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Martedì 13 Maggio 2008, 12:36
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Risultati consolidati I primi nove mesi dell'esercizio saldano con un utile netto di 784,4 milioni (+10,4%, da 710,4 milioni) che conferma, seppur in decelerazione, il trend di crescita espresso dalla semestrale, in uno scenario di forte criticità dei mercati finanziari e di progressivo deterioramento congiunturale. I ricavi salgono del 12,6% (da 1.147,7 a 1.292,6 milioni) beneficiando dell'apporto di tutte le voci, ad eccezione degli utili da trading scesi da 88,4 a 72,2 milioni (76,1 milioni al 31 dicembre scorso). In particolare: - il margine di interesse aumenta dell'11,4% (da 493,6 a 549,9 milioni) trainato dall'attività di corporate banking (+27%) che beneficia dei crescenti volumi di raccolta (+23%) e di impieghi (+33%) rispetto al marzo dello scorso anno; il margine dei retail financial services è in lieve crescita (+3%), scontando l'aumento del costo della provvista; - le commissioni ed altri proventi crescono del 15% (da 268,9 a 309,3 milioni) per l'apporto positivo delle attività di banca d'impresa; - gli utili da partecipazioni valutate al patrimonio netto registrano un incremento del 17,8% (da 293,6 a 345,8 milioni), riflettendo il positivo andamento di Assicurazioni Generali (Milano: G.MI - notizie) e RCS MediaGroup. I costi mostrano una crescita di quasi il 30% (da 289,1 a 375,3 milioni) – in linea con il trend del primo semestre – per l'ampliamento dell'operatività di banca d'impresa (apertura filiale di Francoforte, Madrid e Londra) e retail (apertura di 13 filiali e avvio operatività di CheBanca!): al netto di tali costi (circa 35 milioni) l'incremento si riduce al 18%. Le rettifiche di valore su crediti crescono da 116,8 a 138,4 milioni e riguardano per 128,1 milioni (115,2 milioni) i retail financial services (dove il loro sviluppo è in linea con quello del portafoglio impieghi) e per 10 milioni (invariati rispetto allo scorso dicembre) accantonamenti forfetari sul portafoglio corporate di Mediobanca che permane interamente in bonis. Stabili gli utili da realizzo di titoli (173,8 milioni contro 174,4 milioni) riferibili principalmente alle cessioni effettuate nella prima parte dell'esercizio. Quanto alle aree di affari, segnano utili netti in crescita l'equity investment portfolio (+28,8%, da 261,4 a 336,6 milioni), il wholesale banking (+5,8%, da 353,1 a 373,7 milioni) ed il private banking (+8,2%, da 39,1 a 42,3 milioni). I retail financial services flettono da 63 a 36,7 milioni, sostanzialmente per i già riferiti costi di sviluppo del progetto retail banking. Tra gli aggregati patrimoniali, si segnalano nel trimestre l'ulteriore crescita degli impieghi a clientela, da 29,7 a 30,2 miliardi (24,2 miliardi al 31 marzo 2007), della provvista, da 36,4 a 40,2 miliardi (33,5 miliardi) e degli impieghi netti di tesoreria, da 6,8 a 9,8 miliardi (8,4 miliardi) mentre scendono i titoli disponibili per la vendita, da 4,5 a 4,3 miliardi (5,6 miliardi), le cui valorizzazioni risentono della riduzione dei corsi di borsa (l'adeguamento “patrimoniale” al fair value del trimestre è negativo per circa 290 milioni). I primi nove mesi saldano con un utile netto di 373,7 milioni, in aumento rispetto ai 353,1 milioni dello scorso anno malgrado il minor apporto dell'attività di trading (da 79,6 a 66,7 milioni) e gli accantonamenti su crediti in bonis, invariati rispetto a dicembre (10 milioni). Il risultato della gestione ordinaria mostra un lieve incremento (da 314,7 a 322,8 milioni) e riflette il positivo andamento dell'attività di lending, advisory e capital market che ha determinato un aumento del margine di interesse del 26,8% (da 145,4 a 184,4 milioni) e delle commissioni ed altri proventi del 14,1% (da 204 a 232,7 milioni); i dividendi su azioni disponibili per la vendita (15,4 milioni) più che compensano le perdite rivenienti dall'equity method (10,4 milioni), principalmente attribuibili alla partecipazione detenuta in Burgo. L'aumento dei costi (+34,8%, da 123,1 a 166 milioni), riflette il rafforzamento della struttura (93 collaboratori in più rispetto allo scorso anno) e il potenziamento della presenza estera. Gli utili su cessioni di titoli per 173,2 milioni (165,9 milioni) e le svalutazioni (impairment) su investimenti non quotati per 4,2 milioni restano sostanzialmente quelli del primo semestre. Gli aggregati patrimoniali mostrano nei tre mesi una crescita dell'1,2% degli impieghi a clientela (da 18.268,3 a 18.479,2 milioni), del 12,1% della provvista (da 28.784,1 a 32.280,4 milioni) e di oltre il 40% degli impieghi netti di tesoreria (da 5.797 a 8.327,3 milioni). Diminuisce il portafoglio titoli disponibili per la vendita (da 3.911,1 a 3.639 milioni) che sconta il generalizzato calo dei corsi di borsa. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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