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Martedì 15 Aprile 2008, 11:30

Borse in ritirata dopo avvio promettente. Fiat piegata dalle vendite

Di Alberto Susic

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Mattinata all'insegna dell'incertezza per le Borse europee che dopo il calo della vigilia hanno tentato nelle prime battute di recuperare terreno. Nonostante la negativa chiusura di Wall Street, gli indici del Vecchio Continente hanno imboccato da subito la via dei guadagni, con rialzi anche superiori al mezzo punto percentuale, favoriti in parte dagli spunti positivi arrivate dalle piazze asiatiche. Lo sforzo rialzista però ha avuto vita breve e gli indici si sono mossi subiti a passo di gambero annullando buona parte del vantaggio iniziale. Negli ultimi minuti solo il Ftse100 si mantiene saldamente in positivo, con un progresso dello 0,8%, diversamente dal Cac40 (Parigi:

 I TEMI DEL GIORNO
▪ Milano giù con Fiat e banche
▪ Seat "congelata" al rialzo
▪ La ripresa del dollaro
▪ Trend di breve? Rialzista
▪ BOT: rendimenti in calo
▪ Il petrolio torna a salire
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notizie) che mostra un calo dello 0,08%, preceduto dal Dax30 che arretra dello 0,14%, appesantito anche dalla delusione per l'inattesa flessione dell'indice Zew ad aprile.
A rimanere più indietro degli altri è Piazza Affari dove l'effetto delle elezioni politiche, con la vittoria marcata del centrodestra, ha avuto ricadute positive solo nelle prime battute. L'indice S&P/Mib infatti, dopo un massimo a 33.081 punti, è tornato a perdere terreno, presentandosi negli ultimi minuti a ridosso dei 32.700 punti, con una flessione dello 0,3%.
La peggiore blue chips al momento è Fiat (Milano: F.MI - notizie) che scivola sotto la soglia dei 14 euro e lascia sul parterre quasi il 4%, dopo i deludenti dati sulle immatricolazioni di marzo in Europa occidentale, con un calo del 13% rispetto alla flessione del 10,2% del mercato di riferimento.
Sotto pressione editoriali e media, con Seat Pagine Gialle (Milano: PG.MI - notizie) che arretra di quasi tre punti, seguita a poca distanza da Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) che dopo un avvio brillante perde ora il 2,71%, per nulla aiutata dalla vittoria della coalizione di Berlusconi. Prese di profitto per Mondadori (Milano: MN.MI - notizie) che dopo la buona reazione di ieri scende dell'1,6%.
Vendite sui bancari con Unicredit in rosso dell'1,4%, insieme a Banco Popolare e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che scendono di oltre un punto, mentre resiste Ubi Banca che si mantiene poco sopra la parità con un frazionale progresso dello 0,12%.
In netto recupero dai minimi Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che dopo una perdita di quasi tre punti, ora limita i danni allo 0,43%, all'indomani dell'assemblea che tuttavia non ha portato a novità di rilievo.
La salita dei prezzi del petrolio ad un passo dal record storico sopra i 112 dollari mette di buonumore i petroliferi, con Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) ed ENI (Milano: ENI.MI - notizie) in crescita del 3,48% e dell'1,22%. Da segnalare la brillante intonazione di Impregilo (Milano: IPG.MI - notizie) che guadagna il 3,56% spinta in avanti dall'attesa per il rilancio delle grandi opere e riesce a fare bene anche Atlantia che cresce del 3,59%. Gli operatori credono che la stabilità di Governo possa ora rendere più rapido l'approdo ad una soluzione per la questione della concessione.


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