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Giovedì 17 Aprile 2008, 0:00
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L'ipotesi alla quale si sta lavorando è quella di dividere le due funzioni, inquirente e giudicante, già in fase di accesso, attraverso lo sdoppiamento del concorso. Eventuali problemi posti dalla Costituzione, che parla, ad esempio, di "concorso" e non di concorsi, sono già allo studio degli esperti, e a quanto pare superabili. Per questa opzione dovrebbe bastare, quindi, la legge ordinaria. L'operazione raccoglie i consensi di tutta la coalizione, da Gianfranco Fini che vi ha fatto riferimento in campagna elettorale, alla Lega che con Castelli Guardasigilli nella scorsa legislatura aveva già tentato di portare a casa il risultato. Ma la stretta sui magistrati non finisce qui. Il progetto di sottoporli a test psicologici non era solo un'uscita estemporanea di Berlusconi al comizio di Savona, ma trova riscontro, dice ancora Pecorella, "nella necessità di assicurare ai cittadini che chi li giudica abbia non solo l'intelligenza e la conoscenza delle leggi, ma anche l'equilibrio e la serenità indispensabili per questo mestiere". Insomma, non tutti possono fare i giudici. "Non c'è niente di scandaloso, tante categorie che svolgono lavori difficili, pensiamo ai carabinieri o ai piloti, richiedono il test psico-attitudinale", sottolinea Pecorella, "e quindi anche i magistrati, che svolgono una delle funzioni più delicate e complesse, andrebbero sottoposti a una valutazione della personalità". Resta da definire la periodicità dei test, ma quasi certamente si vorrebbero inserire in fase di concorso in magistratura, magari come verifiche preliminari alle prove scritte.La "profonda riforma" della giustizia annunciata dal Pdl, comunque, è molto ampia e va dalle riforme processuali alla riorganizzazione del lavoro degli uffici giudiziari, nell'intento di restituire rapidità alla macchina inceppata della giustizia. Una novità elaborata a suo tempo proprio da Pecorella e che il Pdl sembra intenzionato a rilanciare, se si trova l'accordo tra tutti, è l'introduzione della giuria popolare, quella che si vede nei film americani, per intenderci. "Una giuria popolare assicura maggiore distanza dall'accusa rispetto al magistrato, e quindi introduce maggiore equità nel processo oltre che contribuire alla rapidità e al risparmio economico", insiste Pecorella, secondo il quale si potrebbe cominciare dai reati previsti per la Corte d'Assise, e poi estendere l'esperimento a tutti i processi.Nell'ambito della ricetta per far lavorare di più e meglio gli uffici, al di là della razionalizzazione della geografia giudiziaria e delle misure pro-efficienza previste nel programma, qualcuno avanza ipotesi come "l'orario di lavoro prolungato" dei tribunali, che secondo Pecorella "dovrebbero rispettare il canonico orario d'ufficio 9-17 o 18", mentre i magistrati dovrebbero avere "l'obbligo del badge (cioè di timbrare il cartellino)". Per quanto riguarda gli interventi sul processo, l'orientamento è quello di riprendere i progetti di riforma dei codici penale, procedura penale e procedura civile, praticamente pronti perché già elaborati dalle commissioni istituite da Castelli, che hanno lavorato tra il 2001 e il 2006.Nel penale un'ipotesi che si sta facendo strada è quella di allargare il patteggiamento a tutti i reati, ma senza prevedere un "premio", più o meno come avviene nel sistema americano. In programma anche la riduzione delle pene detentive, in favore di sanzioni diverse, e l'introduzione di nuovi reati, ad esempio dettati dall'evoluzione delle nuove tecnologie e di Internet. In campo civile, si vuole riprendere e sviluppare la proposta elaborata a suo tempo dalla commissione Vaccarella, nell'ottica di lasciare molti più passaggi del processo in mano alle parti, come ad esempio l'assunzione di prove. Possibili, poi, alcune limitazioni alle eccezioni di nullità (fino al primo grado di giudizio) o di competenza (da rilevare subito, con immediato ricorso in Cassazione per quella territoriale), sempre nel tentativo di accelerare i processi. Sul fronte della riduzione dei costi, si sta pensando a una cauzione da pagare per tutti i ricorsi in Cassazione, che verrebbe trattenuta in caso di rigetto e restituita in caso contrario, in modo da evitare il problema della mancata riscossione, per milioni di euro, delle spese attualmente imputate alla parte soccombente. Norme più rigorose, infine, tanto in materia di sicurezza e immigrazione quanto sull'effettuazione e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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