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Parmalat: i piani di Bondi per il 9 aprile
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Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) in calo dopo il bel rialzo messo a segno nella scorsa seduta. Domani presso il Tribunale di Parma si aprira' il processo per il crack del gruppo agroalimentare: si tratta di un procedimento di dimensioni gigantesche (56 imputati e oltre 34mila testimoni) che ha gia' innestato polemiche a causa dei grossi problemi che creera' al lavoro della Procura della citta'
emiliana.
Se però l'udienza di domani riguarda il passato, anche il futuro gestionale della nuova Parmalat non appare scevro da incertezze. Il prossimo 9 aprile si terra' l'assemblea dei soci con all'ordine del giorno il rinnovo del consiglio di amministrazione. Enrico Bondi, amministratore delegato del gruppo di Collecchio, starebbe cercando, insieme all'advisor Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) , di compattare un fronte composto da una trentina di fondi per puntare alla riconferma in toto del board uscente. L'operazione non appare semplice in quanto i fondi vorrebbero avere voce in capitolo nella composizione del cda, mentre Bondi appare irremovibile nel voler riproporre gli stessi nomi. Potrebbe quindi prospettarsi un ribaltone e un conseguente allontanamento di Bondi: questa ipotesi sarebbe in particolare caldeggiata da Jp Morgan e Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) . Incerta (e a questo punto forse decisiva) la posizione di Intesa San Paolo. Alla banca italiano potrebbe non dispiacere l'allontanamento del manager che l'ha costretta a staccare un assegno da 400 milioni di euro per chiudere le contese legali, dall'altro lato, però, i grandi risultati conseguiti da Bondi in passato potrebbero rappresentare una garanzia per il futuro dell'azienda emiliana. Bondi intende, infatti, impiegare i 900 milioni di euro in cassa per avviare acquisizioni da 1.5 miliardi. Questo progetto potrebbe, dunque, "incontrare" gli interessi della banca guidata da Corrado Passera che vanta crediti consistenti nei confronti del gruppo Granarolo, attualmente in difficolta'.
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