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Martedì 13 Ottobre 2009, 10:06

Ripresa in vista? Puntare su alluminio e materie prime

Di Paolo Crociato

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Attualmente la Cina produce e consuma circa il 30% di tutto l'alluminio prodotto nel mondo. E' stata proprio la domanda cinese a far crescere nuovamente i prezzi da marzo di quest'anno. La prima società di cui parliamo oggi potrebbe essere considerata come una sorta di fondo di investimento mirato a questo settore. Prosegue la fase toro sui principali mercati azionari internazionali. Proprio ieri l'indice Dow Jones

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(notizie) ha toccato i suoi massimi annuali, spinto da numerosi indicatori economici che evidenziano un miglioramento della congiuntura.

La diffusione delle trimestrali al 30 settembre è iniziata mercoledì scorso negli Stati Uniti in maniera effervescente, con le prime anticipazioni che sono risultate migliori delle attese degli analisti. Da una prima lettura dei dati, sembra notare una effettiva ripresa della domanda, con le grandi multinazionali che sono state in grado di gestire in maniera ottimale la fase di transizione dai difficili momenti del primo semestre 2009. Le borse avevano già scommesso in anticipo su una possibile uscita dalla recessione, mettendo a segno dai minimi di marzo uno dei maggiori rialzi degli ultimi anni, con l'indice S&P500 a +56%, seguito da tutti i maggiori indici mondiali.

La sensazione di una imminente ripresa, arriva anche da altri indicatori: per la prima volta dopo mesi di stagnazione, l'indice ISM non manifatturiero americano, relativo al mese di settembre, ha evidenziato una fase di espansione, contestualmente ad una diminuzione sensibile della domanda di sussidi di disoccupazione. A questo si aggiunge la decisione della Banca Centrale Australiana, che ha deciso nei giorni scorsi un aumento dei tassi di interesse, passando dal 3% al 3,25%. E' la prima volta che questo accade e il dato evidenzia un cambio di politica monetaria, in vista di una diversa fase di mercato prevista per i prossimi mesi.

Lo stesso governatore della Fed, Ben Bernanke, pur lasciando invariati i tassi a livelli vicini allo zero, ha fatto intendere che il 2010 potrebbe caratterizzarsi come un anno di maggiori restrizioni sul costo del denaro, allo scopo di drenare l'enorme massa di liquidità in circolazione e limitare la possibile ripresa dell'inflazione. Infine ieri, il governo di Singapore ha rivisto al rialzo le stime per l'economia relative al 2009, dopo due trimestri di forte crescita del PIL, contro una precedente attesa di contrazione.

In sintesi, tutti i segnali indicano che la fase positiva per i mercati azionari potrebbe proseguire ancora, con particolare riguardo alle borse dei paesi emergenti, prime fra tutte quelle di Brasile, Russia, India e Cina, che presentano fondamentali ancora interessanti. In una intervista al Telegraph TV, Mark Mobius, gestore di Franklin Templeton (FTF - notizie) , considerato come uno dei maggiori esperti mondiali di paesi emergenti, ha dichiarato: “In un'ottica di cinque anni, il forte rally in atto sui paesi emergenti è destinato a proseguire in maniera sostenuta”. Il gestore ha però messo in guardia:
“Durante il percorso di questo bull market ci saranno comunque correzioni, e queste potranno anche essere violente e forti, ma se pensate che sarete in grado di anticiparle, dimenticatelo perché questi movimenti accadono in maniera molto, molto rapida.”.

Secondo Mobius, l'unico modo per battere la futura volatilità è rimanere sempre investiti e mantenere un'ottica disciplinata di lungo periodo. Concordiamo pienamente con la visione dell'analista, dal momento che questo approccio ha sempre caratterizzato le nostre scelte strategiche per i portafogli. PDS, ovvero Pazienza, Disciplina e Selezione è stato il nostro motto in tutte le costruzioni di investimento.

Investire sulle materie prime per anticipare la ripresa! – Buy degli analisti su alluminio

Gli scenari da noi ipotizzati già da molti mesi si stanno ora concretizzando. La ripresa ci sarà, ma sarà accompagnata da un forte aumento dell'inflazione. Proprio ieri Jim Rogers, il guru delle materie prime, ha rilasciato un'intervista nella quale ipotizza che in un prossimo futuro l'inflazione potrebbe tornare a livelli simili a quelli registrati negli anni 70, con un conseguente forte aumento dei costi di tutte le commodities. Secondo l'analista, l'oro potrebbe presto raddoppiare dai livelli attuali, fino a toccare i 2000 dollari, innescando una volata dei prezzi del petrolio e di tutti i principali metalli. E' chiaro che in uno scenario di questo tipo, è consigliabile aumentare l'esposizione dei portafogli verso le materie prime, investendo in particolare sull'alluminio.

