquidità del mercato, hanno portato nuovamente tranquillità in merito al funzionamento dei mercati stessi. Questi interventi, insieme alle ricapitalizzazioni delle banche in America, hanno stabilizzato il sistema finanziario che era quello su cui si reggeva tutto il sistema capitalistico. In un'indagine di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) viene messo in evidenza come le banche statunitensi nell'ultimo anno si siano fortemente ricapitalizzate riducendo la leva e aumentando la patrimonializzazione. In Europa questo processo è ancora in uno stato più arretrato per cui le banche dovranno ancora essere ricapitalizzate, mentre in America abbiamo visto che le diverse banche sono riuscite a ricorrere ad aumenti di capitale sottoscritti prevalentemente dal mercato, grazie ai principali azionisti che sono da ritrovare soprattutto al mondo islamico. E' stato pertanto inevitabile che, nel momento in cui il sistema finanziario si è un po' stabilizzato, si sia avuto un rally soprattutto dei titoli maggiormente legati a questo comparto. Si tratta di quei titoli che erano stati maggiormente penalizzati, e tra gli altri citiamo anche il settore dell'auto, oltre ovviamente ai bancari e agli assicurativi. Sono rimasti invece un po' più al palo i temi maggiormente difensivi, quali quello delle utilities, dei telefonici e dei farmaceutici che sono sì saliti ma in maniera meno grintosa rispetto agli altri. Sulla base dello scenario da lei descritto fino ad ora, cosa aspettarsi adesso per i mercati azionari? Ritiene che i recenti massimi di periodo possano essere superati nel breve? I principali indici azionari hanno raggiunto un po' tutti degli importanti livelli tecnici, tanto che quasi tutti si trovano a contatto con le medie mobili a 200 giorni che in queste ultime settimane stanno facendo un po' da tappo per nuovi rialzi. Vediamo ad esempio che il Dax30 fa fatica ad allontanarsi dai 5.000 punti, così come il Cac40 (Parigi: notizie) non riesce a superare i 3.500 punti, mentre in America l'indice S&P500 presenta una forte resistenza in area 950 punti, dove ha avviato ieri gli scambi per poi iniziare a scendere. Nel prossimo mese credo che il mercato avrà più difficoltà a salire e avvierà magari una fase laterale, visto che per ora non dovremmo avere correzioni significative. Il rally del mercato è stato molto violento e rapido e alla minima notizia i titoli hanno avuto reazioni davvero spropositate. Basti pensare che in passato una singolo segnale positivo portava un rialzo nell'ordine di due o tre punti percentuali, mentre ora si arriva anche al 10%/15%. Si tratta di movimenti così veloci e forti che rendono difficile per i gestori, specie di grandi patrimoni, il loro posizionamento su un titolo perché magari non si riesce a completare neanche l'intera size. Molti gestori dunque sono rimasti non troppo pesati perché comprare su un rialzo del 15% non è mai cosa facile, e in secondo luogo si è stati indotti a muoversi a piccoli passi alla luce della congiuntura macro non certo incoraggianti. Ciò ha penalizzato così gran parte delle gestioni più tradizionali che sono comunque salite ma hanno sottoperformance rispetto al mercato. Nel sistema c'è molta liquidità che magari si è spostata sulle obbligazioni societarie, utilizzate come leva di rischio diversa dall'azionario. Se pensiamo alle ultime emissioni notiamo che sono state tutte molto richieste, basti pensare all'ultima di Generali che ha visto domande pari a 5 volte l'ammontare emesso. C'è molta fame di rischio e vista la difficoltà a dominare un mercato azionario come quello attuale, si preferisce assumere posizioni sotto forma di obbligazioni corporate. Questo fa capire che gran parte della liquidità non è ancora investita nell'azionario, per cui c'è ancora molto da investire e da far salire il mercato, anche se ciò avverrà in maniera più graduale rispetto al ritmo visto negli ultimi tre mesi. Da qui ai prossimi tre mesi ci aspettiamo quindi una fase laterale e probabilmente si cercherà di accumulare sulle debolezze che saranno favorite magari da nuovi dati macro negativi e da indicazioni societarie poco brillanti. In sostanza da questi livelli ci sono più probabilità di assistere ad una fase laterale tendenzialmente discendente piuttosto che ad un nuovo strappo rialzista. Quest'ultimo