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Mercoledì 13 Maggio 2009, 18:25

Unicredit affonda nel giorno della trimestrale. Il commento degli analisti

Di Alberto Susic

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In una giornata segnata da copiose vendite a Piazza Affari, che ha registrato la peggiore performance in Europa, come era inevitabile che accadesse i titoli più penalizzati sono stati i finanziari e in particolare i bancari. Tra questi segnaliamo la negativa performance di Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che ha occupato una delle ultime posizioni del paniere delle blue chips. Il titolo infatti, dopo un avvio in progresso che lo ha portato a segnare un guadagno di oltre due punti, con un massimo a 2,165 euro, ha cambiato direzione di marcia. Nel corso della seduta le vendite hanno preso il sopravvento, costringendo le azioni dell'istituto di Piazza Cordusio a chiudere gli scambi a 1,946 euro, con una perdita del 7,66%, dopo un minimo toccato ancora più in basso a 1,91 euro. Vivaci i volumi di scambio che hanno visto passare di mano a fine giornata quasi 283 milioni di titoli.

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La flessione odierna è da giustificare alla luce delle forti vendite che hanno colpito il mercato e in particolari i titoli del settore bancario. Non dimentichiamo che dal minimo segnato nell'intraday del marzo a 0,75 euro, Unicredit si è spinto lunedì scorso fino a quota 2,25 euro, con un rally del 200% in sole nove settimane.
Una correzione era nell'aria e di fatto la stessa è stata favorita non solo dalla negativa intonazione del comparto, ma anche dalla violazione del livello tecnico dei 2 euro. A catalizzare l'attenzione sul titolo quest'oggi ha contribuito anche la presentazione dei risultati del primo trimestre di quest'anno, diffusi ancor prima dell'avvio degli scambi a Piazza Affari.
Nel periodo in esame, il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha conseguito un utile netto di 447 milioni di euro, in forte calo rispetto agli 1,063 miliardi dei primi tre mesi del 2008. A livello ante imposte però il dato si è attestato a 992 milioni, in salita di oltre un miliardo rispetto all'ultimo trimestre dello scorso anno. Il risultato di gestione è salito da 2,311 a 2,74 miliardi di euro, mentre il margine di intermediazione è cresciuto dell'1,8% a 6,562 miliardi, principalmente per effetto del recupero del risultato netto di intermediazione, copertura e fair value, che bilancia l'andamento sfavorevole di alcune valute.
Da segnalare inoltre che i crediti deteriorati lordi a fine marzo sono pari a 44,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 41,8 miliardi della fine del 2008. Tale differenza è dovuta ad un ulteriore incremento degli incagli ed in genere delle categorie a minore severita', che riflettono una situazione di rallentamento macroeconomico.
Inoltre, i costi operativi sono scesi del 2,8%, mentre le spese per il personale sono calate del 4,2% a 2,296 miliardi di euro. Secondo quanto argomentato nelle sale operative da alcuni analisti, i numeri di Unicredit si sono rivelati migliori delle attese e il dato più sorprendente è stato proprio quello riferito al notevole taglio dei costi.
In merito a questi ultimi, il numero uno Alessandro Profumo, nel corso della conference call di questa mattina, ha fatto sapere che non vengono fornite guidance. Il processo è ancora in corso e il management è tutt'ora impegnato a lavorare sul taglio dei costi, mentre per le novità relative alla payout policy bisognerà attendere la fine dell'anno, quando sarà definita dal Cda. Profumo ha anticipato che la politica dei dividendi sarà legata alla posizione patrimoniale che si avrà a quella data, quando si valuterà appunto la posizione di capitale.
Commentando i risultati dei primi tre mesi dell'anno, gli analisti di WestLB hanno parlato di un utile netto in linea con le loro attese e con il consensus. Anche l'utile operativo ha rispettato le previsioni, mentre ha sorpreso in positivo la riduzione dei costi. Nonostante ciò il broker ha deciso di confermare la sua strategia sul titolo, reiterando la raccomandazione “neutral”, dal momento che i risultati trimestrali non offrono comunque gli spunti per essere maggiormente positivi sul titolo.
Diversa (DVSA - notizie) invece l'indicazione che arriva dai colleghi di Centrosim che invitano all'acquisizione con un rating “buy” e un prezzo obiettivo in revisione. Gli analisti fanno sapere che i conti del gruppo sono stati nel complesso in linea con le attese, ma l'accento viene posto sulla nota molto positiva dell'ottimo controllo dei costi operativi, quale conferma degli impegni presi dal management qualche trimestre fa.


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