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Giovedì 13 Marzo 2008, 0:00
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Senza contare le altre somme spese per i processi amministrativo e tributario. I dati aggiornatissimi del ministero della giustizia, che ItaliaOggi è in grado di rappresentare, hanno fatto il punto sulle somme sborsate dal 2002, anno nel quale si è attiva l'erogazione degli indennizzi sulla base della legge Pinto che, come è noto, per evitare il crescere del contenzioso presso la Corte dei diritti dell'uomo contro l'Italia, ha istituito un meccanismo di equo risarcimento per i processi che superino la ragionevole durata. Come le tabelle evidenziano, alle cifra di 56 milioni di euro ne va aggiunta un'altra, pari a oltre 15 milioni di euro derivante dalle procedure di pignoramento attivate nei confronti del ministero della giustizia che non ha ottemperato ai decreti di condanna. I dati testimoniano un incremento esponenziale delle cifre sborsate da via Arenula e Corti di appello dal 2002 al 2007. Si è partiti con un esborso di circa 1milioni e 200 mila euro fino a raggiungere la ragguardevole cifra di 56.340.246 euro nel 2007. L'anno che ha visto il ministero mettere mano al portafoglio per l'esborso complessivo più consistente è stato il 2006 in cui sono state pagati 17.946.000 euro. Non solo. Le difficoltà di pagamento dell'amministrazione giudiziaria sono confermate dalla crescita esponenziale delle procedure esecutive, precetti e pignoramenti, e dall'importo sempre crescente delle ordinanze di assegnazione. Se nel 2002 la procedure avviate sono state 117 nel 2002 sono lievitate a 1.814, con un picco di 1.883 nel 2004. Di conseguenza sono cresciuti anche gli importi, peraltro non comprensivi degli oneri accessori e delle spese relative al precetto e al pignoramento, che ammontano a un totale di 15 milioni e mezzo. Il mal funzionamento della giustizia, così, si conferma sempre più causa di diseconomie sempre più consistenti per le casse dello stato, oltre a far scivolare l'Italia sempre più in basso nelle classifiche internazionali sulla competitività dei paesi. In epoca di campagna elettorale, a programmi degli schieramenti già presentati, c'è da chiedersi se l'obiettivo sempre riproposto, a destra come a sinistra, della riduzione dei tempi processuali sia solo una formula di maniera o sia frutto di un reale e fattivo convincimento dell'impellenza del risultato. Altrimenti sempre di più chi di giustizia ferisce di giustizia
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