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Venerdì 14 Marzo 2008, 0:00
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Per gli amministratori e i componenti del collegio sindacale, invece, l'esclusione opera solo nell'ipotesi in cui l'incarico sia svolto come rapporto di lavoro autonomo e non come co.co.co. Inoltre, la revoca delle dimissioni è possibile entro i 15 giorni di validità del modulo. È quanto precisa il ministero del lavoro sulla nuova procedura assistita delle dimissioni dal lavoro, in una nota informativa diffusa ieri.Nuovo sistema informatico. A partire dal 5 marzo ossia, come precisa il ministero, con riferimento alle dimissioni rassegnate dopo tale data, il lavoratore che vuole abbandonare un posto di lavoro deve seguire una procedura ad hoc che prevede l'utilizzo di un modulo informatico, introdotto della legge n. 188/2007, unico su tutto il territorio nazionale e dotato delle caratteristiche di non contraffazione e falsificazione. Con il nuovo sistema informatico (si chiama Mdv) si attribuisce una nuova "forma tipica" alle dimissioni volontarie. Queste, in altre parole, vanno necessariamente formalizzate sul modulo informatico che ha validità temporale di 15 giorni dall'emissione, rendendo nulle le dimissioni presentate con altre formalità. Primo bilancio. La nuova procedura interessa tutti i lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati e pubblici, inclusi domestici, professionisti, associazioni e onlus, nonché i co.co.co., comprese mini-co.co.co. e lavoro a progetto e gli associati in partecipazione. Dai primi dati diffusi ieri dal ministero del lavoro, la prima settimana di operatività del sistema Mdv ha raccolto 21.799 segnalazioni di "intenzione" di dimissioni. Si tratta di intenzioni: le dimissioni affidate al soggetto intermediario, infatti, possono essere annullate purché sia fatto entro 15 giorni dall'apposizione della marca temporale e purché l'atto non sia ancora pervenuto a conoscenza del datore di lavoro, in quanto trattasi di atto di natura recettizia. Quanto ai soggetti accreditati, ossia gli intermediari cui la legge ha affidato il compito di raccogliere la volontà dei lavoratori di dimettersi dall'impiego per certificarne l'intenzione sul modulo informatico, il ministero spiega che sono 580 centri per l'impiego e 8.106 comuni, oltre agli uffici delle direzioni provinciali e regionali del lavoro. Rapporti inclusi. Relativamente al campo di applicazione, il ministero ha diffuso ieri due elenchi contenenti le ipotesi incluse e quelle escluse dalla nuova procedura. Quanto al primo aspetto, il ministero precisa che la nuova procedura si applica anche nei confronti delle lavoratrici madri nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento per maternità (dalla gravidanza fino a che il bimbo non compie un anno). Rapporti esclusi. In aggiunta ai casi già previsti, il ministero precisa che la nuova procedura non si applica ai casi di collocamento in quiescenza e di collocamento in pensione; di dimissioni incentivate; di stage e tirocini che non configurano rapporti di lavoro; alle prestazioni di lavoro accessorio o di lavoro autonomo; ai rapporti di impiego pubblico non privatizzati e, dunque, non contrattualizzati (magistrati, avvocati, personale militare, dipendenti dell'Isvap, della Banca d'Italia, delle Autorithy).Quanto alle dimissioni dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo di società e dei partecipanti a collegi e commissioni il ministero ritiene che l'esclusione operi a condizione che i relativi rapporti si configurino come di lavoro autonomo (è il caso dei professionisti). Pertanto, la procedura andrà seguita qualora i rapporti siano configurati come
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