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Martedì 13 Maggio 2008, 9:05

Una correzione potrebbe solo giovare ai mercati. Le previsioni per l'estate sono incoraggianti

Di Alberto Susic

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Di seguito riportiamo l'intervista su una breve panoramica dello scenario globale dei mercati, sull'indice S&P/Mib e su alcuni titoli interessanti a Piazza Affari, con domande rivolte a Valerio Peracchi, Analista tecnico e Socio Ordinario Siat.

Segnaliamo il recente successo editoriale di

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Valerio Peracchi sarà disponibile per tutti all' all' ITF di Rimini e impegnato venerdì 16 maggio alle ore 11.30, in un'esauriente esposizione su un'approfondita ricerca evolutiva nel campo delle Candele Giapponesi (compiuta col collega SIAT Roberto Capuzzi), evoluzione di quanto già contenuto nel testo.


Il recupero dei mercati azionari ha incontrato una battuta d'arresto nell'ultima settimana, con un primo ritorno verso il basso delle quotazioni. C'è il rischio di flessioni più significative o gli indici riprenderanno la via dei guadagni nel breve?

Guardi, sarò franco, schietto e diretto come solito.
Ormai i suoi lettori dovrebbero conoscermi e spero vogliano accettare le mie “sferzate di verità”, atteso poi che si possa avere una verità!... Io ci metto la mia “onestà mentale” e questo vorrei fosse davvero chiaro. Ci tengo particolarmente!...
Non le dico neppure di andare a riprendere l'intervista di marzo...
Dirò semplicemente che una correzione – se si mantiene entro questi termini – ci sta tutta e anzi può soltanto giovare ai mercati.
Anche se lo storno dovesse estendersi ancora un 3-4% (ipotesi che mi sembra peraltro lontana) nulla muterebbe nel quadro tecnico di medio periodo e nel panorama mondiale dei mercati più rappresentativi e più seguiti, tralasciando economie emergenti come Brasile e Russia che hanno le borse sui rispettivi massimi di sempre e che – con tanta probabilità – continueranno a farne.
Non dimentichiamo che il nostro S&P/Mib è ripartito da quota 30.000 circa dalla seconda metà di marzo e, in un mese e mezzo, ha toccato i 34.600 punti con un recupero dunque di circa un 15%.
Non dimentichiamo neppure che l'area 34.500/34.800 rappresenta poi una forte, fortissima, zona di resistenze tecniche.
Se l'indice l'avesse superata con il “fiato corto” (arrivandovi da lontano) sarebbe stato sicuramente peggio e avrebbe dunque maggiormente prestato il fianco alle prime notizie negative o a segnali di stanchezza e rallentamento proveniente da altri fronti, con il rischio perciò di una “falsa rottura” ossia la classica bull trap.
Invece così il movimento risulta più composto e “regolare”.
In fondo, quanti avrebbero scommesso di rivedere così presto l'indice a un soffio da quota 35.000, col pessimismo imperversante e smisurato che si respirava in quel periodo di fine marzo?

Si parlava, allora, di un secondo '29, di fine del mondo, poi i fatti hanno ridimensionato un po' tutto.
L'Italia certo ha sofferto molto più che altre piazze e i massimi di un anno fa, oltre i 44.000 punti, sono ancora ben lontani: da qui (34.000 circa) si dovrebbe fare un 30% per tornarvi, quando alla Germania servirebbe “solo” un 15% e all'America poco più di un 10%, naturalmente per rivedere i vecchi massimi, ante crisi sub-prime.
In ogni caso, non si deve passare mai da un eccesso all'altro. Entrambi sono nocivi e conducono soltanto a panico o a folle esaltazione.
Il quadro, in conclusione, non mi sembra così nero, anche se le preoccupazioni non devono lasciare spazio a una “troppo veloce euforia leggera”.
C'è Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) che è uscita con una previsione per il petrolio tra 150 e 200$.
Eppure gli Energy sembrano brillare meno rispetto al passato… e invece chi si è svegliato quasi a sorpresa?
Il dollaro!... dollaro che pare – e rimarco il “pare” – avviato nuovamente sotto gli 1,50, anche se subito lì, a 1,49, ci saranno le vere barriere e solo quel livello ci “parlerà” della forza o meno della divisa americana.
Insomma, la confusione c'è ancora e le tensioni anche, ma la borsa muove sempre in anticipo e adesso ci sta offrendo lo scenario economico che troveremo probabilmente a fine anno.
E così muovendosi i mercati, devo credere che potrà essere meno funereo di adesso e forse il petrolio i 200$ non li vedrà mai…o non così presto!
Le assicuro che 126$ è un fortissimo livello tecnico di Fibonacci che farà da forte resistenza.


