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Snai, aumento di capitale per 250 milioni di euro
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È di 220 milioni di euro l'investimento previsto da Snai per l'acquisto di nuove licenze e l'apertura di nuovi punti gioco. Allo scopo la società ha previsto un aumento di capitale del valore massimo di 249,9 milioni di euro che ha preso il via ieri e si concluderà il 21 dicembre. L'investimento, secondo il presidente Maurizio Ughi, dovrebbe raggiungere il break even in cinque anni. L'operazione segue l'analoga operazione di espansione di marzo, quando la società acquisì 250 punti vendita con un investimento complessivo da 360 milioni coperti da una linea di credito da 313 milioni ottenuta da una finanziaria internazionale. L'attuale offerta di azioni prevede l'emissione di 61,7 milioni di nuovi titoli riservati agli attuali azionisti per un prezzo unitario di 4,05 euro (venerdì ha chiuso a 7,725 euro). L'opzione consente agli azionisti di acquistare a quel prezzo 28 azioni per ogni pacchetto da 25 titoli in portafoglio. Ieri in borsa Snai ha chiuso a quota 5,51 euro, in ribasso del 3% sul valore di 5,66 euro per azione calcolati sul titolo dopo l'aumento di capitale. Secondo Ughi i nuovi investimenti porteranno per fine anno il margine operativo lordo della società intorno a 60-65 milioni di euro (contro i 18 del 2005). La società ha chiuso il terzo trimestre di quest'anno con ricavi per 167 milioni di euro (più di 8 volte i quasi venti milioni del corrispondente periodo del 2005). L'ebitda si è attestato sui 16,8 milioni (+236% rispetto ai 4,98 milioni del terzo trimestre dell'anno scorso), l'ebit ha raggiunto i 7,2 milioni (+153% a confronto con il dato precedente di 2,8 milioni). Il risultato netto, però, è finito in perdita per 1,28 milioni, contro un attivo del terzo trimestre 2005 di 841mila euro. Un tracollo legato al peso di oneri finanziari per poco più di nove milioni, contro 550mila euro a settembre 2005. L'indebitamento finanziario netto è cresciuto, infatti, drasticamente: dai 4,85 milioni del settembre 2005 ai 27,26 milioni della fine del terzo tr imestre 2006. Una situazione apparentemente ancora perfettamente sostenibile, dal momento che il patrimonio del gruppo tuttavia valeva alla stessa data 81 milioni di
euro.
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