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Lunedì 15 Giugno 2009, 22:35

Pesante battuta d'arresto a Wall Street. Incertezza su scenario macro

Di Alberto Susic

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Il recupero realizzato in chiusura venerdì scorso è servito ben poco in confronto alle vendite che si sono riservate quest'oggi sulla piazza azionaria americana. La seduta è partita già con il piede sbagliato dopo la delusione dell'indice New York Empire State Manufacturing che è sceso a -9,4 punti rispetto ai -4,55 dell'ultima lettura, deludendo le aspettative degli analisti che puntavano ad una flessione meno marcata a -6 punti.

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Da segnalare anche il dato relativo ai flussi netti di capitali esteri che ad aprile ha evidenziato una flessione di oltre 50 miliardi di dollari, mentre il mercato puntava ad una crescita di 60 miliardi di dollari. Un aggiornamento che di fatto ha evidenziato un indebolimento della fiducia degli investitori nella ripresa economica.
Ad alimentare le vendite sono state inoltre le prese di profitto che hanno colpito il comparto delle materie prime e in particolare il petrolio. Quest'ultimo si è riportato in area 70 dollari al barile, complice anche il rafforzamento del biglietto verde sulle altre valute. Il dollaro ha mostrato i muscoli sulla scia delle dichiarazioni rilasciate dal ministro russo il quale ha fatto sapere di avere fiducia nella valuta americana.
A fine giornata così le vendite hanno avuto la meglio sui tre listini principali, che sono riusciti comunque a chiudere gli scambi al di sopra dei minimi raggiunti nell'intraday. Il Dow Jones e l'S&P500 hanno ceduto rispettivamente il 2,13% e il 2,38%, mentre il Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) si è fermato a 1.816,38 punti, con una flessione del 2,28%, dopo aver toccato un minimo a 1.803 un massimo a 1.838 punti.

Tra i titoli del Dow Jones (notizie) , riesce a schivare le vendite America Express, con un lieve rialzo dello 0,28%, mentre gli altri due protagonisti del settore finanziario hanno subito una sorte ben diversa, con Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) e Jp Morgan in flessione del 2,84% e del 3,22%.
La flessione dei prezzi del petrolio ha pesato su Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) e Chevron (NYSE: CVX - notizie) che hanno chiuso in ribasso dell'1,31% e del 2,19%, ma nel settore delle materie prime è stato ben più pesante il tonfo di Alcoa (NYSE: AA - notizie) che ha lasciato sul parterre il 6,51%.
In rosso del 2,01% United Technologies (NYSE: UTX - notizie) che ha confermato le sue previsioni di crescita per l'utile e il fatturato attesi quest'anno. Sotto pressione i farmaceutici con Pfizer (NYSE: PFE - notizie) e Merck (MERK.JK - notizie) in correzione di oltre il 4%, ma hanno ceduto più di quattro punti percentuali anche Caterpillar (NYSE: CAT - notizie) e Du Pont.
Bilancio piuttosto pesante anche per Wal-Mart che ha chiuso in flessione del 2,77%, pagando pegno per la bocciatura di Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) che ha ridotto la raccomandazione sul titolo da “buy” a “neutral”.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, in controtendenza con un rialzo di oltre un punto Baidu (NASDAQ: BIDU - notizie) .com e Marvell, ma ha chiuso in positivo anche Microsoft (NASDAQ: MSFT - notizie) con un frazionale progresso dello 0,39%.
Si è fermato sulla parità Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) che ha evitato le vendite grazie all'ottimismo di Citigroup (NYSE: C - notizie) che ha migliorato il giudizio sul titolo da “hold” a “buy”, con un target price rivisto verso l'alto da 15 a 21 dollari.
Si è difeso meglio di altri Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) , con un calo dello 0,65%, mentre Google (NASDAQ: GOOG - notizie) ha ceduto quasi due punti, preceduto da eBay che ha chiuso in rosso del 2,25%.
Da segnalare la secca correzione di Dell (NASDAQ: DELL - notizie) che ha lasciato sul parterre il 3,88%, senza beneficiare della promozione di Goldman Sachs secondo cui non è più un titolo da vendere. Il rating è passato infatti da “sell” a “neutral”, con un fair value fermo a 14 dollari.


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