appare più credibile magari per settembre e ottobre, con più dati alla mano che consentiranno di valutare le reazioni del mercato. A Piazza Affari, per l'indice Ftse Mib ritiene probabile un superamento dei recenti massimi in area 20.600/20.700 nel breve? A mio avviso l'indice delle blue chips potrebbe avere come range inferiore i 20.100 punti che potrebbero essere una base di supporto. Come limite superiore facciamo riferimento ai 21.000/21.200 e anche qualora venisse violata questa fascia, avremo un margine di upside nell'ordine di 1.000 punti. In seguito mi aspetto più una fase di consolidamento anche perché il nostro mercato è anche meno aggressivo dal punto di vista della composizione. Le risorse di base ad esempio sono molto presenti in altri listini, mentre mancano nel nostro che ha quindi un appeal in meno. A livello settoriale, in considerazione anche dei prezzi raggiunti dal petrolio e alla luce delle nuove stime formulate per i prossimi mesi, consiglierebbe di fare una scommessa sui titoli del settore oil di Piazza Affari? Sicuramente il settore petrolifero potrebbe spingere il mercato, ma più che puntare su ENI (Milano: ENI.MI - notizie) che è troppo grande, preferirei titoli come Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) e Prysmian (Milano: PRY.MI - notizie) , nell'ambito dei servizi alle imprese petrolifere. ENI, al pari di British Petroleum (Londra: BP.L - notizie) , è uno dei titoli che segue la tendenza ma è meno reattivo rispetto ad altri temi come Saipem, Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) o Vallourec (Parigi: FR0000120354 - notizie) . Quali strategia consiglia invece di seguire per i titoli del settore bancario e di quello assicurativo? Le banche italiane hanno meno problemi dal punto di vista degli asset illiquidi per cui i relativi titoli dovrebbero essere quelli più utilizzati dal punto di vista dell'asset allocation. Dal punto di vista della solidità patrimoniale le banche italiane sono ben posizionate per cui potrebbero proprio per questo attirare gli investimenti. Penso a storie come Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena, ad Ubi Banca (Milano: BPU.MI - notizie) , oltre a Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) , perché è anche vero che in ottica speculativa si punta più a trattare titoli maggiormente bistrattati dal punto di vista dei bilanci. Per un posizionamento di più lungo periodo però credo che le banche italiane non possano essere escludere dall'asset allocation. Fiat (Milano: F.MI - notizie) continua a rimanere sotto i riflettori dopo il via libera della Corte Suprema all'acquisizione di Chrysler (Xetra: 710000 - notizie) ? Ci sono ulteriori margini di apprezzamento per il titolo nel breve? Credo che il titolo abbia già scontato l'effetto Chrysler, non a caso Fiat da aprile sta cercando di spingersi sopra gli 8 euro, ma con esito negativo fino ad ora. Aspetterei o una rottura con volumi di area 8 euro oppure interverrei sulla debolezza, in caso di ritorni in area 7 euro. Quando inizierà ad essere operativa l'alleanza con Chrysler, si potranno già vedere i risultati della bontà dell'operazione realizzata da Marchionne. Cosa pensa infine di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che fatica a riportarsi sopra quota 1 euro? Ritiene sia un buon moment per acquistare? Sono molto scettico su Telecom Italia e sui telefonici in generale che trattano alla stregua delle utilities, a differenza delle quali però sono molto indebitati. Sul fronte dell'innovazione tecnologica non ci sono grandi spinte, e di fatto la discussione verte sempre sullo stesso tema. In Italia ad esempio si discute della creazione di una rete unica, o anche dello sviluppo della famosa banda di nuova generazione, anche se per quest'ultima le spese sono elevate, con ritorni poco proporzionati. Telecom Italia era molto comprato dai fondi perché statico e con un buon dividendo, ma essendo quest'ultimo stato ridotto, è scemato l'appeal del titolo. Ciò che potrebbe muovere l'azione sarebbe solo un nuovo assetto organizzativo che però è molto difficile da realizzare. Per questo motivo non mi aspetto che Telecom Italia possa riservare grandi sorprese nei prossimi due o tre mesi. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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