|
Monte dei Paschi di Siena: strategie difficili in un mercato piccolo
|
|
Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena continua a perdere valore in Borsa e il titolo oggi accumula un ribasso superiore al punto percentuale. Dopodomani si riunisce il consiglio di amministrazione che dovrà approvare i dati del primo trimestre del 2008 e oggi è l'ultimo giorno di negoziazione dei diritti sulle azioni di Mps connessi all'aumento di capitale da 5 miliardi di
euro.
Si tratta di una delle operazioni che accompagnano la discussa acquisizione di Antonveneta intorno alla quale si annodano tutte le strategie e le operazioni rilevanti del gruppo senese in questo periodo. Solo pochi giorni fa (il 7 maggio) l'Antitrust ha comunicato le sue condizioni per il via libera alla fusione che renderà il gruppo guidato da Giuseppe Mussari la terza banca d'Italia. Sul piatto delle cessioni necessarie per la salvaguardia della concorrenza l'Authority ha messo la cessione di 110-125 sportelli. La maggior parte sono in Toscana, ma ce n'è anche a Mantova, Biella, Vercelli e Perugia. Soprattutto la Toscana è la regione dove il gruppo rischiava di essere troppo forte. Comunque per questi sportelli si sarebbero già fatti avanti, secondo indiscrezioni, Ubi Banca, Banca Popolare, Banca Etruria e Cassa di risparmio di San Miniato. Difficile dire quali saranno gli assetti futuri del gruppo in Toscana vista la forte concorrenza di Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) e delle banche locali. Probabilmente però i prezzi della cessione di questi sportelli saranno inferiori ai record del passato, visto che le ultime cessioni di Unicredit non ha mantenuto gli stessi multipli per sportello (d'altra parte non tutte le regioni e non tutti gli sportelli sono ugualmente redditizi). Mps dovrà comunque rinunciare anche ad altre cose e in particolare all'alleanza assicurativa con Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) , la compagnia bolognese con cui la banca senese ha una partnership in Quadrifoglio Vita e con cui i rapporti sembrano essere destinati ad essere tormentati almeno dal tempo della fallita scalata alla Bnl. Nonostante le affinità di colore politico, le strade dei due gruppi sono parallele, ma ben distinte. Se, infatti, entrambi i gruppi fanno riferimento alle dorsali appenniniche tradizionalmente vicine al centrosinistra (da Livorno a Rimini con nuove propaggini in Veneto) i percorsi dell'universo finanziario da molti definito come un inscindibile binomio Ds-Coop rosse si dimostrano in realtà pieni di dissidi interni anche strategici non indifferenti. Di certo l'alleanza con i francesi di Axa (Parigi: FR0000120628 - notizie) tracciata a Siena era destinata già nel progetto originale a creare nuovi rapporti di bancassurance estranei ai disegni di Unipol. D'altra parte nell'asfittico mondo bancario italiano gli incontri sono continui. L'Antitrust con un consiglio che potrebbe avere risvolti più generali in tutto il mondo del credito nazionale ha infatti "suggerito" anche di evitare che nel consiglio di amministrazione di Mps non ci siano amministratori di altre banche. Romain Zaleski a questo punto dovrà scegliere tra Ubi ed Mps e, visto che il finanziere franco-polacco è da sempre accostato al nome del numero uno di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, viene naturale pensare che queste partite le giocano davvero in pochi. Se poi si pensa anche che Mps ha dovuto cedere le azioni di Generali che a sua volta è controllata da Unicredit, ma ha anche un pacchetto importante di Intesa Sanpaolo, ci si rende conto che forse sarebbe davvero il caso che si iniziasse a crescere all'estero. Unicredit l'ha già fatto, Generali pure, adesso forse tocca a Mps e a Intesa Sanpaolo.
Per ulteriori informazioni visita Finanzablog.it |
|