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Mercoledì 14 Ottobre 2009, 0:00
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Si chiude, così, la polemica accesa da Adusbef e Federconsumatori che sempre ieri avevano denunciato il «gravissimo atto del governo», vale a dire la scomparsa dal Cud 2010 della voce che dà possibilità ai contribuenti di scegliere a chi destinare il 5 per mille. Ma procediamo con ordine. Il cinque per mille Il «cinque per mille» rappresenta una quota delle tasse (Irpef) pagate dai contribuenti (appunto il 5 per mille) che può essere destinata, in base ad una libera scelta dei contribuenti stessi, a diverse finalità tra cui sostegno del volontariato; finanziamento della ricerca scientifica, universitaria, sanitaria; sostegno di altre attività sociali, comprese quelle sportive. Finora, questa possibilità è stata prevista di anno in anno, e da ultimo (con riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate quest'anno in relazione al periodo d'imposta 2008) è stata prorogata con il dl n. 112/2008. La bozza di Cud Nella bozza di Cud 2010, disponibile sul sito internet dell'agenzia delle entrate dal 6 ottobre scorso, è emerso tra le principali novità la scomparsa della scheda per la scelta del 5 per mille (si veda ItaliaOggi del 7 ottobre). Un taglio tecnico, dovuto perché fino ad ora non c'è norma di proroga del cinque per mille per il corrente anno (né un progetto per rendere strutturale l'agevolazione come più volte lasciato intendere dal governo). L'assenza sul Cud ha allertato Federconsumatori e Adusbef: «mentre il terzo settore aspetta ancora le erogazioni del cinque per mille per gli anni 2007 e 2008», si legge nel comunicato stampa, «la finanziaria cancella perfino dal Cud un formidabile strumento di solidarietà e sussidiarietà per finanziare i comuni, la ricerca, il volontariato». Qualcosa che ammonta, secondo le due associazioni «a 524 milioni di euro tenendo conto che il 61% dei contribuenti aveva fatto in precedenza tale scelta» (somma probabilmente sopravvalutata, se si considera che il gettito Irpef dell'anno prossimo sarà sensibilmente ridotto per effetto della crisi economica). A rasserenare gli animi è arrivato, in tarda serata di ieri, il comunicato stampa dell'agenzia delle entrate, dove si precisa che «la bozza di Cud 2010, pubblicata sul sito internet non contiene, per ora, il riquadro per la scelta del 5 per mille solo perché, data la struttura della legge finanziaria, si è in attesa della proroga che sarà disposta, come di norma, per emendamento». «In specie», conclude il comunicato, «come dichiarato dal ministro dell'economica e delle finanze, prof. Giulio Tremonti, i fondi dello scudo fiscale saranno destinati innanzitutto a finanziare proprio il cinque per mille». Partita chiusa, dunque. |
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