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Venerdì 13 Giugno 2008, 17:36

Inflazione: e' Allarme In Usa e Europa, Rischi Per Crescita

Agenzia ASCA

(ASCA) - Roma, 13 giu - E' allarme oramai in Europa e negli Stati Uniti per la ripresa della pressione inflazionistica, spinta in avanti dal rallye dei prezzi del petrolio. I dati diffusi oggi per l'Italia e gli Stati Uniti confermano infatti lo scenario piu' pessimistico. Per il nostro paese, l'inflazione a maggio e' balzata in avanti del 3,6% ai massimi dal 1996, mentre negli Stati Uniti, a maggio, i prezzi mostrano una crescita congiunturale dell0 0,6%, sopra le attese degli analisti, a causa del forte incremento dei prezzi del petrolio cresciuti del 4,4%. Con l'inflazione a questi livelli appare oramai scontato un prossimo rialzo dei tassi d'interesse sia negli Usa che in Europa, come preannunciato gia' nei giorni scorsi dal presidente della Fed, Ben Bernanke e dal governatore della Bce, Axel Weber. Alzare il costo del denaro, con ancora in atto la crisi dei mercati finanziari, significa pero' porre nuovi ostacoli alla crescita gia' indebolita dalla crescita dei prezzi del petrolio. ''Gli utili dati dell'inflazione Usa non sono troppo cattivi, malgrado il panico prodotto dalla Fed circa un prossimo rialzo dei tassi - commenta un analista - ma ci sono comunque poche buone notizie''. Per l'analista, poi, il prezzo del petrolio rimarra' su livelli vicini ai record storici, mentre l'inflazione restera' a livelli poco confortanti fino alla fine dell'anno, con un riflesso negativo sulla spesa per consumi, una delle maggiori voci che compone la crescita del prodotto interno lordo. Un allarme specifico e' stato lanciato dal G8 dei ministri finanziari che dal Giappone avvertono che l'alto prezzo del petrolio e degli alimentari pongono a serio rischio la crescita economica mondiale. I ministri finanziari del G8 aggiungono che proseguiranno a vigilare per mettere in atto azioni collettive o individuali idonee ad assicurare la stabilita' dei prezzi. Lo scenario del combinato disposto tra la debolezza della fiducia dei consumatori e l'impennata dell'inflazione favoriscono la crescita del mercato dei bond. Non e' un caso infatti che i Bot annuali mostrano un rendimento lordo del 4,58%, il top dal dicembre del 2000. Per gli operatori, si tratta di rendimenti che iniziano a tornare competitivi con i dividendi offerti dalla societa' quotate in Borsa, anche alla luce dell'attesa frenata dell'utile per azione conseguente al rallentamento del ciclo economico. L'aumento dei tassi di interesse e dei rendimenti risulta particolarmente forte sulle scadenze brevi. La curva dei rendimenti appare piuttosto piatta, investire a 10 anni in Btp rende il 5,12%, appena 0,54% in piu' dei Bot annuali. Un chiaro segnale che il mercato sconta aspettative di inflazione ancora sostenuta. Se poi la curva dovesse invertirsi, con i rendimenti a breve superiori a quelli a lungo, allora prevarrebbero aspettative di stagflazione, bassa crescita e alti prezzi al consumo. In questo caso l'appeal per i Bot sarebbe totale, tornerebbero una valida assicurazione contro la perdita del potere d'acquisto. Uno scenario che ricorda i primi anni '80. Lo scenario resta confermato anche nel resto d'Europa: in Germania i bond al 4,25% a scadenza al 2018 fanno registrare uno yeld al 4,61%, mentre in Francia i titoli di stato al 4%, stessa scadenza al 2018 mostrano uno yeld al 4,81%. Per quanto riguarda l'inflazione in Italia, gli analisti stimano che restera' sui livelli attuali fino alla fine dell'anno. ''Sicuramente - spiega Marco Valli di Unicredit (Milano:

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UCG.MI - notizie) - l'accelerazione dei prezzi e' alle spalle, ma il livello raggiunto verra' mantenuto per tutto il 2008. L'inflazione si manterra' cosi' relativamente stabile anche nei prossimi mesi a causa della crescita di voci come l'alimentare e l'energia''. Un ''timido rientro - prosegue Valli - potrebbe essere registrato a giugno, ma il livello dell'inflazione non scendera' sotto la soglia del 3,5%. Da questo livello, comunque, nei prossimi mesi non si rientrera'''. Dello stesso avviso anche Giada Giani di Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) che ritiene ''i mesi estivi molto 'vivaci' per i prezzi al consumo''. Nei prossimi mesi, infatti - spiega la Giani -, ''l'inflazione restera' presumibilmente intorno ai livelli di maggio, per poi scendere leggermente verso fine anno ed attestarsi intorno al 3% nella media del 2008''. Per l'economista a condizionare l'andamento dei prezzi saranno ancora ''le tariffe energetiche, alimentari e del gas'', oltre al petrolio che - dice - ''sembra confermare il livello massimo con il brent a 135 dollari al barile''. Per questo le aspettative sono per un ''rialzo dei beni finali di consumo''.

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