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Mercoledì 14 Maggio 2008, 21:24
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Il sentiment dominante tra gli operatori è quello di uno scenario in progressiva ripresa, sulla scia della convinzione che il peggio possa essere ormai alle spalle. Indicazioni incoraggianti in tal senso sono arrivate proprio quest'oggi da un report di Fitch dedicato proprio al tema caldo dei subprime, con un'attenzione rivolta in particolare alle ricadute avute sulle banche. L'agenzia di rating ritiene che gli istituti di credito a livello mondiale abbiano già svalutato più dell'80% delle perdite legate ai mutui ad alto rischio di insolvenza. Gli analisti stimano che le perdite totali siano state fino ad ora pari a 440 miliardi di dollari, ma non è escluso che tale cifra possa salire a 550 miliardi, in base alle diverse metodologie di calcolo che si adottano. Fitch aggiunge inoltre che il 50% delle perdite è stato sostenuto dalle banche e l'altra metà dalle compagnie di assicurazioni, dalle società di gestione e dagli hedge fund. A pagare il conto più salato sono ovviamente le banche americane, a partire da Citigroup (NYSE: C - notizie) che guida la classifica con oltre 36 miliardi di dollari tra svalutazioni e perdite. Segue a poca distanza Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) con 32,2 miliardi, per passare ai 26,5 miliardi di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) e di Hsbc, con un dato inferiore alla metà di quest'ultimo per Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) con poco più di 11 miliardi. Secondo Fitch però il peggio potrebbe essere ormai passato, visto che le svalutazioni ancora in arrivo dovrebbero essere limitate, e potrebbero essere anche meno del previsto, in considerazione anche delle attività di hedging portate avanti negli ultimi mesi dagli istituti di credito globali. La crisi dei subprime è stata invece vissuta principalmente di riflesso dalle banche italiane, dal momento che solo per alcune si rivela un'esposizione ai derivati Usa, peraltro piuttosto limitata. L'agenzia Fitch però, in un report diffuse nelle scorse settimane, ha dichiarato che il 2008 sarà un anno impegnativo per le banche italiane, in considerazione dell'indebolimento dell'economia del Belpaese e della perdurante volatilità dei mercati finanziari. Per gli esperti comunque i principali istituto di credito italiani sono ben posizionati per operare in un contesto di mercato più difficile. Il riferimento in particolare alle prime cinque banche italiane, quali Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) , Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) , Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena, Ubi Banca (Milano: UBI.MI - notizie) e Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) . Fatta eccezione per quest'ultima, i risultati del 2007 sono stati solidi a detta di Fitch, grazie alla buona performance realizzata nella prima metà dello scorso anno, con un impatto relativo delle turbolenze nella seconda parte. Le banche italiane riusciranno a fronteggiare le difficoltà del mercato grazie alla loro concentrazione nel business commerciale e del retail banking. Le difficoltà potrebbero non mancare nel corso di quest'anno, ma la liquidità delle cinque banche principali viene definita adeguata. Gli istituto di credito del nostro Paese inoltre potranno far leva su un'ampia raccolta da clientela, che ha consentito di limitare l'impatto della contrazione della liquidità e i maggiori costi dell'attività di funding sui mercati dei capitali. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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