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Lunedì 12 Ottobre 2009, 18:45

Telecom Italia: prove di consorzio per la nuova rete tlc

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Telecom Italia torna a far parlare di sé. Dopo le tensioni registratesi delle ultime sedute, quando sembrava che si stesse coagulando un fronte antispagnolo pronto a trovare un sostituto agli spagnoli di Telefonica, la rete di telefonia fissa torna a catalizzare l'attenzione del mercato.

La novità è una proposta di Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, che ha ipotizzato la creazione di una società mista pubblico-privato per la costruzione della rete di nuova generazione. Il piano sembra già dotato di un certo appeal e Bassanini ha fatto esplicito riferimento alla possibilità di un intervento sul progetto di finanziatori esteri come la banca europea Bei e la China Development Bank. Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia e principale interlocutore sul tema visto il ruolo della compagnia nella telefonia fissa (a giugno il 74% degli accessi alla rete fissa) non dice di no, ma pone le sue condizioni e ricorda il forte impegno dell'azienda su tutto il territorio nazionale e anche su quei servizi che i concorrenti abbandonano per la loro scarsa redditività, ma che mantengono unito il Paese. L'idea rispolvera dunque l'ipotesi di un consorzio di aziende e investitori del settore che promuovano il difficile sviluppo della rete in Italia: già la relazione sulla rete di nuova generazione presentata a marzo da Francesco Caio al ministero dell'Economia parlava di "necessità di un coinvolgimento di più attori per il coordinamento di processi un tempo gestiti all'interno di un unico soggetto (l'operatore ex-monopolista)". Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia, ha da subito appoggiato l'ipotesi di una società ad hoc dove tutti gli operatori interessati possano convergere. Bernabè ha chiesto che la guida di questa associazione di compagnie per lo sviluppo della rete di nuova generazione vada a un soggetto pubblico che in qualche maniera dunque supporti il progetto e garantisca gli operatori. Per un po' la questione dell'assetto azionario di Telco e del ruolo di Telefonica sembra passare in secondo piano. Il mercato continua però a interrogarsi sulle performance della società di telefonia e sul successo del piano di dismissioni varato dallo stesso Bernabè per ridurre la pressione del debito. Su Hansenet, una delle cessioni in vista più importanti, Matthew Keys ha parlato di confronto positivo, ma anche di mancato accordo sul prezzo. Entro la fine dell'anno però Bernabè promette, su questo fronte, risultati concreti. Il nuovo volto di Telecom e il suo posizionamento sui mercati internazionali rischiano però di apparire ancora

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