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Agenzia Entrate: Reverse Charge Anche Per Gestione Rifiuti
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(ASCA) - Roma, 12 mag - L'ambito di applicazione del
meccanismo dell'inversione contabile, gia' ampiamente diffuso
nel campo dell'edilizia, si estende anche alla cessione e
alla lavorazione dei rottami, purche' questi conservino la
loro natura di beni non piu' utilizzabili per gli scopi
originari se non sottoposti a successive trasformazioni. Lo
precisa l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 43/E di
oggi, che fornisce ulteriori chiarimenti sul reverse charge,
un regime fiscale con finalita' antielusive che prevede che
il debitore dell'imposta sul valore aggiunto sia il
cessionario.
In particolare, tra i beni alle cui cessioni risulta
applicabile l'inversione contabile rientrano non solo i
rottami, i cascami, la carta da macero e gli stracci, ma
anche il materiale qualificabile come rottame e derivante
dalla raccolta differenziata dei rifiuti. Una definizione che
comprende il cosiddetto ''pronto al forno'', un prodotto che,
pur essendo classificato sul piano merceologico come una
materia prima secondaria, ai fini fiscali viene considerato
comunque un rottame fino alla sua utilizzazione finale
attraverso la rifusione.
La circolare precisa inoltre che il meccanismo del reverse
charge, gia' utilizzabile per le prestazioni di servizi
dipendenti da contratti d'opera e d'appalto volte a
trasformare i rottami metallici non ferrosi in semilavorati
non ferrosi, si applica anche alle lavorazioni di rottami
ferrosi e di altre materie riciclabili come il vetro e la
plastica, a condizione che si ottengano sempre prodotti
qualificabili come
rottami.
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