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Giovedì 15 Maggio 2008, 8:55
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Quasi un mese fa aveva ipotizzato una prosecuzione della fase di recupero dei mercati che hanno allungato il passo, nonostante qualche incertezza nelle ultime sedute. Come valuta ora l'attuale situazione dell'azionario e quali prospettive si possono delineare per le prossime settimane? Guardando ai recenti movimenti del mercato, sembra che la situazione sia un po' opposta a quella dei mesi scorsi. Mentre prima a correzioni forti seguivano dei rimbalzi di breve durata, sfruttati principalmente per uscire, ora parte che il mercato sia impostato al contrario. Assistiamo infatti a dei recuperi, anche senza forti escursioni, intervallati da storni di brevissima durata anche se a volte intense a livello giornaliero. Questo rappresenta un segnale che il peggio dovrebbe essere alle spalle e già nell'intervento precedente dicevamo che sarebbe stato difficile un ritorno sui minimi dell'anno. Se guardiamo agli Stati Uniti, il mercato sembra essere più controllato, nel senso che prima il rimbalzo ha interessato i finanziari. In seguito ci si è spostati molto sui tecnologici e su altri settori e così gli indici sono stati capaci di mantenersi su livelli abbastanza elevati, nonostante negli ultimi giorni ci siano state prese di profitto sui finanziari. Pare che il mercato stia un po' “pulendo” gli aspetti negativi, senza far perdere nel frattempo ai listini dei supporti importanti. Avevamo già detto che dal mese scorso a giugno ci sarebbe stata una fase leggermente rialzista ma di transizione, soprattutto a livello economico. Passata la tempesta c'è bisogno di riequilibrare ancora il tutto, ma è possibile che per la prima settimana del prossimo mese ci possa essere un ulteriore rialzo, visto che la correzione è stata di breve durata. In questa direzione dovremmo giungere a toccare nuovi massimi di periodo, e sull'indice americano S&P500 potranno essere rivisti i 1.440/1.450. Sul nostro indice, escludendo lo stacco dei dividendi di lunedì prossimo, dovremmo arrivare sui 35.700/35.800. Al netto dello stacco cedola potranno essere raggiunti i 35.300/35.400 da qui alla prima settimana di giugno. Nel caso in cui tali livelli venissero raggiunti, da metà giugno e per il mese di luglio non è da escludere una correzione che, per scaricare gli eccessi, potrebbe essere più marcata di quella di questi giorni. Se ciò dovesse accadere, l'S&P/Mib potrebbe tornare sui 33.500, ipotizzando una discesa dai 35.500, e questa flessione sarebbe una buona opportunità per entrare e mantenere le posizioni fino a fine anno. La correzione delle ultime giornate si può quindi considerare conclusa? Dopo lo stacco dei dividendi c'è il rischio di un indebolimento per il nostro mercato? Lo storno registrato nelle ultime giornate a mio avviso si è già concluso e se gli indici americani continueranno a salire, con l'S&P500 verso i 1.440/1.450, difficilmente avremo un impatto negativo sul nostro mercato dallo stacco dei dividendi. Chi non è ancora entrato potrebbe aspettare proprio questo appuntamento, per acquistare a prezzi più bassi e sfruttare l'atteso upside fino alla prima settimana del mese di giugno. Lo scorso anno eravamo in condizioni diverse a maggio e non è detto che il mercato segua sempre lo stesso copione. Tra l'altro, i titoli che hanno già staccato il dividendo hanno recuperato in tempi brevi, a volte nella stessa seduta dello stacco. Probabilmente il mercato potrebbe trovarsi a ridosso della resistenza dei 34.600 nel giorno dello stacco dei dividendi e forse l'indice ci sbatterà contro proprio in quel giorno. In tal caso avremo un processo da ricostruire ma se lunedì prossimo i titoli riusciranno a recuperare subito, si avrebbe un forte segnale che porterebbe l'S&P/Mib