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Mercoledì 15 Ottobre 2008, 0:18
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Per il restante 20% il mercato delle locazioni è inavvicinabile in quanto i prezzi degli affitti aumentano di anno in anno e diventa impossibile pagare le spese d’affitto. La ricerca Nomisma. Secondo Nomisma, dal 1991 al 2007, i canoni di locazione nelle aree urbane sono saliti del 66,7%, mentre le disponibilità delle famiglie solo del 20,8%; inoltre, l’incidenza dell’affitto di un’abitazione di circa 80 mq sul reddito familiare è passata dal 20,7% al 28,5%. Secondo il Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e assegnatari) nel 2008 locare una casa costa il 5,2% in più rispetto al 2007. I pagamenti in ritardo. Un altro dato preoccupante è l’incremento degli sfratti per morosità; infatti, si è passati dai 17.664 casi del 1983, che rappresentavano (il 12,85% del totale), ai 33.559 del 2007 che rappresentano il 77,34% del totale. “Questo accade perché la gente non riesce più a sostenere i prezzi di mercato”, commenta, Luigi Pallotta, segretario generale del Sunia. “Ma a differenza dell’attenzione posta al problema di chi non riesce a pagare il mutuo, non si nota che negli ultimi 5 anni sono ben 160mila le famiglie che non sono riuscite a fare fronte al pagamento in maniera regolare”. Le case popolari. La disponibilità delle case popolari scarseggia e si tende a dare la precedenza ai casi di prima necessità. Sono stati concessi 800 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica ma non sono bastati. Le famiglie iscritte alle graduatorie sono molte e i tempi d’attesa sono lunghi e talvolta indefiniti. “Attualmente si riescono a gestire soltanto le emergenze - commenta Luciano Cecchi, presidente di Federcasa - e non a soddisfare le domande. Il problema è che il patrimonio è già tutto occupato. Con le conseguenti tensioni abitative che si registrano nelle maggiori città e nei Comuni di prima cintura”.
Il problema è che è diminuita la costruzione di alloggi popolari: infatti fino al 1998 si costruivano circa 25mila nuovi alloggi l’anno ma a partire dallo stesso anno il numero delle costruzioni è calato e oggi si costruiscono solo 5mila abitazioni l’anno. Questo perché mancano i finanziamenti. Secondo un’indagine di Nomisma, in Italia, per coprire il fabbisogno di abitazioni, servirebbero un milione di abitazioni in più. Famiglie a basso reddito: l’identikit. Coloro che possono permettersi di vivere solo in una casa popolare sono per la maggior parte gli anziani che sono pertanto considerati la categoria più a rischio e quindi bisognosa. Ma non ci sono solo loro. Una buona fetta di persone che faticano a reggere i prezzi di mercato sono i giovani, gli studenti, i lavoratori precari, gli immigrati e anche le persone divorziate. Ad esempio, secondo i dati raccolti da Nomisma, dei 2,7 milioni di immigrati regolari registrati nel 2006, sono circa un milione quelli che vivono in abitazioni precarie o comunque in condizioni di disagio.
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