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Sabato 14 Giugno 2008, 0:00
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C'è chi lo fa su internet, chi nei punti vendita, con gradi diversi di collaborazione da parte del cliente, ma è comunque considerato il terzo trend più importante dai marketing manager, con il 36% delle preferenze, secondo i dati presentati al workshop dedicato all'argomento e organizzato ieri a Milano da Value Lab (Società di consulenza di management e It) in collaborazione con Asset.Esempi? La personalizzazione dei prodotti è già molto diffusa nel settore dell'automotive, con la possibilità di scegliere colori e accessori. Altro ambito fertile per la customization mass è quello dell'arredamento componibile: nato inizialmente per facilitare i rapporti tra fornitori e negozi, l'arredamento "a moduli" è poi divenuto all'ordine del giorno per molti produttori di mobili. Divani&Divani by Natuzzi, per citarne uno, dà l'opportunità sul proprio sul sito di comporre il divano.Possibilità, quella di visualizzare attraverso le simulazioni digitali su web, che di certo amplia le frontiere di questo approccio e che va forte nel campo dell'abbigliamento, degli accessori e delle calzature: attraverso il portale di Louis Vuitton si possono apporre le proprie iniziali sugli accessori della maison e Nike e Kickers consentono di visualizzare le scarpe secondo le opzioni di modello e colore scelte dall'utente. L'interfaccia con cui l'azienda si relaziona con il cliente nel processo di personalizzazione è peraltro una delle questioni più spinose. La tendenza è quella di affidarsi al configuratore web, cioè un sistema che consente al cliente di personalizzare direttamente l'oggetto desiderato sul sito, "con il vantaggio di costi più bassi e di allargare le possibilità d'interazione a tutti i luoghi e momenti e di fornire un feedback immediato al cliente, oltre che all'azienda", spiega Marco Santambrogio, managing director di Value Lab, "ma c'è però anche chi preferisce che l'interazione tra il cliente e l'oggetto sia mediata da terzi, per esempio dal venditore".Altra tendenza che sta emergendo, analogamente a ciò che accade nel mondo della comunicazione in generale, è un modello che punta sempre più sul coinvolgimento del consumatore, che si trova a collaborare attivamente e in prima persona nel processo, come nel caso delle borse di Muji o Fendi, dotate di un kit per decorarle nel negozio o fuori.La personalizzazione dei prodotti entra dunque a pieno titolo nelle strategie di marketing delle aziende perché presenta indubbi vantaggi, tra cui fornire più alternative di acquisto, ridurre il rischio di offrire prodotti che nessuno compra e avere più informazioni sulle preferenze dei clienti. Ma ci sono anche i punti critici, come l'impossibilità di mostrare e far testare il prodotto prima dell'acquisto e il potenziale incremento del costo dell'assistenza al cliente durante il processo di personalizzazione, da parte dell'azienda e dei partner distributivi. Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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