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Giovedì 15 Maggio 2008, 0:00
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Nuovo anche il nuovo logo, «più luminoso», simbolo di un'impostazione completamente rivista in tutti i settori, in particolare quelli dell'abbigliamento, della casa e della cosmesi, più organici e improntati ai nuovi dettami dello stile e del design. Un passo importante per il marchio Upim, acronimo di Unica prezzo italiano Milano, che si riposiziona sul mercato secondo una strategia diversa da Rinascente, oggi più spostata verso la fascia medio-alta, e che per il futuro strizza l'occhio all'e-commerce.«Siamo al giro di boa», ha dichiarato a ItaliaOggi Luca Rossetto, amministratore delegato di Upim dal 2005, anno in cui la catena è stata acquisita dal consorzio formato da Investitori associati (46%), Deutsche bank (Francoforte: DB9999 - notizie) (30%), Pirelli Re (20%) e Famiglia Borletti (4%). Giro di boa anche in termini economici, visto che dopo aver investito oltre 100 milioni di euro per rilanciare la catena, il bilancio 2007 è tornato in utile dopo 15 anni (fatturato 2007 da oltre 550 milioni di euro, fra le prime 15 catene non food italiane) attraverso una forte riorganizzazione interna. Oggi il personale è costituito da circa 3.500 persone, l'82% donne, e Upim torna finalmente a riaffacciarsi sul mercato contando su «una notorietà spontanea del marchio del 90%, che raggiunge il 99% se suggerita», sottolinea Rossetto, «la prossima sfida sarà recuperare i clienti persi negli ultimi dieci anni».Clienti che l'amministratore delegato definisce «normali, costituiti dalle famiglie, che non amano gli eccessi, ma sono attenti allo stile, al design e a un buon rapporto qualità/prezzo», da strappare alla concorrenza delle altre catene, come H&M o Zara, per quanto riguarda l'abbigliamento. Proprio questo settore rappresenta, nelle sue declinazioni donna, bambino e uomo, il 61% del fatturato di Upim e dal 2005 «abbiamo introdotto le figure del category manager e del fashion coordinator per cambiare l'approccio verso le nostre collezioni, esposte per “stili di vita” (classico, moda, basico e sportivo, ndr) e che ora vengono disegnate e prodotte all'interno, secondo studi sul gusto dei clienti e le tendenze contemporanee, come quelle che emergono da Pitti», chiosa Rossetto. Una situazione ben diversa dal passato, «quando si sceglievano i capi e si “assemblavano” le collezioni senza tener conto di certi fattori, come le vere taglie delle nostre clienti, che in maggioranza non portano tutte la 42. Ma anche Blukids, la linea per bambini, ci sta dando soddisfazioni: qui, infatti, abbiamo raddoppiato il fatturato». Crescono anche la linea di giocattoli e degli accessori, che però non vanno considerate come «appendici» dell'abbigliamento, perché capaci di generare un mercato a sé stante.Altro punto forza è rappresentato dalla cosmesi, che con 136 punti vendita rappresenta la seconda catena italiana e che negli intenti di Rossetto «verrà valorizzato al massimo, anche grazie a Project, il nostro nuovo private label». Nella nuova visione di Upim ci sarà un vero e proprio «negozio nel negozio», un concept store individuabile grazie a un nuovo logo, una Veronica Officinalis dal verde acceso e al marchio Bellezza & Benessere. Molta attenzione anche agli allestimenti, in generale più luminosi e colorati, per offrire un'esperienza d'acquisto più confortevole e piacevole. Un progetto che verrà esteso a tutti i 142 punti di vendita diretti Upim, dopo quello inaugurato nel 2007 a Milano.Parlando di famiglie, non poteva mancare lo spazio per la casa, «che abbiamo rivisto pensando di ambientare i prodotti in spazi espositivi simili agli ambienti domestici», dice Rossetto, «per rendere più intuitivo l'acquisto da parte dei clienti». In linea con le tendenze attuali, l'attenzione al design e allo stile per zone (soggiorno, cucina, camera da letto, bagno ed esterno), che saranno curate anche in questo caso da esperti del settore, per garantire l'alternanza di due collezioni «stagionali» e di una permanente.Nel futuro di Upim, infine, «non escludiamo di andare anche all'estero, ma sicuramente non ora», conclude Rossetto, che strizza l'occhio anche a internet: «Il sito (www.upim.it) da oggi è rinnovato, ma soprattutto sarà implementabile per l'e-commerce». Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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