Guardando in particolare al mercato domestico, come valuta l'attuale impostazione dell'indice S&P/Mib? Quali sono i livelli chiave che vanno seguiti con attenzione ora e quali sono le sue previsioni per le prossime settimane?

Anche per i suoi lettori è consigliabile (per il loro stesso bene) di mantenere i piedi bene per terra e l'occhio sempre vigile, tuttavia si può guardare ai mesi estivi con un discreto ottimismo.
Personalmente non mi aspetto davvero grosse discese, come del resto non mi attendo grandissime performance verso l'alto, perlomeno finché si viaggerà con uno S&P/Mib sotto quota 35.750.
Alcuni titoli saliranno, alternando fasi di debolezza e qui ci vorrà davvero molta pazienza nell'attendere il raggiungimento dei target.
La pazienza in questa fase sarà l'arma vincente dei pochi (ma se lo dico magari qualcuno che si aggiungerà a questi pochi ci sarà) che sapranno dosarla con tanto giudizio!
La fascia di oscillazione che si prospetta, qualora superassimo il livello tecnico di 34.620 punti è contenuta proprio tra questo valore e il 35.750 di cui sopra.
Solo oltre 35.750 punti, si potrà assistere a spinte rialziste più marcate, con eventuali target sui 37.000/37.500 punti.
Per l'indice italiano poi giocherà sempre un ruolo importante la performance del settore Finanziario, al centro ultimamente di rinnovate tensioni.
I titoli bancari e assicurativi pesano nel nostro indice oltre un 40% e come in nessun altro paese.
Comprenderà bene quanto sia “influenzabile” dunque la performance di un mercato così costituito.
Infine, per converso, solo discese sotto la fascia dei 32.800/32.300 punti porterebbero nuovamente “perturbazioni” all'attuale situazione di mercato.

Ma il recupero avviato dai mercati dalla seconda metà del mese di marzo è da leggere a suo avviso come un semplice rimbalzo tecnico o si può iniziare a vedere qualcosa di più? E' ancora presto per parlare di un'inversione di tendenza?

La domanda è davvero difficile, per come è posta!
Si suppone allora che siamo in un conclamato bear market (ed è “parzialmente molto falso”), ma al tempo stesso mi fa piacere che sia così.
Questo riflette ancora il sentiment che si respira!
Qui allora il discorso sarebbe molto più complesso e anche molto noioso per il pubblico.
Bisognerebbe spingersi a capire quale fascia temporale si vuol prendere in considerazione.
“Fingiamo” una cosa per massima semplicità e vedrà che la risposta gliela ho fornita già prima, seppure in parte.
Nel panorama mondiale, almeno, non c'è granché da “invertire” e se l'Italia recupera – come dicevo – la fascia di prezzi compresa tra i 35.000 e i 36.000 punti, anche qui si potrà affermare che non sia “successo nulla”.
I mercati, questo sì, hanno attraversato un grossissimo periodo di difficoltà, ma era già successo in pieno great bull market di fine secolo.
Nel 1997 e in particolare nel 1998, vi furono due crisi analoghe.
Lei ricorda quanto perse il mercato italiano tra il luglio e l'ottobre del 1998?

Non di preciso… mi aiuti Lei…

Certo e volentieri… ma sa perché le “serve aiuto”?
Per sua fortuna!… perché è troppo giovane e non “attempato” come il sottoscritto!
E si scorda sempre e comunque il passato.
A volte è un errore che commetto io per primo, nonostante lo vada ripetendo agli altri!
Venendo a noi, in tre/quattro mesi il Mib30 (non c'era allora lo S&P/Mib) passò dai 39.000 ai 24.000 punti, lasciando sul terreno quasi un 40%, eppure soltanto un anno e mezzo dopo era ai massimi storici e assoluti di 51.000 punti.
D'accordo, la situazione economica era diversa, vi era un crescente ottimismo, ma in quei tre mesi ce lo eravamo scordato tutti e si pensava che lo sconquasso russo potesse avere ripercussioni sull'economia di tutto il pianeta.
Ora c'è stata una crisi grave (del tutto risolta?), che ha coinvolto la prima economia (ma lo è ancora davvero?) mondiale e dunque i timori appaiono più fondati di allora.

