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Mercoledì 14 Ottobre 2009, 0:00

Infrastrutture, Finanziaria avara

Di di Marco Solaia

Italia Oggi

Continua il calo degli appalti di progettazione e nonostante gli stanziamenti del governo annunciati per i lavori pubblici di fatto nella Finanziaria 2010 non ci sono fondi per l'Anas e per le opere strategiche previste dalla legge obiettivo. La situazione è grave, come ha denunciato, di nuovo, lunedì, il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, chiedendo al governo provvedimenti urgenti anche contro il fenomeno dei massimi ribassi che stanno danneggiando il mercato oltre che le imprese, e sintomo delle cattive condizioni nelle quali versano le aziende e che minaccia l'occupazione con 250 mila posti a

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rischio.
Il governo dovrà attivarsi, è l'auspicio anche del sindacato, e in questo scenario stasera si terrà l'audizione delle categorie interessate alla commissione bilancio del senato sulla Finanziaria. Intanto, sono in costante flessione i dati sulle gare di progettazione rilevati a settembre 2009, con i primi nove mesi del 2009 in calo del 10% come numero di gare e del 2% in valore rispetto ai primi nove mesi del 2008. É quanto emerge dall'Osservatorio Oice-Informatel che, oltre al calo delle gare di progettazione, mostra però una progressiva crescita degli appalti misti di progettazione e costruzione, come l'appalto integrato in cui si affida il progetto esecutivo all'impresa di costruzioni e, parallelamente, il crollo degli avvisi per sollecitare proposte in project financing. Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: il ribasso medio sul prezzo a base d'asta nelle gare indette nel 2009 è stato del 35,2%, mentre era del 34,8 nelle gare indette nel 2008 (la punta più alta è il 78% di ribasso nell'aggiudicazione di una gara di direzione lavori della Sito spa, società Interporto di Torino).

Anche questo mese le preoccupazioni del presidente dell'Oice, Braccio Oddi Baglioni puntano a sollecitare un intervento pubblico adeguato: «É sempre più necessario un forte intervento per le infrastrutture per salvare il settore dal collasso: occorre sbloccare le grandi opere e permettere alle piccole amministrazioni di investire, completare il quadro normativo, consentire alle strutture imprenditoriali di organizzarsi secondo logiche di accorpamento e fusione, incentivando sia le fusioni, sia la formazione di consorzi stabili, investire nella qualità per meglio proiettarsi nella competizione globale. Tutto ciò», ha continuato Oddi Baglioni, «richiede uno sforzo economico-finanziario da parte sia del settore pubblico, sia dei privati che devono cogliere lo spunto, in questa fase di crisi, per prepararsi a quando arriverà la ripresa economica e degli investimenti. Rimane poi il gravissimo problema dei ribassi nelle gare d'ingegneria: siamo dell'avviso», ha proseguito, «che si debba ridurre normativamente la possibilità di utilizzare il prezzo più basso come criterio di aggiudicazione per le gare di progettazione; non è infatti possibile pensare che prodotti non ripetitivi dell'ingegno siano trattati come servizi di pulizia o forniture di cancelleria. In alternativa suggeriamo di riflettere sulla possibilità di prevedere l'esclusione automatica delle offerte anomale nelle gare di importo inferiore alla soglia comunitaria. Per l'offerta economicamente più vantaggiosa», ha concluso il presidente dell'Oice, «auspichiamo che il regolamento del Codice possa introdurre sistemi che disincentivino i ribassi anomali e che la scelta del progettista avvenga su profili qualitativi e non solo quantitativi».

Tornando ai dati, le gare nell'ultimo mese sono state 314 (di cui 36 sopra soglia) per un importo complessivo di 37,6 milioni di euro (23,5 sopra soglia). Rispetto ad agosto si registra un lieve incremento nel numero (+1,3%) e una consistente flessione in valore del 16,9%. Rispetto a settembre 2008, diminuisce il numero dei bandi del 5,4% (-7,7% sopra soglia e -5,1% sotto soglia), mentre cresce il loro valore del 23,6% (+40,3% sopra soglia e +3,2% sotto soglia), anche se va detto che nel mese di settembre 2008 si erano raggiunti i livelli minimi degli ultimi anni. Nei primi nove mesi 2009 sono state indette 3.063 gare (414 sopra soglia) per un valore di 509,3 milioni di euro (380,8 sopra soglia). Il confronto con i primi nove mesi del 2008 risulta negativo: il numero delle gare si riduce del 10,3% (-1,2% sopra soglia e -11,6% sotto soglia) e il loro valore scende del 2,0% (+2,1% sopra soglia e -12,5% sotto soglia). Le gare rilevate nei primi nove mesi del 2009 per appalto concorso sono state 66, di cui 58 con valore di 456.831.336 euro (nei primi nove mesi del 2008 62 gare, di cui 61 con valore pari a 329.516.490 euro). Disarmanti i dati per il project financing: nei primi nove mesi del 2009 gli avvisi per sollecitare proposte da promotori emessi dalle stazioni appaltanti pubbliche sono stati 37, di cui 26 con valore noto per 143.520.330 euro (nei primi nove mesi del 2008 259 avvisi, di cui 246 con valore noto per 2.376.354.726 euro).

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