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Domenica 11 Novembre 2007, 18:33
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ROMA (Reuters) - Il negoziato fra il consorzio internazionale, di cui Eni (Milano: ENI.MI - notizie) è operatore, e il kazakistan sul contenzioso per lo sviluppo del giacimento petrolifero in kashagan sta attraversando una fase non ottima, anche se la scadenza di fine anno per trovare un accordo resta sempre valida.
E' quanto ha affermato l'Ad dell'Eni, Paolo Scaroni, a margine dell'inaugurazione del 20esimo Congresso mondiale del gas a Roma.
"Non sarei così pessimista. Il consorzio sta conducendo una trattativa complessa che ha momenti alti e momenti meno buoni. Questo non direi che è un momento ottimo. Comunque, abbiamo ancora tempo. Il consorzio ha creato un team che sta negoziando e quindi ci vorrà ancora qualche giorno", ha detto il manager.
Alla domanda se alla scadenza del 30 novembre ci sarà la sigla di un'intesa, Scaroni ha così risposto: "Come sempre queste scadenze ce le autodiamo, se poi dovessimo essere vicini a una soluzione allora si potrà poi fare una proroga. Comunque non è che si vive in un mondo di ultimatum".
Scaroni ha poi detto che non ha visto il suo omologo di Exxon, Rex Tillerson, la società Usa che è azionista del consorzio internazionale che opera in Kashagan.
"No Tillerson non l'ho visto. Sono appena arrivato. In questi giorni ci saranno molti manager al Wec. Verranno tutti...".
Scaroni si è infine augurato che una soluzione entro l'anno sarà trovata. "Sì, mi auguro di sì, anche perché non possiamo andare avanti all'infinito".
Il governo kazako ha accusato il consorzio internazionale di ritardi nell'avvio del più grande giacimento degli ultimi 30 anni e dell'aumento dei costi. |
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