L'andamento di questo metallo è da sempre considerato come una sorta di indicatore di direzione dell'economia, a causa del crescente utilizzo di alluminio a livello globale. Investire nell' alluminio significa avere in mano una potentissima leva sulla crescita economica globale. Come scrive Wikipedia, l'alluminio viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l'economia mondiale, specie per quelle aree come la Cina a crescite più elevate. Componenti strutturali fatti in alluminio sono vitali per l'industria aerospaziale e molto importanti in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie.

L'alluminio è un metallo tenero, leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all'aria e che previene la corrosione. L'alluminio pesa circa un terzo dell'acciaio o del rame, è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente, ha una eccellente resistenza alla corrosione e durata. Inoltre non è magnetico, non fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità e sesto per duttilità. Alcuni dei molti campi in cui viene usato l'alluminio sono:

Trasporti (in quasi ogni tipo di mezzo di trasporto)
Spaziale (struttura aerei e rivestimento per gli specchi dei telescopi)
Imballaggio (lattine, pellicola d'alluminio, ecc.)
Costruzioni (finestre, porte, facciate e rivestimenti di intere costruzioni, ecc.)
Beni di consumo durevoli (elettrodomestici, attrezzi da cucina, ecc.)
Linee di trasmissione elettrica (a causa del suo peso leggero)

La domanda mondiale di alluminio è in costante aumento, grazie anche all'esplosione della domanda proveniente dalla Cina, alle prese con un forte ammodernamento della sua rete di infrastrutture. Attualmente la Cina produce e consuma circa il 30% di tutto l'alluminio prodotto nel mondo. E' stata proprio la domanda cinese a far crescere nuovamente i prezzi da marzo di quest'anno.

La prima società di cui parliamo oggi potrebbe essere considerata come una sorta di fondo di investimento mirato a questo settore. Da tempo è una delle partecipazioni chiave dei nostri modelli ed è stato inserita in portafoglio in aprile del 2005. Con i suoi 63.000 dipendenti e una capitalizzazione di 14 miliardi di dollari, l'azienda è considerata il leader globale dell'alluminio, con miniere proprie di bauxite, la roccia sedimentaria fonte principale per la produzione dell'alluminio, in Australia, Brasile, Guinea, Jamaica, e Suriname. L'azienda ha inoltre una importante join venture in Cina per la produzione di alluminio nel continente asiatico. Nei giorni scorsi, l'azienda è stata al centro dell'attenzione di tutta la comunità globale degli investitori. Mercoledì la società ha comunicato i risultati relativi al terzo trimestre. Come tradizione la sua trimestrale esce sul mercato per prima tra tutte le maggiori società internazionali e i dati si comportano come un effetto volano sulle borse. Questa volta i risultati sono stati superiori alle attese degli analisti e proprio questi dati hanno amplificato il rally che si è esteso a tutti i principali mercati mondiali. Il titolo ha recuperato 11 punti percentuali in sole 4 sedute. Come è possibile che una sola azienda abbia potuto condizionare così fortemente in positivo tutte le borse? La risposta è semplice: l'importanza globale che viene attribuita all'alluminio.

Dal momento che ripresa economica = maggiore domanda di alluminio è prevedibile per questa società un sensibile incremento di utili e fatturati nel medio periodo.
I ricavi del terzo trimestre sono saliti a 4,6 miliardi, in aumento a +9% rispetto al trimestre precedente, ma ciò che ha sorpreso maggiormente è stata la forte capacità dell'azienda a gestire la crisi, ritornando rapidamente all'utile operativo. I dati al 30 settembre indicano infatti un utile di 73 milioni, contro una forte perdita di 454 milioni del secondo trimestre. Nonostante i dati positivi, bisogna però sottolineare che nello stesso periodo del 2008, prima dell'inizio della fase recessiva, l'utile trimestrale era stato pari a 268 milioni. Esistono quindi per il titolo ancora ampi spazi di recupero, prima di ritornare ai valori del 2007-2008. Commentando i risultati, il presidente ha dichiarato:

“Le misure finanziarie ed operative che abbiamo adottato nella prima metà del 2009 stanno ora avendo un positivo effetto sulla nostra posizione di liquidità e sui risultati operativi. Nonostante una sfavorevole situazione dei cambi e una turbolenza nei prezzi energetici, la nostra performance indica che la società è in grado di gestire perfettamente l'attuale fase di incertezza, e si trova in eccellente stato per beneficiare della prossima ripresa economica.”

Il titolo presenta buoni fondamentali, alla luce dei risultati trimestrali. L'attuale valutazione in borsa è pari a sole 0,78 volte i ricavi previsti per l'anno in corso. Valutazioni così compresse potrebbero oggi indicare significativi potenziali di crescita nel medio periodo. Anche se il price earning tendenziale esprime ancora valutazioni piuttosto elevate, gli analisti ritengono che l'azienda sia da considerare come una buona opportunità a prezzi scontati in un'ottica di accumulo nel settore delle materie prime e dell'alluminio. Il titolo mantiene un rating BUY e va acquistato oggi in apertura di mercato Usa.