a superare l'ostacolo dei 34.600 già dalla metà della prossima settimana. Il supporto principale è ora rappresentato dall'area dei 33.500/33.200 e se quest'ultimo livello venisse violato, ci potrebbe essere un'ulteriore correzione che non dovrebbe spingere oltre i 32.500. Di recente abbiamo assistito ad un recupero dei bancari che hanno successivamente ceduto un po' terreno. E' un buon momento per realizzare nuovi acquisti ora? Su quali titoli consiglia di puntare ora? Il movimento realizzato dai bancari è stato abbastanza veloce sia nel rimbalzo che nel successivo calo, ma a differenza delle altre volte, quasi tutti hanno presentato i risultati del primo trimestre. Guardando a singole storie, sia Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) si trovano sugli stessi livelli a cui viaggiavano quando si facevano varie supposizioni sull'esposizione ai subprime. Ormai le posizioni dichiarate sono destinate a rimanere tali e non ci saranno ulteriori sorprese negative. Questo dovrebbe portare, in condizioni di mercato rialzista, ad un ingresso su questi titoli, per il quali il rapporto prezzo/utili si mantiene positivo. Se il settore del credito migliorerà nella seconda parte dell'anno, come credo, allora se non si entra adesso sarà difficile farlo su livelli più bassi. Tendenzialmente quindi sarebbe un buon momento per acquistare, e per Unicredit segnalo in particolare che un livello di entrata si era avuto già un mese fa, visto che il titolo si è mosso in sostanza tra i 4,5/4,6 e i 5 euro. Considerando che le prospettive della seconda metà dell'anno dovrebbero essere migliori, non si sbaglia a mio avviso ad acquistare il titolo adesso. Personalmente preferisco Unicredit ad Intesa, per la quale però vale in sostanza lo stesso discorso. Il gruppo non ha praticamente nulla in termini di esposizione ai subprime e il titolo dai minimi segnati a marzo si è mantenuto tra i 4,4 e i 4,9, con un movimento simile a quello di Unicredit. In caso di superamento dei 4,9, le quotazioni dovrebbero raggiungere quantomeno i 5,5/5,6 euro. Sono meno entusiasta invece su Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che ha perso un po' quell'immagine che aveva negli anni di Cuccia e a livello di operazioni e di finanza straordinaria non ha più l'appeal come banca d'affari. La trimestrale del gruppo è stata piuttosto positiva, ma credo sia difficile che Mediobanca riesca a centrare gli obiettivi fissati per il 2008, mantenendosi sotto di circa il 10% in termini di utile netto. Per quest'anno mi aspetto che il titolo possa sottoperformare altre storie come Unicredit e Intesa Sanpaolo, motivo per cui non mi sento di caldeggiarne l'acquisto, senza dimenticare che l'andamento di Mediobanca è molto legato a Generali. Anche Generali sembra non avere più lo smalto di un tempo e il titolo continua ad oscillare sempre sugli stessi valori. Quali strategie ci può suggerire in merito e quali altri storie considera interessanti tra gli assicurativi? Generali ha perso un po' l'appeal di un tempo, perché dopo il polverone sollevato da Algebris, di fatto non è cambiato nulla. A questo punto, o il gruppo realizza un'acquisizione importante a livello strategico, oppure il titolo sarà destinato a rimanere sui livelli attuali, senza grandi potenzialità al rialzo. Dal punto di vista fondamentale, se la società rimane ferma allora il titolo non riserverà sorprese, mantenendosi al di sotto dei 30 euro, segnalando come base il supporto importante dei 27 euro, violato nel giornaliero il 17 marzo e ripreso nella giornata successiva. Sotto il profilo prettamente tecnico, la configurazione sta disegnando una sorta di testa spalle rialzista che dovrebbe avere come target l'area dei 32 euro se la figura venisse confermata e a condizione che venga rotto al rialzo il livello dei 29,5 euro. Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) ha invece già dato dei segnali già abbastanza e rispetto agli altri assicurativi in questi giorni non ha avuto un ritracciamento marcato, tanto che il titolo si è mantenuto al di sopra dei livelli del precedente recupero. Come forza relativa Unipol è quello meglio impostato e se ci fosse un'ulteriore accelerazione del mercato, non escludo che già nella prima settimana di giugno si possano rivedere livelli intorno ai 2,3/2,35 euro, con un rimbalzo dell'8%/10% dai livelli attuali. Un primo segnale d'allarme scatterebbe in caso di flessioni verso 1,94/1,95 euro, la cui violazione riporterebbe verso 1,65/1,6 euro. Fondiaria-Sai come è noto ha delle accelerazioni, sia al rialzo che al ribasso, più significative di Generali e a differenza di Unipol è impostato diversamente. Il titolo ha fatto segnare i minimi a gennaio e non a marzo, come invece hanno fatto gli altri, ma questi ultimi hanno avuto poi una reazione più significativa nelle ultime settimane, mentre Fondiaria-Sai si è mantenuto in laterale tra i 25,5 e i 28 euro. Soprattutto in quest'ultimo periodo si è ristretto il range, tra i 25,5 e i 26,5 euro, e questo diventa molto importante per il futuro. Il primo livello è quello di supporto e il secondo è quello da bucare al rialzo: difficile capire ora quale dei due potrà essere violato, tenendo presente che la rottura di uno dei due livelli dovrebbe portare ad un movimento di almeno 2/2,5 euro. E' più probabile che l'accelerazione avvenga al rialzo perché il mercato è impostato positivamente e in tal caso Fondiaria-Sai potrebbe tornare a testare i valori di febbraio. Nelle ultime due giornate Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) è stata fortemente penalizzata dalle vendite, tanto da riportarsi al di sotto dei 20 euro. Questa debolezza è destinata a proseguire o si può già pensare a qualche acquisto? Molte volte, quando Finmeccanica ha realizzato acquisizioni simili a quella annunciata l'altro giorno, è stata abbastanza massacrata dal mercato nelle due o tre sedute successive, salvo riprendersi bene in seguito. Credo che questa volta la reazione sia stata un po' esagerata e personalmente mi aspettavo uno storno fino all'area dei 20,6/20,7. Dal momento che l'acquisizione di Drs è buona e il business darà dei risultati notevoli, potrebbe essere una buona occasione acquistare sui prezzi attuali. Difficilmente Finmeccanica dovrebbe scendere sotto i 19,5 euro e nel momento in cui si capirà la valenza dell'operazione, il titolo potrà superare anche i 23/23,5 euro, con obiettivi anche più ambiziosi. Rispetto ad altri, escludendo le ultime due sedute, il titolo si trovava a poca distanza dai massimi che potranno anche essere rivisti e superati. Digerita l'acquisizione, il titolo è uno di quelli meglio impostati, motivo per cui credo sia destinato a fare nuovi massimi più avanti nel tempo. Sempre nel settore industriale, Fiat (Milano: F.MI - notizie) non è riuscita ancora a spingersi con decisione al di sopra dei 15 euro. Come valuta l'impostazione del titolo e cosa ci si può attendere nel breve? Calcolando che il massimo del movimento in atto è stato a 15,35 euro e che il titolo ha staccato un dividendo di 0,4 euro, con la seduta di ieri il livello sarebbe stato già superato considerando il pagamento della cedola. Il fatto che Fiat si sia mantenuto in quest'area è positivo, considerando anche la salita del prezzo del petrolio che dovrebbe penalizzare il settore auto. Se il mercato dovesse correggere, Fiat potrebbe tornare a testare i 14,3/14,5 euro, ma propendo di più per il superamento dei 15,35 che dovrebbe portare ad un'accelerazione verso i 17/17,75, quale primo target del movimento partito dai minimi in area 12 euro. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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