Data dunque l'attuale situazione dei mercati, dove si possono cogliere in questo momento le migliori opportunità di investimento? Quali i temi più interessanti in questa fase?

Parrà strano a dirsi, ma mi sembra che il comparto tecnologico stia “girando” un po' dappertutto.
Certamente le migliori opportunità in questo settore le offre la piazza statunitense, ma anche in Europa si trovano alcuni temi interessanti a cominciare dalla vecchia e cara STMicro.
Se terrà la fascia di prezzi 7,50/7,80€, il primo obiettivo è in area 8,75€, ma in un periodo più lungo potrebbe fare molto meglio.
Anche Infineon (Xetra: 623100 - notizie) , in Germania, ha addirittura fatto troppo. Però, su un primo storno, direi che il titolo ha ancora spazi di crescita.
In questo momento e con l'attuale quadro tecnico, lascerei da parte la sola Nokia (Xetra: 870737 - notizie) che peraltro avevo caldeggiato lo scorso anno.
Chi vuole puntare sulla piazza americana può scegliere tra Broadcom (NASDAQ: BRCM - notizie) (BRCM), Analog Devices (NYSE: ADI - notizie) (ADI) e Research in Motion (RIMM), facendo ovviamente attenzione a utilizzare le stop-loss, nel caso sul mercato cambiasse il vento e prestando anche estrema attenzione alle date trimestrali di comunicazioni degli utili (ADI, per esempio, lo farà proprio in questi giorni).

Per chi invece ha liquidità in Sterline inglesi, Marks&Spencer (MKS (MKX.TO - notizie) ), un colosso della grande distribuzione, mi pare avere ottime prospettive di recupero, sempre e naturalmente dal punto di vista tecnico.
Questo, comunque e soltanto, per farle alcuni nomi.


Quali sono le storie di Piazza Affari degne di interesse in questo momento? Su quali titoli consiglierebbe di puntare l'attenzione ora?

Per il momento sul nostro mercato non farei ancora scelte di titoli a grossissima capitalizzazione (quali Generali, Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , Intesa (Milano: ISP.MI - notizie) -SanPaolo o ENI (Milano: ENI.MI - notizie) , preferendo ancora Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) a quest'ultima) e soprattutto punterei su una diversificazione settoriale abbastanza forte, proprio per le cause di cui si discuteva prima, vale a dire, sovrappeso di Finanziari nell'indice e possibile maggior volatilità sul settore.

I bancari italiani in particolare hanno rimbalzato molto bene e raggiunto già, prima di altri, i loro obiettivi di breve/medio periodo.
In parole povere, se si sbagliano le scelte si rischia di vedere il mercato salire e di non guadagnare.
Fatto che non deve accadere e una corretta diversificazione può evitarlo.

Dunque seguirei attentamente, oltre la già citata STM:

Bulgari (Milano: BUL.MI - notizie) che ha un bellissimo minimo arrotondato e resistenza solo a 8,20€, con un supporto vicinissimo a 8,05€. Poi sino a 9,30€ circa la strada è sgombra;

ancora Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) se fa un piccolo ritorno sui 16,80€ o rompe con decisione e volumi i 17,85€. Qui si può utilizzare una stop-loss a 16,30€;

uno sguardo si potrebbe dare anche al settore telefonico, con una Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che sembra stia risvegliandosi dal “lungo sonno” e se supera gli 1,39/1,40€ diventa davvero appetibile, magari solo nel breve, ma arrivasse a € 1,50, un investitore può decidere di liquidare la posizione a metà, lasciando correre il guadagno sull'altra metà;

Tra i Finanziari dello S&P/Mib, Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) è ancora interessante, ma prima attenderei il completamento della piccola correzione in area 1,95/2,05€.
Tra i titoli a media capitalizzazione, invece seguirei Edison (Milano: EDN.MI - notizie) , attualmente sugli 1,60€ circa con target di medio periodo in area 1,90€ e stop-loss a 1,51.

Beh direi che per oggi può bastare.

Devo mettermi ancora al lavoro per ultimare la presentazione di Rimini, dove ci incontreremo anche… dico bene?

Sì certamente! E sarà un piacere!

Reciproco direi!
Allora l'arrivederci solito è un “a prestissimo” e spero di poterlo dire anche a molti dei suoi lettori, ai quali per ora auguro un buon e proficuo trading.



*analisi realizzata da Valerio Peracchi, analista tecnico e socio ordinario Siat.

Disclaimer: i pareri e le conclusioni presenti in questo testo sono dell'intervistato e non sono attribuibili ad altri soggetti.





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