Nuovi record per il leader delle bevande – Dividendi in crescita da 37 anni - Target +81%

Per chi vuole investire sui paesi emergenti restando in un porto sicuro, questa è certamente una delle aziende da considerare per i prossimi anni. La seconda società oggetto della nostra analisi di oggi è attualmente una delle maggiori partecipazioni dei nostri modelli, con un investimento che incide per circa il 3,5% del totale dei portafogli. E' una delle maggiori aziende mondiali produttrici di bibite analcoliche, soft drinks e snacks. La società è presente nella lista dei titoli più performanti degli ultimi 50 anni redatta dal professor Jeremy Siegel, e si classifica al sesto posto assoluto per performance di lungo termine tra tutte le società quotate a Wall Street. Prima di parlare dei risultati trimestrali appena diffusi, vale la pena di sottolineare il grande dinamismo dell'azienda nel corso degli ultimi mesi, con particolare riguardo ai nuovi investimenti nei paesi emergenti:

in giugno del 2009, l'azienda concludeva con successo l'acquisizione di una delle maggiori società alimentari in Giordania, consolidando la sua leadership nei paesi arabi; un mese dopo, in concomitanza con la visita del presidente americano Barack Obama, la società comunicava l'intenzione di investire oltre un miliardo di dollari in Russia, portando i suoi investimenti nel paese a 4 miliardi; infine il mese scorso, un altro clamoroso annuncio: l'azienda si è accordata per acquisire la maggiore società brasiliana produttrice di succhi a base di latte di cocco, una bevanda tra le più sane e popolari in Brasile e in forte sviluppo in decine di altri stati. Con queste ulteriore mosse, l'azienda ha conquistato un'altra importante fetta di business nei paesi emergenti e nel BRIC, e queste strategie dovrebbero portare forti incrementi nei fatturati nel medio termine e una maggiore visibilità nella competizione globale per il primato dei soft drinks.

Giovedì scorso l'azienda ha annunciato i risultati del terzo trimestre, che sono stati particolarmente brillanti e superiori a tutte le precedenti stime degli analisti. Nonostante la fase di rallentamento economico, i fatturati sono saliti del 5%, e l'utile netto ad un livello ancora più elevato, pari a +8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Su queste basi l'azienda ha posto obiettivi ancora più ambiziosi per il 2010, con un target ulteriore di crescita per l'utile per azione ad un livello tra +11% e +13%. Commentando questi obiettivi, il direttore finanziario della società ha confermato che durante tutto il 2010 proseguiranno le politiche di ulteriori acquisizioni strategiche sin qui adottate.

Sulla base di queste considerazioni, tutti gli analisti hanno rivisto i loro precedenti target e obiettivi di medio e lungo termine. Jonathan Fenney, analista della società Janney Smith, in una lettera inviata giovedì ai suoi clienti, ha specificato che gli ottimi risultati conseguiti dall'azienda si devono soprattutto ai ricavi conseguiti fuori dagli Stati Uniti, ed in particolare in Europa, Asia, Medio Oriente e Africa, con un aumento record di +13% dei fatturati e di +31% per quanto riguarda l'utile operativo. Sulla base di queste considerazioni, l'analista ha alzato le stime di utile per azione per il 2010 a 4,17 dollari contro i precedenti 3,73 dollari del 2009 e a 4,1 dollari per il 2010. Si unisce al coro degli ottimisti anche Kaumil Garajawala, strategist di UBS (Virt-X: UBSN.VX - notizie) , che ha alzato il target di breve termine sul titolo a +16,5% dai prezzi di chiusura di ieri. Nonostante i recenti rialzi, il titolo quota ancora a sconto, con un price earning pari a sole 14,7 volte gli utili attesi per il 2010. Su questa base, l'attuale rendimento del titolo (inverso del p/e) si attesta al 6,80% annuo, a cui si aggiungerà l'effetto paesi emergenti, con una crescita stimata degli utili pari a +12% annuo per ciascuno dei prossimi 3-5 anni. Se questi obiettivi saranno raggiunti, tra cinque anni gli investitori si ritroveranno in mano un investimento con una redditività netta vicina al 15% annuo. Parte di questa rendita viene corrisposta sottoforma di dividendo annuo, con una quota del 3% pagato agli azionisti in contanti. La società ha incrementato ogni anno il suo dividendo per 37 anni consecutivi trasformandosi in una vera macchina da reddito per i propri soci. Il titolo presenta un rating di STRONG BUY, con un target medio consensuale degli analisti da noi interpellati pari a +81%. Comprare in data di oggi il titolo.

Paolo Crociato
http://www.strategyinvestor.com

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