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Martedì 15 Settembre 2009, 0:00
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La prima cosa che la crisi ha portato via, infatti, è la propensione all'acquisto multiplo. «Che senso ha caricare fino a sei volte il prezzo, come fanno le griffe? Così non è più marketing», dice Giorgio Cannara, guida dell'Aimpes e di Mipel, riguardo ad alcuni marchi di punta. «Tutta la categoria crede che questa sia diventata la regola, ma non sempre le politiche di pricing sono all'altezza della qualità e soprattutto allontanano i consumatori». Nell'aria soffia il vento della crisi, che per un settore che vale quattro miliardi vuol dire calo dell'export del 20,4% e débâcle a doppia cifra anche in quei paesi chiavi come Russia (-40%) o Est Europa che avevano rimpiazzato le perdite di alcuni big come Giappone e Stati Uniti. Anche l'import ha segnato un -3,3%, a 641 milioni di euro. «Nulla di nuovo quando i consumi interni sono calati del 5,7%», spiega Cannara, «e a soffrire sono anche le griffe, che hanno diminuito gli ordini presso le aziende in cui producono». Fin qui numeri e prezzi. Altro discorso vale per il «poco coraggio» che Cannara denuncia nella categoria. «A livello di produzione si rischia sempre meno, mentre sul fronte dei buyer si assiste smaccatamente a ordini in vista dei saldi. Poco di tutto e la fantasia ridotta al minimo», dice. Per il Mipel numero 96 che schiude le porte a oltre 400 espositori la risposta potrebbe arrivare dai paesi emergenti di scena nei padiglioni della Fiera o anche dai giovani del salone Start up. Mentre Fiera Milano, come per Macef, ha messo borse e marchi del Mipel in vetrina anche nello temporary cittadino Sidecar (e i ricavati delle vendite andranno in beneficenza). Certo in Italia non manca il fermento, né il coraggio di fare impresa. Un esempio fra i tanti arriva da Marianelli Pelletterie assente giustificato al Mipel: per evitare la chiusura voluta dai soci fondatori per assenza di ricambio generazionale, la proprietà dell'intero capitale sociale è stata trasferita a cinque dipendenti dell'azienda, oggi imprenditori. E accanto al rilancio del marchio storico è nata anche la linea MariAngel. «Bisogna continuare ad avere coraggio», conclude Cannara. Ci sarà tempo fino a sabato prossimo per valutarne il grado dagli espositori della Fiera. Poi starà ai rivenditori raccogliere il testimone. |
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